Salvini ammette: “Sì, ho votato il decreto salva-Benetton”

Continua la polemica tra chi governa e chi governò, in merito all’individuazione delle responsabilità sul crollo a Genova del ponte Morandi, che ha fatto registrare 43 vittime, sei campane, e sul quale era già stata effettuata una perizia 4 mesi prima del crollo. Dopo l’insistente richiesta, da parte dell’attuale Governo giallo-verde, della revoca della concessione ad Autostrade, appartenente al gruppo Benetton, il Partito Democratico aveva denunciato che nel 2008 l’attuale ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva dato il suo consenso alla cosiddetta salva-Benetton.

Il decreto in questione permise al noto gruppo imprenditoriale di poter usufruire di concessioni favorevoli, proprio per quanto riguarda Autostrade. Infatti, come spiega sulle sue colonne La Repubblica, con il provvedimento si andò a modificare una norma sulle verifiche periodiche che magicamente divennero non più obbligatorie.

Salvini, però, intervenuto ad Agorà Estate su Rai 3, sembra non accusare il colpo, anzi ammette l’allineamento della Lega sulla questione, con l’allora Governo Berlusconi, ma invita a tacere “chi ha governato per anni e anni e non ha vigilato, firmando le concessioni“.

Poi, sull’iter (della durata di circa sei mesi) per la revoca della concessione ha detto: “Noi faremo quello che serve ed è utile per gli italiani. Non ho nulla contro Benetton o Autostrade. In questo caso il privato ha fatto un disastro. Quello che faremo sarà dettato da voglia di giustizia e non di vendetta“.

Infine, ancora sulle polemiche con il PD, soprattutto sulla contestazioni per quest’ultimo ai funerali di Stato e all’ormai famoso selfie: “Sono riusciti a fare polemica sui funerali di Stato. Veramente pensate che la gente al funerale sia stata pilotata per far polemica o applaudire qualcuno? Chi la pensa così deve essere coccolato, avrà qualche problema. Genova ha bisogno di concretezza. Sul selfie fatto, non mi interessa. Una cittadina, che per quanto ne so potrebbe essere parente di una vittima, mi chiede una foto. Cosa devo fare? L’allontano in malo modo?“.

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