Recovery Plan, i 7 presidenti del Sud uniti contro il Nord: “Più fondi a chi ha il Pil basso”

Giuseppe Conte annuncia che almeno il 50% dei fondi sul Recovery Plan andrà al Sud e poco dopo Matteo Renzi causa la crisi di Governo. Il toscano, diventato nuovamente protagonista in TV, nelle trasmissioni in cui viene invitato critica proprio il Recovery Plan. Renzi, colui che da Presidente del Consiglio, nel decreto Sblocca Italia, concedeva al Sud l’1,2% dei fondi sullo sviluppo ferroviario ed il resto al Nord. Se è vero che tre indizi fanno una prova forse non facciamo peccato a pensare male, e cioè che probabilmente la mancata volontà di dare soldi al Sud, per il suo sviluppo e la diminuzione del gap con il Nord, potrebbe essere dietro questo caos politico, considerando inoltre che mancano poche settimane alla scadenza per la presentazione dei progetti alla Commissione Europea.

Anche Vincenzo De Luca si è espresso in termini simili: “Quando c’è da dare soldi al Sud bisogna fare la guerra”, ha detto il presidente della Regione Campania in delle sue dirette Facebook. Ed allora ecco che nasce una sorta di “coalizione” dei sette presidenti meridionali i quali, a prescindere dal loro coloro politico, si sono uniti per chiedere che vengano concessi più fondi a chi ha il Pil più basso. Ed hanno ragione, visto che è in sostanza una delle condizioni poste dall’Europa.

Oltre a Vincenzo De Luca ci sono Marco Marsilio per l’Abruzzo, Vito Bardi per la Basilicata, Antonino Spirlì per la Calabria, Donato Toma per il Molise, Michele Emiliano per la Puglia e Nello Musumeci per la Sicilia. La loro proposta è stata presentata martedì durante la Conferenza Stato-Regioni.

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