Autonomie regionali, Oricchio: “Riforma pericolosa. Può crescere l’asimmetria Nord-Sud”

NAPOLI – Continua il dibattito politico sulle autonomie regionali. La questione è stata affrontata dal procuratore della Corte dei Conti della Campania Michele Oricchio, nella relazione presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dei magistrati contabili.

Il procuratore evidenzia, senza mezzi termini, le criticità del federalismo differenziato: «Si tratta di una riforma pericolosissima per la tenuta delle istituzioni della Repubblica, come lucidamente e ripetutamente ha evidenziato la Svimez attraverso il suo presidente».

SoprattuttoOricchio pone l’accento sul rischio di disparità che il federalismo differenziato potrebbe causare tra le regioni italiane, portando ad «una crescente asimmetria tra le regioni del Nord e quelle del Sud». Il rischio è concreto, perché, denuncia il procuratore nella sua relazione: «L’autonomia è da promuovere solo se è adeguatamente motivata e se aumenta l’efficacia e l’efficienza nell’uso delle risorse, senza compromettere il requisito di solidarietà nazionale, o per dirla meglio, i diritti di altri cittadini».

«Dell’autonomia si è parlato poco — continua Oricchio — sia perché l’iniziativa delle regioni proponenti è stata molto enfatizzata sotto l’aspetto politico, come lo sono stati i referendum in Lombardia e Veneto, sia per la modestia dei contenuti. Il tema non va sottovalutato e il rischio è che una volta avviate le dinamiche di questa natura non è detto che non sfuggano di mano, anche perché le finalità non sono chiare e ne restano sottovalutate le implicazioni».

In conclusione: «La portata del processo che si è avviato in sordina è dovuta sia a ragioni di contenuto, perché i trasferimenti previsti riguardano spesso funzioni già oggi esercitate dalle regioni, sia al complesso attuale delle relazioni tra Stato e regioni, tra riserve costituzionali, come l’ordinamento civile o le tutele della concorrenza, e i principi generali elaborati dalla Corte Costituzionale».

Tali criticità sono condivise anche dal presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della regione Campania Salvatore Nicolella: «Nel 2018 l’attività della sezione ha sicuramente risentito di gravi carenze nell’organico del persona di magistratura che sono il 50 per cento in meno della pianta organica. C’è un urgente bisogno di assegnazione di ulteriori magistrati come necessaria è la copertura dei posti vacanti nell’organico del personale amministrativo».

Sull’argomento è intervenuto anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che condivide le criticità indicate da Oricchio: «Ovviamente condivido il passaggio sull’assoluta negatività dell’autonomia differenziata per come è stata configurata. Chiaramente solo noi, che siamo in prima linea come amministratori, sappiamo che cosa significa oggi fare l’amministratore in concreto, con un debito storico allucinante, con leggi tagliola, con diseguaglianze e discriminazione, con leggi assolutamente inique e appesantimenti burocratici».

«Se ci fosse stata una così alta sensibilizzazione in tempi passati – conclude Luigi de Magistris – non saremmo giunti dove siamo arrivati. Credo che questo sia un passaggio importante: rendersi conto di che cosa significhi fare l’amministratore locale, perché è sicuramente importante fare riflessioni di carattere generale, ma poi chi sta sul campo di battaglia sa quanto spesso è difficile poter unire un ragionamento teorico con un’azione concreta quotidiana».

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