Coronavirus, il Nord piange: “Lo Stato aiuta il Sud”. Ma sono soldi per i poveri

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A sinistra Roberto Tasca, assessore al Bilancio del Comune di Milano. A destra, la slide pubblicata dal sindaco di Gallarate

Non appena è scoppiata l’emergenza coronavirus alcuni politici settentrionali hanno avanzato pretese in denaro verso il governo. Parliamo ad esempio di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, il quale già alla fine di febbraio chiedeva fondi straordinari di sostegno nonostante da Roma avessero già rassicurato su sospensione delle tasse, aiuti economici, sgravi fiscali, misure di sostegno. Ai tempi della polemica un solo comune su 11 messi in quarantena era Veneto, ossia Vo’, un paesino di circa 3300 anime.

Con l’avanzare del tempo è risultato palese che qualcosa nella macchina sanitaria settentrionale non ha funzionato, come dimostrano alcune ricostruzioni della catena dei fatti che ha prodotto l’esplosione drammatica dell’epidemia, in particolar modo in Lombardia. Il Covid-19 è stato ampiamente preso sotto gamba, estremamente sottovalutato, condotte per le quali – si spera – qualcuno dovrà rendere conto, specialmente in relazione alle notizie provenienti dalla Cina che dovevano servire da lezione. Medici e politici si sono sentiti troppo superiori ai cinesi (lo confermano dichiarazioni ed interviste), ed i risultati li abbiamo davanti agli occhi.

Non è il momento delle polemiche, eppure ci troviamo ancora una volta costretti a difendere il Sud da attacchi frontali e gratuiti. Proseguono infatti le recriminazioni settentrionali e le richieste di denaro, che probabilmente sono anche legittime, il problema è lo si fa tirando in mezzo il Meridione che in realtà è la parte più penalizzata e derubata d’Italia, come dimostra il dato sugli 840 miliardi di euro dirottati da Sud a Nord dal 2000 al 2017. Come dimenticare, poi, quando al Sud veniva dato solo l’1,2% dei fondi per lo sviluppo delle ferrovie, oppure la relazione di Unicredit che parla di Nord ricco perché esporta al Sud, o anche i 100 miliardi all’anno che spariscono per magia ed ingrossano le casse del Settentrione. Si parla insomma di denaro vero, non spicci.

Uno degli ultimi in ordine cronologico è Roberto Tasca, assessore al Bilancio del Comune di Milano intervistato da Repubblica. Il pomo della discordia è rappresentato dai 400 milioni stanziati dal governo per aiutare le famiglie più bisognose ed il cui riparto ha messo in luce una disparità tra Nord e Sud. I comuni del Mezzogiorno riceveranno somme più alte, ma non è un dato di cui essere felici: si tratta di soldi divisi in base a criteri di povertà, dunque è normale che la parte più ricca del paese riceva di meno. Tasca ha parlato di affronto verso le città virtuose: “I criteri che sono stati utilizzati per distribuire i 400 milioni, ovvero il numero di abitanti e quello dei bisognosi, non c’entrano niente con la portata dell’emergenza coronavirus: la Lombardia e le città del Nord sono quelle più colpite e sono anche quelle che riceveranno meno. Non capisco perché i Comuni più virtuosi debbano essere sempre penalizzati. Per Milano stiamo parlando di 7,3 milioni, 5 euro ad abitante”.

Emerge innanzitutto il solito vizio di dividere la somma ricevuta per il numero di abitanti, lo stesso “errore” di Matteo Salvini che, tuttavia, ci ha abituato negli anni alle sue mosse di ignobile sciacallaggio. È un’offesa all’intelligenza delle persone ribadire che la somma va divisa per nuclei ed è direttamente proporzionale al numero di cittadini in difficoltà economiche, eppure dobbiamo farlo per combattere il pregiudizio del Sud assistito, servito e riverito.

Ieri anche il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, si è dovuto difendere da un attacco del suo collega di Gallarate, comune in provincia di Varese a pochi chilometri dalla Svizzera. Emblematiche le parole del primo cittadino ercolanese: “Se il suo Comune ha ricevuto meno fondi è perché evidentemente lì ci sono meno, molto molto molto meno, condizioni di disagio. A me sarebbe piaciuto non ricevere neanche un euro perché avrebbe significato che la nostra popolazione se la passa bene. Invece, purtroppo, non è così. Gli auguro di non sentire mai le decine di storie di grande disagio che qui ascoltiamo tutti i giorni e di non vedere mai le lacrime di tanti padri di famiglia messi in ginocchio da questa situazione. Di certo, con i fondi stanziati dal Governo a Ercolano non si arricchirà nessuno, al massimo ci sarà qualche famiglia che tirerà avanti qualche giorno con un po’ meno affanno”. Per inciso, va detto che la provincia di Varese vanta un reddito pro capite di 16028 euro (anno 2016), mentre quella di Napoli 9004 (anno 2016).

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