Video choc dell’anziano morto al Cardarelli. “Abbandono di incapace e omicidio colposo”: aperta un’inchiesta

Anziano morto al Cardarelli, aperta inchiesta: "Abbandono di incapace"Video choc dell’anziano deceduto nel bagno dell’ospedale Cardarelli di Napoli, aperta un’inchiesta per “abbandono di incapace e omicidio colposo”. Secondo la procura di Napoli circa la morte dell’anziano di 84 anni, ritrovato l’11 novembre accasciato a terra senza vita in un bagno del pronto soccorso del nosocomio, potrebbe essersi configurato un reato da parte di chi doveva doveva prendersene cura. Al momento l’inchiesta non ha ancora alcun indagato.

Il video in questione fu filmato da Rosario La Monica, degente anche egli presso la struttura ospedaliera, il cui telefono cellulare è stato messo sotto sequestro. Le indagini, condotte dai Pubblici ministeri Liana Esposito e Simona Di Monte, metteranno al vaglio tutte le immagini dei video registrate dal suddetto. L’uomo ha dichiarato più volte di aver fatto quelle riprese solo a scopo dimostrativo di tutto quello che accade lì dentro.

La Monica per adesso non è stato denunciato, ha fatto anche sapere che non ha nessuna intenzione di procedere contro il personale medico. La stessa direttrice del pronto soccorso, Fiorella Palladino, definendolo “disturbato” ha poi riferito: “Ha agito per istinto di sopravvivenza e non mosso da alcuna intenzione di voler mettere sotto accusa i medici, strumentalizzare o trarre profitto dalla vicenda”. 

“Questo signore di 30 anni ha avuto lo stomaco animalesco che con una persona deceduta a terra, mentre gli infermieri andavano a prendere una lettiga, si è messo a girare un video”. Queste le dure parole del governatore De Luca rivolte a Rosario La Monica. Lo ha definito animalesco, riferendosi senza dubbio alla crudità delle immagini. Eppure proprio quel video di denuncia potrebbe servire a gettare luce su quanto accade al Cardarelli, fermo restando il fatto che il filmato non avrebbe dovuto essere diffuso, in particolar modo dai media che sono colpevoli di aver violato le regole deontologiche della professione.

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