Non lo sapevo. Il Mattino e il primato di Napoli anche nel giornalismo

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La scrittura è da sempre la più grande forma di comunicazione, la più immediata e forse la più sicura. I più grandi poeti si sono espressi mediante essa e sin dai tempi più antichi l’essere umano ha avuto il bisogno di farsi sentire magari impugnando una penna o premendo i tasti di una macchina per scrivere o ancora quelli di un libro digitale che noi soliamo chiamare computer.

Comunicare, quindi per l’uomo è stato sempre molto importante, e quale arma è più efficace per soddisfare questo bisogno? Quale, se non quello caratterizzato da grandi pagine grigiastre con colonne scritte a destra e sinistra e ampie foto di politici? Sicuramente ci stiamo rifacendo al giornale. Del resto, cosa colpisce più di un titolo scritto in grassetto, con un occhiello e tanti spot? Solo il quotidiano che arriva ogni giorno nelle nostre case proprio come il pane.

Il giornalismo si è diffuso nel mondo sin dall’antichità, infatti, negli anni trenta dell’Ottocento arriva con la rivoluzione della “penny press” negli USA e da qui ha fatto un bel po’ il giro del mondo. Basti pensare a vecchie edizioni giornalistiche italiane che sorsero durante il Risorgimento e nei primi anni dell’Unità come il “Caffè” milanese o anche il “Conciliatore”, alla fiorentina “Nuova Antologia” e ancora a “Cronaca Bizantina” di Sommaruga. Ma dove il giornale ha raggiunto i suoi picchi di splendore è stato sicuramente in un luogo, dove il sole bacia sempre il mare e le giornate sono sempre lunghe, la nostra incantevole Napoli.

Il 16 Marzo del 1892 nasce “Il Mattino” fondato da Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao. L’editore prometteva di dare voce, grazie a questo, alle proteste del Mezzogiorno. Il pubblico a cui si rivolgeva era tuttavia l’aristocrazia e la borghesia emergente. Oltre ai due fondatori vi scrissero per il Mattino anche Ferdinando Russo, Gabriele d’Annunzio e Federigo Verdinois. La sede centrale fu la Galleria Umberto I e il giornale offriva inoltre ai lettori due romanzi a puntate come ad esempio il “Simoniaco” di d’Annunzio o anche il “Tramontando il sole” di Serao. Costava all’inizio cinque centesimi e quindici lire per l’abbonamento e appoggiò perfino la povera gente durante la “rivoluzione del pane” rischiando il sequestro e la fine delle pubblicazioni ma contemporaneamente si imbatté contro il socialismo appoggiando la borghesia.

Il Mattino
Una delle prime copie de “Il Mattino”

Il Mattino negli anni ha mantenuto il primato come primo quotidiano della Campania per numero di copie vendute, infatti nel 2011 arrivò a un totale di 975.000 lettori difendendo la sua immagine di giornale più letto nell’Italia meridionale e assumendo la posizione di sesto notiziario letto in tutto lo Stivale. Il suo periodo d’oro fu, poi, negli anni ottanta quando Diego Armando Maradona (noto e celebre calciatore del Napoli), vinse il campionato di calcio e grazie a ciò furono vendute 180.000 copie. Oggi la vendita è pari a circa 82.000 copie al giorno nonostante la perdita di 30.000 copie dovuta anche alla comparsa di altri giornali come “Cronache di Napoli” o “Il Denaro“. Il Mattino nel 2004 è stato, inoltre, promotore del premio G. Siani e nel 2008 si fece vivo anche online informandoci in tempo reale delle ultime notizie.

Oltre al Mattino a Napoli si fanno avanti anche altri giornali; uno di questi è il “Monitore Napoletano” che si fa promotore dei diritti di uguaglianza e libertà basti ricordare il celebre aforisma di Eleonora Pimental FonsecaSiam liberi in fine, ed è giunto anche per noi il giorno, in cui possiam pronunciare i sacri nome di libertà e uguaglianza ed annunciare alla Repubblica Madre, come suoi degni figliuol e popoli liberi d’Italia e d’Europa come loro degni confratelli”, o anche possiamo ricordare il “Venditore Repubblicano” o ancora “Il corriere del mezzogiorno”, “La voce della Campania”.

Il giornale napoletano mira, del resto, sempre alla schiettezza, alla carnalità dei fatti proprio come il suo popolo ma nonostante la sua fedeltà alle tradizioni, la città “del sole” sa essere anche all’avanguardia, come dimostrano i vari giornali su rete e social. Come si può notare ancora una volta la nostra bella città non ci lascia mai a bocca “asciutta”, perché Napoli è il posto dalle mille sorprese e mille emozioni nascoste. Ha tanti segreti ma anche tante verità, ma soprattutto ha tanta storia, così tanta che porta alle mente i ricordi più antichi, quelli che non dimentichi mai e che ami rivivere solo guardando il suo mare da lontano su uno scoglio.

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