Il Cardinale Sepe: “Ho negato tre funerali ai boss della camorra”

Cardinale Sepe

Il Cardinale Crescenzio Sepe, stamane, partecipando al Forum in diretta streaming al Corriere del Mezzogiorno, ha espresso la sua opinione sui vari argomenti affrontati.

A partire dai numerosi centri di assistenza da lui creati, per i più deboli:  “Sì, una delle ultime è stata la banca del latte, – ha spiegato il cardinale- per i bambini che non hanno da mangiare. E poi abbiamo raccolto fondi per tanti ospedali pediatrici. Uno degli ultimi è stato realizzato per il Santobono. I bambini che in gravi condizioni possono tornare a casa e stare con i loro genitori. Con una centrale e un tablet vengono seguiti a distanza, 24 ore su 24, dai medici dell’ospedale“.

Si è pronunciato anche sulle Madonne che si inchinano durante le processioni ai camorristi, sulla stregua degli ultimi accadimenti: “Vi racconto un episodio mai detto a nessuno. Qualche anno fa, all’interno della Cei, si pose il problema di aggiornare, dopo vent’anni, il documento su Chiesa e Mezzogiorno. Io proposi che si sarebbe dovuto chiedere perdono per quanto non fatto, come si sta facendo ora con i pedofili. E poi proposi la scomunica per tutte le organizzazioni malavitose. Dissi: stanno devastando il nostro territorio, stanno commettendo peccati talmente gravi agli occhi di Dio che non si può tacere. Il documento si fece, anche con toni duri, ma nulla di più. Quando tornai nella mia arcidiocesi, due anni fa, feci una riunione con gli organismi di partecipazione, e dettai le mie regole con chiarezza e determinazione. Queste persone se non danno alcun segnale di pentimento devono essere scomunicate. Significa niente cresima, comunione, matrimonio. E neppure funerali. E non possono fare neppure da padrini. Il padrino è un testimone. E allora come puoi tu camorrista essere di esempio se vivi nel peccato? E ho anche aggiunto che chi muore senza segnali di pentimento non ha diritto ai funerali in chiesa”. “In tre casi ho vietato i funerali. Niente chiesa, ho autorizzato solo la benedizione del cappellano del cimitero“, ha aggiunto Sepe.

Il cardinale è intervenuto anche sulla ratifica del primo matrimonio tra gay, del sindaco De Magistris: “Le rispetto, sono con loro per i diritti umani. Ma la famiglia è un’altra cosa. Come dice la Costituzione è formata da un uomo e una donna. Perché creino figli. Il sacramento del matrimonio benedice la famiglia in quanto formata da un uomo e una donna per il fine della nascita“. “Alla stessa maniera dico che i gay vanno difesi nei loro diritti e io li accolgo. Ma non possono essere una famiglia. Una cosa sono i diritti della persona che sono inviolabili e vanno rispettati, etero o no. Ma il riconoscimento giuridico della coppia vuol dire altro“, ha continuato.

Infine, Sepe, ha parlato del suo rapporto con le istituzioni e della collaborazione con la Regione per la creazione di una normativa sugli oratori, con il Napoli calcio per realizzare campetti e togliere i bambini dalla strada e con il teatro San Carlo, per la creazione di bande musicali per ragazzi.

Un ultimo pensiero, a microfoni spenti, lo ha rivolto a Salvatore, il ragazzo colpito da un calcinaccio nella galleria Umberto I: “Mi hanno detto che tutti stanno pregando per lui, gli amici, i parenti anche gente semplice che non lo conosceva. Anch’io prego per lui, sempre”.

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