Napoli, caso sospetto di Coronavirus. Uomo cinese ricoverato al Cotugno

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Ancora un sospetto caso di Coronavirus a Napoli. Dopo i tre falsi allarmi dei giorni scorsi, ora un uomo è stato ricoverato all’Ospedale Cotugno con sintomi simili a quelli del virus cinese.

Si tratta di un uomo cinese di 28 anni, originario della provincia di Hubei e residente a Napoli. L’uomo stava male da circa 8 giorni con febbre, diarrea e vomito. Dopo un primo accesso all’Ospedale Pelligrini è stato trasferito al Cotugno. In questo Ospedale sono state infatti attrezzate due stanze d’isolamento. Due camere a pressione negativa realizzate nel 2003 durante l’allarme per la Sars e poi negli anni adeguate e funzionali anche ad eventuali casi di ebola. E’ al Cotugno di Napoli che verranno curate le persone eventualmente contagiate dal Coronavirus. Il Cotugno infatti è un importante Ospedale per le malattie infettive di tutto il Mezzogiorno.

L’uomo ora è in attesa di avere il responso degli esami effettuati per sapere se ha contratto o no il virus. Sono state prese tutte le precauzioni del caso con l’attivazione del protocollo di sicurezza. Al momento per il Coronavirus si registrano 106 morti (di cui 100 nella sola provincia di Hubei) e oltre 400 mila contagi. Un’epidemia che si sta diffondendo a macchia d’olio con il primo caso di contagio registrato in Germania.

Proprio questa mattina era stato intervistato il direttore generale dell’Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva, che si era espresso su questa malattia, rassicurando tutti:

“L’Asl Na 1 ha individuato i dispositivi in generale, ha trasmesso ai dipendenti delle linee guida per l’accettazione dei pazienti e, con il 118, ha messo in campo dei protocolli, perché anche in prima linea è importante dire ai nostri dipendenti come comportarsi, onde evitare il contagio. Questi sono momenti molto delicati per chi ha delle patologie di base che, sommate ad una semplice influenza, possono dare dei problemi. Una bronchite, una polmonite, che possono essere una complicazione di un’influenza,  fanno venire il dubbio ‘e se fosse il Coronavirus?”.

 

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