Giovani e cultura: le carenze strutturali della scuola prima della DAD

DAD

Ci si lamenta in continuazione della DAD e della chiusura delle scuole e ciò ovviamente non è da biasimare. La bellezza di insegnare in una classe, instaurando contatti reali e concreti  è probabilmente la cosa che manca maggiormente, sia agli insegnanti che agli studenti. Un computer non può e non potrà mai sostituire l’incommensurabile bellezza del contatto umano.

Al di là di quella che è una situazione difficile, in quanto, la DAD non può prendere il posto della didattica in presenza, caratterizzata dalla bellezza di essere parte concreta e integrante di una classe, bisogna anche chiedersi, se, effettivamente, il coronavirus non abbia fatto altro che acuire quelle carenze già presenti nel sistema scolastico, ancor prima della stessa pandemia.

DAD- la situazione degli insegnanti

È sicuramente da citare, la difficile situazione degli insegnanti. Anni e anni di precariato, lavoro lontano dalla propria città di origine, stipendi miseri: questo e tanto altro devono sopportare gli insegnanti in Italia. Dopo anni di studio e sacrifici, devono accontentarsi di supplenze, pur ambendo a una cattedra propria.

Il rischio è quello di essere sopraffatti dallo stress e dalla frustrazione, e ciò influisce negativamente sui metodi didattici, che a volte lasciano a desiderare. Mentre gli insegnanti rischiano di perdere la salute mentale, vengono penalizzati anche i giovani, ovvero coloro che dovrebbero cambiare il mondo e in cui risiede la speranza di un domani migliore.

L’Italia ha, inoltre, il primato dei docenti più anziani d’Europa, che spesso sono costretti a insegnare in classi numerose per la mancanza di personale docente. Ciò è fortemente negativo poiché non solo i ragazzi non vengono seguiti adeguatamente, ma la scuola dovrebbe puntare proprio su insegnanti giovani, che hanno tutta l’energia e la voglia di lavorare.

Bisognerebbe investire molto di più sulla cultura, sull’istruzione, suoi giovani. Già prima della DAD, ci si lamentava spesso della mancanza di zelo dei giovanissimi, stanchi di stare ore e ore sui libri. La scuola non dovrebbe essere solo un luogo di apprendimento mnemonico, ma dovrebbe spingere gli studenti ad avvicinarsi sempre di più alla cultura, attraverso eventi e iniziative culturali.

I crescenti fenomeni di cyberbullismo

La scuola dovrebbe essere, inoltre, il luogo in cui ognuno possa sentirsi a casa propria, in pace con sé stesso e con gli altri. Molto spesso, però, questa diventa un vero e proprio inferno e infatti, molti giovani perdono la motivazione nello studio a causa del bullismo.

Immaginiamo come possa sentirsi frustrato, in questo periodo, un ragazzo vittima di bullismo, da solo davanti al computer, che segue le lezioni e magari riceve in contemporanea messaggi offensivi. Forse, a scuola, avrebbe potuto incontrare quei pochi amici che lo avrebbero appoggiato e difeso. Adesso, con la DAD, ognuno può essere ripreso col cellulare, comodamente, da casa propria, diventando oggetto di scherno degli altri compagni di classe.

Durante questo periodo si registrano dei fenomeni crescenti di cyberbullismo. Infatti i ragazzi, a causa dell’isolamento, diventano molto più frustrati e degenerano in comportamenti aggressivi. Sarebbe troppo semplice dire che è colpa della DAD, poiché, in realtà, questa, non ha fatto altro che acuire ciò che era già in corso.

Il bullismo: la piaga della scuola

Il bullismo è un fenomeno che è sempre esistito, specialmente a scuola. Anni fa, si tendeva a nasconderlo e a considerarlo un rito di passaggio, o addirittura si giustificava il bullo, facendo sentire la vittima sbagliata e colpevole. Fortunatamente, negli ultimi anni si è fatto tanto per contrastare questo fenomeno, ma la strada è ancora in salita.

Infatti non sono sufficienti le campagne contro il bullismo, ma è necessario stimolare l’empatia e la solidarietà dei ragazzi. Avendo sperimentato, in prima persona, atti di bullismo, posso dire che l’unica vera via di guarigione è sentirsi parte di un insieme e per questo, non c’è nessun luogo migliore della scuola.

La solidarietà e l’empatia possono essere sviluppate solo attraverso la conoscenza e la cultura, e in questo, la scuola gioca un ruolo fondamentale. Ci vorrebbero classi meno numerose e più insegnanti, affinché possano seguire più da vicino i propri studenti, migliorando al massimo la loro capacità di apprendimento e stimolandone la crescita.

L’Italia e gli scarsi livelli di scolarizzazione

La DAD, dunque, ha messo in primo piano delle carenze già presenti, purtroppo, nella stessa struttura scolastica. L’Italia, infatti, risulta anche essere tra i Paesi più ignoranti d’Europa, in quanto, presenta livelli di scolarizzazione tra i più bassi dell’Unione europea.

Nel rapporto annuale Istat emerge che nel 2019, nell’Ue27 (senza il Regno Unito), il 78,4% degli adulti tra i 25 e i 64 anni possedeva almeno un diploma secondario superiore, invece in Italia l’incidenza è del 62,1%. Ciò sembra quasi un paradosso, considerando che il nostro paese ha una cultura e una storia ineguagliabili.

Ma ovviamente non bisogna far di tutta l’erba un fascio, e prendere anche in considerazione che l’Italia pullula, nonostante ciò, di tante menti brillanti.

L’importanza della cultura

La didattica a distanza può essere alienante e far perdere la motivazione nello studio, ma è l’unico mezzo che abbiamo a disposizione, in questo periodo così difficile, per continuare a imparare e studiare. Vorrei citare un passo de “Il giovane Holden”, di J. D. Salinger, un libro che  fa comprendere l’importanza dell’istruzione e della cultura:

“Gli studi accademici ti renderanno un altro servigio, se li prosegui per parecchio tempo, cominceranno a farti capire che taglia di mente hai. Che cosa le va bene e forse, che cosa non le va bene. Dopo un poco, comincerai a capire a che specie di pensieri dovrebbe attenersi la tua particolare taglia di mente. Per dirne una, questo può farti risparmiare tutto il tempo che perderesti a provarti idee che non ti si addicono, che non sono adatte a te. Comincerai a conoscere le tue vere misure e a vestire la tua mente attenendoti a quelle.

Ai giovani, vorrei dire, infine, di studiare sempre, senza mai essere sazi, perché c’è sempre, dietro l’angolo, qualcosa di nuovo da imparare. La cultura fa la differenza ed è la cosa più bella che esista.

Potrebbe anche interessarti