Il piccolo Alex in sala giunta. La Campania è la regione con più donatori

Ad Alessandro Maria, bellissimo bambino con grandi occhi blu, era stato dato poco più di un mese di vita.
Il piccolo Alex, nell’ottobre dell’anno scorso, fu colpito da una rara malattia genetica: Linfoistiocitosi Emofagocitica. L’unica speranza era quella di trovare un donatore di midollo compatibile.

In questa occasione, Napoli e l’Italia intera si mobilitarono per aiutare il piccolo Alex.
Nel dicembre dello scorso anno, all’ospedale bambino Gesù di Roma, si effettuò il trapianto di cellule staminali emopoietiche, donategli dal padre. Le sue condizioni, dopo 24 ore dall’intervento, facevano ben sperare.

La storia di Alex è stata, purtroppo, anche quella di Laura e Gabriele e di altri bambini che si trovano, già in tenera età, a lottare per la vita.
Ma Alex ci ha insegnato che, con le giuste cure e la giusta forza, si può vincere.
Il piccolo guerriero, infatti, a gennaio tornò a casa dopo un miracoloso trapianto riuscito.

Oggi, a distanza di più di un anno, leggiamo un post sulla pagina Facebook della Regione Campania:
“Vi ricordate del piccolo Alex? L’anno scorso in tanti hanno risposto all’appello dei genitori alla ricerca di un donatore di midollo osseo.

Ad un anno dal trapianto, abbiamo accolto lui e la sua coraggiosa famiglia in sala giunta per illustrare i risultati del Registro Donatori Campano. La Regione Campania grazie alla grande solidarietà di tanti ragazzi e ragazze è riuscita a crescere risultando la prima regione in Italia per numero di iscritti.

Se nel 2016 c’erano 384 iscritti nei registri, nel 2018 si è arrivati a 9000 e oggi nel 2019 circa 6000 nuovi iscritti. Un ringraziamento particolare oltre alla famiglia di Alex, va all’ADMO associazione Donatori Midollo Osseo e all’Azienda Ospedaliera Universitaria della Federico II che ha saputo gestire la tipizzazione in tempi rapidi”.

Sono parole che fanno ben sperare, che donano umanità in un contesto sociale difficile e troppo spesso volto all’odio e all’individualismo. Ma c’è sempre spazio per la solidarietà e la condivisione sana.

Potrebbe anche interessarti