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Il Pubblico Ministero Cristina Curatoli e l’aggiunto Raffaello Falcone hanno depositato nelle scorse ore il ricorso in Cassazione contro la decisione del giudice del Riesame di scarcerare i tre ragazzi indagati per gli abusi ai danni della ventriquattrene di Portici.

Stando alle conclusioni dei giudici del Riesame, la testimonianza della ragazza, nel denunciare l’illecito, non sarebbe attendibile a causa dei gravi problemi psichici da cui sarebbe affetta, impedendo, anche sulla base di tale sola fonte di accusa, di addivenire ad un giudizio di sussistenza del fatto e di colpevolezza dei suoi autori.

Invero, la Pubblica Accusa ritiene la giovane “credibile” poiché le sue dichiarazioni non solo sono state dette in buona fede ma sono anche lucide, cristalline e chiare, prive di incertezze: infatti la ragazza, nel tentativo di sottrarsi agli abusi, ripeté di essere fidanzata più volte. Dichiarazione ammessa anche uno degli indagati nel corso delle indagini.

Inoltre, aggiungono che la ragazza tentò di sottrarsi alla violenza nell’ascensore della Circumvesuviana mordendo uno dei tre indagati, elevando tale elemento come fondamentale ai fini dello stesso ricorso. Nel ricorso, la Procura sottolinea le contraddizioni tra le dichiarazioni dei tre indagati che non coincidono con quelle che sono state le conclusioni del precedente stato di giudizio.

Gruppo Facebook- Non una in meno

“Autodifesa transfemminista. Sorella noi ti crediamo. Voi tre i primi della lista”, è questa la scritta che si legge su un muro della stazione Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano, dove che circa un mese fa si è consumata una violenza sessuale ai danni di una 24enne. Anche se, da quanto emerso dalle indagini, il rapporto sessuale che i tre ragazzi hanno consumato con la ragazza sarebbe stato consenziente e per tale motivo i tre ragazzi sono stati scarcerati tutti. 

Ma questo non sembrerebbe aver fermato la mano di chi o di coloro, che hanno scritto questo messaggio, quasi sicuramente riferito a 3 ragazzi. Attualmente sono tante le incongruenze riscontrate che non hanno permesso di condannare i ragazzi. Nonostante i referti medici avrebbero certificato la veridicità dell’accaduto, con tracce di sperma appartenenti ai tre e le telecamere di sorveglianza avrebbero immortalato quei momenti drammatici per la ragazza, dalle indagini risulterebbe che il tutto sia avvenuto nel completo consenso di tutti. Nonostante la vittima ha dichiarato anche in trasmissioni televisivi che il suo ambiguo atteggiamento, come quello di salutare i ragazzi dopo la presunta violenza o quello di rivederli nonostante il loro primo incontro traumatico per le minacce già ricevute, sia stato dettato esclusivamente dal terrore e dalla paura che la potessero picchiare o arrecarle un maggiore dolore fisico.

Ma l’azione legale del pm Cristina Curatoli continuerà fino a quando non verrà fatta giustizia. Infatti è stato già presentato un ricorso in Cassazione per la decisione presa dal Riesame che ha portato alla scarcerazione dei ragazzi. Insomma la questione non è di certo finita qui, in quanto le indagini sono ancora in corso perchè si teme che i tre ragazzi, presunti stupratori, possano reiterare questo reato. Quindi la decisione spetterà alla Corte Suprema che dovrà fare chiarezza su tutta la vicenda.

Un altro pezzo di storia è stato riportato alla luce. Ieri, presso la sede del Comune di San Giorgio a Cremano, si è tenuta l’intitolazione della piazza dove ha sede l’amministrazione cittadina. Cancellato Vittorio Emanuele II dalla toponomastica: da oggi c’è piazza Carlo di Borbone. Un cambiamento di portata storica, che certifica la voglia della città vesuviana di rendere il giusto omaggio a quel passato andato perduto – e “storpiato” – dopo l’Unità nazionale. La mattinata è iniziata nel cortile del municipio, dove è stato apposto un busto in marmo di Carlo di Borbone ad opera del maestro Guglielmo Muoio, donato alla città dall’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie. Poi, si è proseguito nella Sala Consiliare “Aldo Moro”, dove si è tenuta una breve conferenza stampa di presentazione.

Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio, si è esposto in prima linea affinché avvenisse questo cambiamento nella toponomastica cittadina: “Abbiamo scelto di intitolare la piazza a Carlo di Borbone perché è stato una figura fondamentale per la crescita culturale ed artistica del territorio – ci racconta ai nostri microfoni –, basti pensare alla costruzione della Reggia di Portici. Si tratta di un personaggio storico a cui vanno riconosciuti i giusti meriti“.


Ciononostante, Zinno ci tiene a precisare che la riscoperta di un passato per troppo tempo sottaciuto non deve necessariamente pregiudicare l’Unità nazionale: “Quella del Sud Italia è una storia importante, ma che non cambia la nostra identità, il nostro sentirci italiani“. Il sindaco fa riferimento ad alcuni fischi che ci sono stati al momento dell’esecuzione dell’inno di Mameli, fischiato da alcuni presenti durante la cerimonia di inaugurazione della targa. “Ho subito stigmatizzato quei fischi, poiché l’inno di Mameli resta un segno della nostra riconoscibilità nelle istituzioni e nello stato italiano – spiega Zinno -. L’inno può piacere o meno, ad esempio io non ne condivido alcune parole, ma ne va rispettata l’importanza nazionale. Sentirsi italiani e, allo stesso tempo, rivalutare ciò che hanno fatto i Borbone, si può“.

Alla cerimonia di inaugurazione della piazza a Carlo di Borbone era presente anche Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico: “Quando si cambia il nome ad una strada, significa che si sta facendo la storia – esordisce il professore ai nostri microfoni – e va dato grande merito al sindaco Zinno di questo. Cancellare Vittorio Emanuele II di Savoia dalla toponomastica ed intitolare la piazza a Carlo di Borbone significa far alzare la testa a tanti ragazzi di San Giorgio, e far capire loro che qui c’è riscatto ed orgoglio“.


De Crescenzo si è quindi soffermato sullo stato di salute del Paese, evidenziando ancora una volta il gap che c’è tra Nord e Sud; nello specifico, il professore ha parlato di quelle migliaia di studenti che ogni anno emigrano per poter studiare: “Il Sud è ancora una volta calpestato, dimenticato dall’agenda di governo. Cambiare è complicato, poiché veniamo da 150 anni di colonizzazione. La fiducia sull’attuale governo la misuriamo in base ai provvedimenti fatti a vantaggio del Sud. Se entro un anno o due vedremo sempre meno ragazzi emigrare al Nord, noi del Movimento saremo contenti di ciò“.


Ospite d’onore della cerimonia, la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie: “Sono felice e commossa, è un giorno storico. Grazie a questo cambiamento si permette ai cittadini di San Giorgio di conoscere alla gente la vera storia dei miei antenati. Ho deciso di prendere casa a Napoli. Mi piace tanto, fa parte del mio cuore, a Napoli mi sento bene. Inoltre, sono in un’età che mi permette di trascorrere più tempo in questa bellissima città. Se sono stata sorpresa? Sì certo, e ringrazio il sindaco per ciò che ha fatto“.

Da sabato 13 aprile 2019 l’attuale piazza Vittorio Emanuele II si chiamerà “Piazza Carlo Di Borbone”. E’ tutto pronto in città, per la cerimonia ufficiale di intitolazione durante la quale verrà scoperta la targa che sancirà la nuova denominazione della piazza antistante il municipio, alla presenza di tantissime autorità civili e militari e della Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie.

L’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Zinno, attraverso l’assessore alla Toponomastica Pietro De Martino, ha elaborato un fitto calendario di appuntamenti per la mattinata di sabato 13 aprile.

Il Programma:

Si parte alle ore 10.00 quando nella Sala del Consiglio comunale “Aldo Moro” si riuniranno esperti, studiosi, giornalisti e istituzioni per una breve tavola rotonda sul “monarca Illuminato”, alla presenza della principessa Beatrice di Borbone. A seguire, nel cortile del municipio verrà apposto un busto in marmo di Carlo di Borbone ad opera del maestro Guglielmo Muoio, donato alla città dall’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie.

Alle ore 11.00, nell’agorà antistante il municipio prenderà il via la cerimonia ufficiale di intitolazione della piazza, a cui parteciperà la città oltre a personalità civili e militari. A scoprire la targa dedicata a Re Carlo di Borbone saranno i rappresentanti della Città dei Bambini e delle Bambine e gli studenti dell’I.C. 2° Massaia, a cui l’amministrazione ha voluto riservare questo privilegio, lasciando che siano i più piccoli a testimoniare questo cambiamento storico per la città. La cerimonia sarà allietata dal Coro dei Cantori Maria Malibran e dalla performance in costumi d’epoca ad opera dell’associazione Fabbrica Woityla e Compagnia della Città.

“L’intitolazione della piazza a Carlo di Borbone rappresenta un cambiamento epocale per la nostra città – spiega il sindaco Giorgio ZinnoSan Giorgio a Cremano è la città della cultura ed è uno dei territori più rappresentativi nell’ambito del patrimonio artistico del 700 con le sue 30 dimore storiche. Nel Miglio D’oro il monarca illuminato fece erigere un inestimabile tesoro culturale, lasciando un segno indelebile del suo operato in tutta Europa”.

La Città di San Giorgio a Cremano è pioniera in fatto di toponomastica. Già nel 2015 fu la prima città d’Italia a dedicare una strada ai Martiri di Pietrarsa. Oggi assume questo nuovo primato, denominando la piazza principale della città “Piazza Carlo di Borbone” e riconoscendo così al re liberale meriti che vanno oltre i libri di storia”.

“La toponomastica è lo strumento per recuperare e valorizzare la nostra storia– conclude De MartinoE’ attraverso il ricordo di personalità che hanno reso grande questo territorio, che potremo trasmettere il senso di appartenenza alle future generazioni. Le opere che abbiamo ereditato da Carlo di Borbone, ancora oggi rappresentano gli elementi che fanno del Miglio D’oro, di Napoli e dell’intero Meridione terra di estrema bellezza e ricchezza artistica e culturale.

Un evento simbolico ma che potrebbe avere una portata storica enorme. Sabato 13 aprile, Piazza Vittorio Emanuele II di San Giorgio a Cremano cambierà ufficialmente nome e diventerà piazza Carlo di Borbone. Il racconto del Risorgimento e dei suoi presunti eroi cessa in tal modo di essere un tabù e si inizia a ristabilire la verità storica, non solo nei libri e negli articoli di giornale più recenti, ma anche nella toponomastica.

Può sembrare un’inezia, però non lo è affatto. Anzi, chi la considera tale non è altro che miope. Non è un caso, infatti, che all’indomani dell’Unità d’Italia sia stato imposto, in tutto il Mezzogiorno e non solo, il cambio di denominazione di strade e piazze in onore dei vari Vittorio Emanuele, Cavour, Garibaldi e via dicendo. Un’opera di sostituzione che ha cancellato la memoria storica riconducibile a quei luoghi.

Non a caso in una circolare firmata dal sindaco Giorgio Zinno e dall’Assessore alla Cultura Pietro De Martino si legge: “Questa Amministrazione ha deciso di dedicarla a Carlo di Borbone, sovrano illuminato e autore di opere architettoniche e artistiche di grande pregio che sono state da impulso alla realizzazione del patrimonio storico denominato Miglio d’Oro.

Tra le righe, insomma, si legge la volontà di omaggiare un personaggio che ha creato la bellezza che ancora oggi si può ammirare in questo territorio, al posto di un altro che forse non c’è mai stato e mai si è interessato alle sue sorti. Dopo quasi 160 anni è, insomma, un atto non solo dovuto ma di onestà. È da notare inoltre come ci si riferisca al sovrano come Carlo (di Napoli) e non a Carlo III (di Spagna), come avviene di solito.

La cerimonia, come detto, si terrà sabato 13 Aprile 2019 a partire dalle ore 10:00. Interverranno autorità civili e militari, dirigenti scolastici e studenti degli istituti scolastici cittadini.

La svolta potrebbe giungere da un cellulare. La storia del presunto stupro sembra ben lontana dalla risoluzione, anzi, si arricchisce di nuovi enigmi ogni giorno che passa.

La Procura di Torre Annunziata ha convocato uno dei tre ragazzi, prima accusati e poi scarcerati dal Riesame che non ritiene fondata la ricostruzione dei fatti fornita dalla ragazza di Portici, la quale sostiene di essere stata indotta con violenza a consumare il rapporto sessuale in ascensore.

Se, al momento, i filmati visionati e sui quali si basa la decisione dei giudici del Riesame sono quelli delle telecamere di videosorveglianza, secondo i PM potrebbe esistere un video -o più di uno – girato dai ragazzi stessi in ascensore, quello dell’atto sessuale vero e proprio. Video che i tre avrebbero anche potuto inviare ad amici per vantarsi. È proprio per valutare questa possibilità che uno degli indagati è stato convocato. Non può essere escluso che il suo cellulare possa essere acquisito per essere esaminato, così come già accaduto per quello della 24enne.

Del presunto stupro in Circumvesuviana se ne è parlato tanto e le polemiche sono aumentate quando i tre ragazzi indagati sono stati scarcerati. Secondo i giudici del Riesame il rapporto sessuale, infatti, è stato consenziente. La ragazza, in cura da uno specialista a causa di una forte anoressia, potrebbe essere sottoposta a perizia psichiatrica.

A parlarne anche Mattino Cinque, condotto da Federica Panicucci, in diretta da Napoli con l’avvocato Izzo, legale di Alessandro Sbrescia, il primo ragazzo ad essere scarcerato. Queste le sue parole sulla vicenda: “La valutazione dei giudici, portata dai difensori, era un quadro di contraddizioni tra le dichiarazioni della ragazza e quanto si vedeva nei video. Questo al netto del quadro clinico che doveva essere valutato come una chiave di lettura di quanto poi emergeva dalle videocamera.

È una vicenda triste che distrugge quattro famiglie. Il fatto che ci siano stati rapporti tra tre ragazzi e una ragazza va valutato per capire se il consenso c’era oppure no. Sicuramente non è una condizione usuale, ma ci saranno degli approfondimenti“.

Per guardare l’intervista cliccare qui.

La vicenda accaduta nel vano ascensore della stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano si sta tingendo nelle ultime ore di giallo, il mistero s’infittisce: da un lato il referto medico e il racconto della ragazza, dall’altro le immagini della videosorveglianza che avrebbero convinto i giudici alla scarcerazione dei tre indagati.

Dopo la scarcerazione anche di Raffaele Borrelli, parla la zia del terzo indagato sul presunto stupro ai danni della 24enne di Portici:

La ragazza poco credibile? Lo sapevamo tutti – dice al mattino.it, – ci siamo tenuti dentro questo fardello per tutto questo tempo, ma la verità è che non c’è stato nessuno stupro». «È la fine di un incubo per noi, – ha raccontato invece la sorella – abbiamo dovuto sopportare bugie e ingiurie per settimane, ma eravamo fiduciosi che la giustizia avrebbe fatto il suo corso e così è stato. Sono stati giorni orribili, qualcuno è arrivato addirittura a minacciarci, però ciò che conta è che adesso Raffaele è di nuovo qui con noi e sta bene. Al momento opportuno verrà chiarita ogni cosa».

Per giorni, la quasi totalità dell’opinione pubblica si è scagliata contro i tre presunti stupratori della Circumvesuviana. Da una parte c’è la ragazza di Portici, che si dichiara vittima di una violenza sessuale di gruppo; dall’altra, invece, i tre giovani, che affermano la propria innocenza. Infine, c’è la decisione dei giudici del Riesame: ieri, è stato scarcerato anche il terzo ragazzo. Una decisione che non convince tutti, nonostante siano state rese le motivazioni dei giudici. Secondo la loro ricostruzione, infatti, la 24enne di Portici soffrirebbe di forti disturbi psichici: una ragazza bipolare, che si sarebbe più volte contraddetta e che, sostanzialmente, non è stata ritenuta una testimone credibile.

I giudici hanno quindi completamente ribaltato la tesi dello stupro di gruppo. Una tesi, però, che non può essere esclusa del tutto. Se le telecamere non hanno ripreso alcuna violenza, ma frammenti di rapporti sessuali consenzienti, resta ancora da chiarire il referto del pronto soccorso. Secondo i medici che hanno visitato la ragazza dopo il presunto stupro, la violenza c’è stata: sarebbe accertata, infatti, la presenza di un eritema vulvare e perianale.

Il rapporto non sarebbe stato consenziente, come invece hanno ritenuto i giudici dopo aver esaminato le immagini catturate dalle telecamere di videosorveglianza. Nel suo racconto, la ragazza ricostruisce minuziosamente tutti i passaggi del presunto stupro. Sempre stando al referto, la giovane non avrebbe avuto pieno controllo del suo corpo durante la violenza, cioè come se non le appartenesse. Inoltre, non avrebbe reagito perché intimorita dalle minacce: aveva paura che i tre giovani potessero usare violenza contro la sorella.

C’è, quindi, una forte discrepanza tra le motivazioni dei giudici ed il referto del pronto soccorso, elemento che confermerebbe ciò che ha raccontato la ragazza in questi giorni. Va necessariamente fatta chiarezza su questa vicenda, perché ne va della credibilità dei magistrati e, soprattutto, delle tante vittime di violenza; ricordando, però, che in Italia si è innocenti fino al terzo grado di giudizio, e che i processi mediatici non hanno alcuna valenza, ma non fanno altro che esacerbare un clima di per sé già gravemente “inquinato”.

Anche il terzo ragazzo accusato di essere autore del presunto stupro avvenuto nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano è stato scarcerato. Come per gli altri due, i giudici del Tribunale del Riesame hanno ritenuto che non sussistano le condizioni necessarie a trattenerlo in carcere in attesa del processo.

La decisione è avvenuta nel pomeriggio di oggi, 4 aprile 2019. Le motivazioni sono state contestualmente depositate: secondo quanto riportato da Repubblica i giudici ritengono che la ragazza abbia mentito anche a causa delle patologie di cui soffre. I ragazzi, che erano conoscenti della ragazzi, erano stati identificati ed arrestati quasi subito, circa un mese fa, a pochissimo tempo di distanza dall’episodio.

I tre si sono sempre difesi affermando che il rapporto fosse consenziente. La ragazza invece, dal canto suo, ha sempre sostenuto di aver palesato più volte ed in maniera inequivocabile di non avere intenzione di fare sesso con i giovani. Al contrario, riferisce di essersi sentita male mentre i tre avrebbero riso e scherzato durante la violenza sessuale.

Screen Porta a porta

La ragazza di Portici stuprata nel vano dell’ascensore della stazione di San Giorgio a Cremano ha raccontato la violenza subita al giornalista Bruno Vespa, nella trasmissione Porta a Porta.

“Li conoscevo tutti e tre. Ci eravamo conosciuti nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio. Mi erano stati presentati da un amico comune. Si erano da subito mostrati amichevoli anche se da subito avevano cercato di imporre la loro supremazia su di me”.

Continua il racconto: “Il giorno in cui c’eravamo presentati io ho detto di avere una sorella e mi hanno minacciato dicendo prima che se io non avessi soddisfatto la richiesta di avere rapporti sessuali con loro, li avrebbero avuti con mia sorella. Già qual giorno mi circondarono e fecero strusciare il loro membro su di me. Così presi il treno per tornare a casa e loro mi seguirono. Allora io disperata gli dissi che avrebbero avuto il mio corpo purché non avessero fatto del male a mia sorella. Loro mi hanno seguito fin sotto casa”.

Poi torna al giorno della violenza: “Li rivedo alla stazione una seconda volta e mi invitano a fumare una canna. Così ci spostiamo verso l’ascensore perché non c’erano telecamere. Ma ad un certo punto uno di loro mi spinge nell’ascensore. Io avevo ancora la sigaretta accesa e poi da li..mi hanno violentata”.

In realtà le telecamere ci stavano e hanno ripreso completamente la scena. È stato brutale. Loro non mi hanno chiesto di avere un rapporto sessuale con loro. Poi finito sono andati via. Ma la cosa che mi ha sconvolto di più, mentre due stavano insieme ridevano e scherzavano come se non se ne rendessero conto di quello che stavano facendo. Nonostante io avessi chiesto di smetterla e nonostante il vomito che mi saliva per l’agitazione”.

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La non convalida delle misure cautelari per due dei tre ragazzi presunti autori dello stupro nella circumvesuviana di San Giorgio a Cremano, ha suscitato particolare indignazione.

Il ministro Di Maio ha criticato l’operato dei magistrati del Tribunale del Riesame, definendo “una vergogna”  la non convalida degli arresti. Stigmatizzando, inoltre, tale decisione, ha usato parole dure e toni particolarmente accesi nei confronti dei magistrati.

L’Unicost, associazione distrettuale della magistratura, attraverso un comunicato ufficiale ha chiesto la tutela per questi magistrati. Infatti,  sulla propria pagina ufficiale Facebook, l’Unicost CSM ha sostenuto che non si possa ancora entrare nel merito della questione. Ciò perchè le motivazioni procedurali che hanno portato alla non convalida di tali misure cautelari ancora non sono state depositate e quindi rese note.

Il tono usato da Di Maio ha minato la serenità lavorativa della magistratura che, a questo punto, chiede maggiore tutela nei propri riguardi.Proprio come accaduto nel passato, per casi altrettanto sconcertanti.

Il vice premier con le sue dichiarazioni ha messo in discussione l’operato e la professionalità dei magistrati che non si sentono tutelati. Per questo motivo l’associazione chiede un duro intervento del Consiglio ed una presa di posizione importante. Proprio per non minare i principi di indipendenza e di autonomia della magistratura costituzionalmente garantiti, paradossalmente messi in discussione proprio dalle autorità che ne dovrebbero garantire la tutela.

suicidio

suicidio

Annuncia il suicidio su Facebook, ma viene salvato dai suoi concittadini. L’episodio è accaduto a San Giorgio a Cremano, città alle porte di Napoli. In uno dei tanti gruppi cittadini, alle 22:21 di ieri è comparso un post in cui un utente annunciava il suo suicidio: “Addio sangiorgiesi, questa sera mi ammazzo“. Non si sa se quella di Francesco – questo, il nome dell’autore del post – fosse una minaccia seria. Fatto sta che, dopo pochi minuti, in centinaia hanno commentato quel messaggio pieno di disperazione.

I cittadini di San Giorgio hanno voluto far sentire la propria solidarietà e vicinanza a Francesco: ben 524 commenti, molti dei quali erano stati scritti per dissuadere il ragazzo dal compiere l’estremo gesto. Altri, poi, si sono offerti di aiutarlo, chiedendogli quali fossero i suoi problemi personali. C’è chi, poi, ha letteralmente salvato la vita di Francesco.

La polizia, allertata da alcuni cittadini, è intervenuta, dirigendosi prontamente verso l’abitazione del ragazzo, accompagnata da un’ambulanza. In meno di un’ora è arrivato il lieto fine, annunciato dal sindaco di San Giorgio, Giorgio Zinno, che ha così commentato sotto al posto di Francesco: “Sono stato sul posto – ha scritto il primo cittadino – tralascio i particolari per questione di privacy ma è in buone mani con Polizia di Stato e medici. Grazie a tutti coloro che si sono attivati”.

stupro circum

stupro circumA “L’aria che tira”, il programma di Myrta Merlino su La7, l’intervista inedita alla ragazza abusata sessualmente nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano.

Il servizio parte con la ricostruzione della vicenda e le interviste a passanti e pendolari della stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano.

Presenti durante l’intervista anche l’avvocato Maurizio Capozzo e la psicologa Maria Rita Parsi (attiva nell’ambito dell’assistenza a donne che hanno subito violenze).

Marina (il nome fittizio scelto per la 24enne di Portici), appare in studio completamente coperta e, sollecitata dalla conduttrice, ripercorre dolorosamente tutte le tappe di quel pomeriggio che le ha segnato la vita per sempre: la ragazza è visibilmente agitata, trema, è visibilmente incerta nella voce.

Marina si trovava a San Giorgio a Cremano per degli incontri di sostegno psicologico a causa del suo problema di anoressia.

La ragazza racconta di essere stata avvicinata dai ragazzi incriminati con il pretesto di chiederle scusa per averla infastidita e seguita fin sotto casa la settimana precedente; i tre ragazzi, allora, le propongono di allontanarsi verso l’ascensore della stazione per fumare una canna poiché in quella zona “non ci sono telecamere”.

A questo punto della questione, la ragazza racconta di averli seguiti “un po’ per cortesia, un po’ perché tentata dal voler fumare” ma si trova incastrata nella situazione più brutta della sua vita.

Racconta dettagliatamente della violenza, dell’essere stata costretta a praticare del sesso orale e all’aver pregato di non essere sottoposta a del sesso anale per poi essere costretta a subire un rapporto completo.

Poi, piangendo, si siede su una panchina: un passante la nota e la accompagna dalla polizia per la denuncia ai tre stupratori.

L’avvocato Maurizio Capozzo spiega il perché della scarcerazione di due dei tre ragazzi accusati e mette in luce che il processo è ancora in corso e la verità dei fatti non è ancora univoca.

Nonostante tutto, Myrta Merlino e Maria Rita Parsi si mostrano visibilmente turbate e indignate dopo il racconto della ragazza.

Maria Rita Parsi accusa le madri dei ragazzi di non aver saputo passargli il rispetto nei confronti delle donne, mentre Myrta Merlino dichiara: “Io credo che per una donna, quando arriva un “No”, in qualunque momento, in qualunque condizione, quel “No” è legge!”

IL VIDEO

Dopo pochi giorni dalla rottura di un doloroso silenzio, torna a parlare la giovane vittima dello stupro nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano. La ragazza, ai microfoni de “La Repubblica”, ha raccontato la drammatica vicenda, alla luce della scarcerazione di due dei suoi tre aguzzini. Ecco i passaggi più rilevanti dell’intervista a cura di Dario Del Porto:

Sulla scarcerazione di due degli aggressori: “Temo che possano vendicarsi, non si aspettavano che li avrei denunciati. Non abitiamo distanti, potrei facilmente incrociarli di nuovo. Quel giorno sono caduta in una trappola. Più ancora della violenza che ho subito, mi ha fatto male quello che è successo dopo. Quando ti accorgi che non c’è giustizia, che non hai tutela, allora il dolore diventa insopportabile. Credo che i magistrati siano stati ingannati dal mio atteggiamento iniziale di benevolenza verso quei ragazzi. Si vede dai filmati, ma io non l’ho mai nascosto. Si sono avvicinati chiedendomi scusa per avermi seguita fino a casa giorni prima e io gli ho creduto”.

Sul suo futuro e sulla possibilità di andare via: “Ho il desiderio di fare qualcosa per le persone in difficoltà. Questo è il pensiero che ricorre con maggiore forza da quando è successo tutto. Aiutare donne, bambine, ragazze. Nella mia mente si sta facendo strada l’idea di costituire un’associazione per tutti i soggetti a rischio, in particolar modo per le donne. Andare via? Adesso non ci penso più. Spesso dal male si può ricavare il bene, me lo hanno insegnato i miei avvocati. Credo che, per poter promuovere un cambiamento radicale, sia preferibile lavorare su questo territorio, dove più di una volta sono rimasta vittima di violenze sessuali”.

Poi un pensiero finale: “A chi ha fede, ricorderei che siamo stati generati per essere fratelli ed essere trattati alla pari. Agli uomini che, invece, non credono in Dio, direi di non far valere i propri istinti, né la coercizione fisica e mentale, ma la forza della parola e quella della ragione”.

San Giorgio a Cremano – L’episodio dello stupro di gruppo alla stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano continua a generare scandali e polemiche. I giudici del Riesame, a distanza di poche settimane, hanno imposto la scarcerazione di due dei tre ragazzi ritenuti colpevoli della violenza sessuale in base alle indagini svolte. Non è ancora possibile analizzare la motivazione di tali sentenze per capire l’intenzione dei magistrati, ma intanto molti sono sconvolti per la decisione.

L’episodio ha, infatti, scosso l’opinione pubblica al punto che persino il vice-premier Luigi Di Maio ha commentato la scarcerazione con “vergogna”. In base ai video delle telecamere di sicurezza, alle testimonianze, alle dichiarazioni della vittima ed ai rilievi sul posto, sembrava evidente la responsabilità dei tre imputati. Anche gli esami medici sulla vittima, una 24enne di Portici, hanno confermato la sussistenza della violenza sessuale.

Duro sulla decisione l’avvocato Maurizio Capuozzo, legale della vittima, che ha commentato: “Devo leggere le motivazioni alla sentenza e in questo momento posso pensare tutto e il contrario di tutto ma onestamente non mi era mai capitato. L’unica cosa che mi viene da pensare a questo punto è che i giudici non abbiano creduto alla ragazza. Allora va denunciata per calunnia. Siamo veramente amareggiati”.

Di poco fa è la notizia della scarcerazione di un secondo presunto aggressore dello stupro in Circumvesuviana. Una notizia che ha fatto molto discutere l’opinione pubblica nazionale. Addirittura da scomodare il Ministro Di Maio, che ai microfoni di La7 ha duramente commentato le disposizione del Tribunale di Napoli.

Nemmeno un mese è passato dalla triste vicenda di San Giorgio, quando la 24enne di Portici è stata violentata nell’ascensore della stazione. Molto forti sono state anche le parole della vittima stessa, riportate da Il Mattino.it. La giovane che oggi, ancora scossa per lo stupro subito, ha rilasciato una dichiarazione per mezzo del proprio avvocato, Maurizio Capozzo.

Sono delusa e amareggiata, soprattutto perché non riesco a comprendere come sia possibile prendere una decisione del genere, che mi fa solo pensare che non sono stata creduta nel mio racconto. Se avessi saputo che sarebbe andata a finire così non avrei denunciato”.

Nel frattempo, gli inquirenti sono ancora a lavoro alla ricerca di prove utili. In particolare, sono in corso accurate analisi con riguardo al cellulare di uno degli indagati. La Procura ha inoltre depositato una corposa documentazione, nella quale spiccano anche i risultati clinici delle visite della giovane.

Tocca ancora parlare di questo nefasto accadimento, constatando risultati che non tutti si aspettavano. Alla fine, crediamo che aver fiducia nella Magistratura sia la cosa più responsabile. 

Scarcerato anche il secondo indagato per la violenza sessuale ai danni della 24enne di Portici, stuprata nel vano dell’ascensore della stazione Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano.

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto la scarcerazione di un altro dei presunti aggressori, si tratta di Antonio Cozzolino, 19 anni, difeso dall’avvocato Antonio De Santis. Venerdì scorso era stato scarcerato anche il 18enne Alessandro Sbrescia, difeso dagli avvocati Edoardo Izzo e Giuseppina Rendina.

La scarcerazione arriva nonostante il recente referto medico, che attesta la violenza subita dalla ragazza.

Foto Facebook di Tommaso Sannino

Bombe e ancora bombe a Napoli. Questa volta ad essere stata colpita da questo atto criminale è stata San Giorgio a Cremano. Nella notte una bomba posta all’esterno di un locale commerciale è stata fatta esplodere, facendo spaventare tutto il vicinato. Infatti la deflagrazione, stando a quanto testimoniato da chi abita in prossimità dell’attività colpita, è stata talmente forte che hanno cominciato a tremavano porte, finestre e pavimenti.

Subito sul posto sono accorsi Carabinieri, Polizia ed ambulanza. L’attività commerciale colpita è situata tra via Morosini e Emanuele Gianturco. Ovviamente molti hanno subito interpretato questo episodio come un atto intimidatorio programmato e voluto da qualche associazione a delinquere presente nella zona. Alcuni infatti scrivono su diversi gruppi Facebook che è stato tutto opera della camorra e che questo episodio può essere ricollegato al racket e quindi ad un atto intimidatorio volto a spaventare “qualcuno” che si sia rifiutato di sottostare al potere illegale di alcuni delinquenti. Ma per ora rimangono solo ipotesi.

Non c’è stata consensualità secondo il referto della visita medica a cui è stata sottoposta la 24enne di Portici che la sera del 6 marzo sarebbe stata vittima di uno stupro in ascensore alla fermata della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano.

I medici confermano la violenza e secondo le ipotesi degli inquirenti, la ragazza avrebbe subito le violenze essendo vittima in quel momento del cosiddetto effetto “freezing“, un fenomeno naturale che il cervello per difesa attiva e rende incapace la vittima di reagire.

Domani, dopo la scarcerazione di Alessandro Sbrescia, uno dei tre indagati, un altro collegio del Tribunale del Riesame si pronuncerà sul ricorso presentato dall’avvocato di un altro dei giovani, Antonio Cozzolino.

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