Notizie Area Nord Napoli

Tutte le notizie dell’Area Nord di Napoli

Ha decisamente dell’assurdo quanto accaduto mercoledì scorso a Giugliano. Una ragazzina, di nome Maria Eduarda, è stata aggredita da un gruppo di giovani di età compresa tra i 14 e 17 anni nei pressi dello stadio. A denunciare l’accaduto è la madre, che scrive: “Mia figlia Maria Eduarda è stata picchiata da altre ragazze. Incredibile come al 2019 succedano ancora tale episodi di bullismo!”

Sembra che a scatenare tutto siano stati dei messaggi inviati tramite Instagram. La giovane è stata accusata di aver rubato una password, accusa dalla quale si è sempre difesa. Maria Eduarda è stata allora aggredita prima da una sola ragazza, ma quando ha cominciato a difendersi usando una bottiglia è stata accerchiata dalle altre, che le hanno tirato violentemente i capelli e l’hanno sbattuta a terra.

L’episodio è stato denunciato ai carabinieri, ai quali è stato sottoposto il video. La madre di Maria Eduarda sottolinea come tutto sia avvenuto di fronte a un certo numero di persone, che però non l’hanno aiutata. Intanto la ragazza fisicamente sta bene, portata all’ospedale le sono state diagnosticate ferite guaribili in pochi giorni. È l’aspetto psicologico quello che preoccupa di più.

Immagine di repertorio

La Corte Europea di Strasburgo ha stabilito che dovrà essere il governo italiano ad assicurare un alloggio temporaneo ad alcuni rom.

I nomadi furono cacciati in seguito allo smantellamento del campo rom, avvenuto lo scorso 10 maggio, nella località Ponte Riccio sito in Giugliano.  Il campo era stato costruito nella ex fabbrica di fuochi d’artificio.
L’ordinanza, emessa lo scorso 5 Aprile, è stata presa per ragioni di igiene e sicurezza pubblica.

Dalla cittadina che si trova nella periferia a Nord di Napoli, sono stati cacciati 10 bambini, di età compresa tra 2 e 16 anni, con le rispettive famiglie. Questi bambini, in particolare, provengono da 3 famiglie bosniache.
In totale, però, sono circa 70 famiglie rom che non hanno più alloggio da 10 giorni. Lo scorso 16 Maggio gli stessi cittadini di etnia rom si sono rivolti alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo che, oggi, ha dato loro ragione “indicando al governo italiano che deve fornire un alloggio temporaneo ai minori coinvolti e ai loro genitori, senza separarli”.

La misura temporanea può essere decisa dalla Corte in via eccezionale, ma non pregiudica l’esito della causa nel merito. Ciò perché ancora non è chiaro se queste persone abbiano ricevuto una giusta ricollocazione o se si trovino ancora senza alloggio.

C’è anche chi ha approfittato di questa decisione della Corte Europea per farsi pubblicità elettorale in vista delle prossime elezioni europee. È il caso di Matteo Salvini che attraverso i suoi profili social scrive: “La Corte Europea vuole obbligarci a dare le case ai Rom? Ahahahahah. Motivo in più per votare Lega domenica”.

Un altro episodio di violenza domestica è accaduto questa notte ad Acerra, un paese vicino Napoli. Un uomo di 45 anni è stato fermato dalla Polizia di Stato per maltrattamenti contro la madre e possesso di stupefacenti.

Il tutto è successo sul tardi nella zona del Piazzale Montessori, in pieno centro. Gli uomini della Polizia di Stato stavano sorvegliando la zona circostante, quando hanno notato una donna anziana in strada intenta a chiedere aiuto. La signora ferita ha subito raccontato di esser stata picchiata dal figlio, il quale si trovava ancora chiuso nel loro appartamento in stato confusionale.

La lite sembra esser scaturita dall’ennesimo rifiuto della donna alle richieste di denaro del figlio. Dei soldi che sarebbero serviti a quest’ultimo per comprarsi la sita partita di droga. “Vai a prostituirti e dammi i soldi”Anche questo sarebbe arrivato a dire l’uomo durante uno dei tanti pestaggi della madre.

L’uomo è stato poi  arrestato dagli uomini della volante. Nell’appartamento sono stati anche ritrovati 1,10 grammi di hashish, in seguito poi sequestrati. Il 45enne rischia una condanna per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. Ora è detenuto nel carcere di Poggioreale.

Una notizia che getta una nuova ombra sui maltrattamenti familiari nel Napoletano. Un caso che non sembra esser più di tanto isolato.

 

 

Caivano e tutto il Napoletano in lutto per un’altra giovane vita spezzata dal cancro: Simona è morta a soli 28 anni.

A dare la triste notizia è stato don Maurizio Patriciello, parroco del parco verde di Caivano sul suo profilo Facebook.

Don Maurizio attraverso un commosso post, ha informato che ieri, la giovane si era anche cresimata ma alla fine il destino ha voluto darle questa gioia solo per poche ore: “Che dolore! Simona è volata da Gesù. A 28 anni. Ieri le ho amministrato la Cresima. Cancro. Arrivederci, Simona. Padre Maurizio Patriciello“.

Abbraccio Pisacane Izzo

Abbraccio Pisacane Izzo

Una bella storia, di quelle a lieto fine, suggellata da un abbraccio a fine partita.

Quella di Izzo e Pisacane, che ieri si sono sfidati nella gara delle 12.30 tra Torino e Cagliari, valida per la 32° giornata del campionato di serie A, è una storia difficile, ma che fortunatamente ha avuto un lieto fine.

Dopo la partita, Pisacane, attualmente difensore del Cagliari, attraverso il proprio profilo Instagram, ha dedicato un post al difensore del Torino. La foto era suggestiva e li ritraeva abbracciati. Il post recita così: “Siamo partiti da terra, dai quartieri più poveri della nostra Napoli. Siamo due scugnizzi che attraverso il sacrificio e la dedizione si sono presi ciò che volevano, ribaltando il destino“.

Entrambi i calciatori, provengono dalla periferia di Napoli, dai quartieri più poveri nella zona nord del capoluogo campano. Infatti sono entrambi cresciuti a Scampia dove, fin da bambini, entrambi, giocavano a pallone sull’asfalto, si rincorrevano ed inseguivano il loro sogno, che alla fine hanno coronato. Un quartiere che è salito negli ultimi anni, tristemente alla ribalta, soltanto per la cronaca nera.

Ma i due giocatori, di prendere quella strada, proprio non ne hanno voluto sapere. Infatti, entrambi hanno avuto un passato estremamente difficile. In particolare Izzo, che ha perso il padre fin da quando era un bambino, assumendosi grosse responsabilità, e vivendo grazie all’aiuto del suo procuratore, è riuscito ad evitare la strada della camorra, realizzando il suo sogno.

Il difensore rossoblù, continua il post:Abbiamo superato le avversità che si erano poste tra noi e il nostro obiettivo. Quando c’è un sentimento nessuno può creare disordine al suo interno, il bene alla fine trionfa sempre. E noi ne siamo un esempio“. 

Una bella storia che ha avuto un lieto fine, nonostante grandi difficoltà, per entrambi. Come ha sostenuto  Pisacane, chi crede nei sogni, attraverso il lavoro, la dedizione, il sacrificio e l’umiltà, riesce a realizzarli.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

In questo abbraccio sono contenute tutte le difficoltà che ci siamo messi alle spalle. Siamo partiti da terra, dai quartieri più poveri della nostra Napoli. Siamo due scugnizzi che, attraverso il sacrificio e la dedizione, si sono presi ciò che volevano, ribaltando un destino che doveva solo essere cambiato. In questo abbraccio c’è tutta la nostra amicizia. Un qualcosa che, negli anni, ha superato le avversità che si erano poste tra noi e il nostro obiettivo. Quando c’è un sentimento, nessuno può creare disordine al suo interno: il bene, alla fine, trionfa sempre. E noi ne siamo un esempio. #ForzaCasteddu @armandoizzoreal 💪🙏 #torino #cagliari #amici

Un post condiviso da Fabio Pisacane (@fabiopisacane) in data:

Ieri sera è sembrata a tutti un vero e proprio un Far West la Circumvallazione esterna di Giugliano in Campania. Vi è stato infatti un conflitto a fuoco tra finanzieri e un gruppo di ladri di etnia rom, il quale ha gettato nel panico la cittadina costiera.

Il tutto è avvenuto ieri sera, 3 Aprile, sulla strada Circumvallazione esterna. Una pattuglia della Guardia di Finanza di Giugliano stava effettuando un controllo sul territorio circostante. Ad un certo punto, le forze dell’ordine hanno notato un furgoncino con a bordo quattro persone. Uno di loro è sceso e si è avvicinato ad un’auto parcheggiata, rompendone il finestrino con la punta di un trapano. L’uomo ha afferrato poi uno zaino ma è stato subito preso dai finanzieri.

Alla vista della cattura, il resto della banda è riuscito tempestivamente a mettere in moto il furgoncino e a strappare dalle mani dei finanzieri il “collega”. È iniziato così l’inseguimento e il conflitto al fuoco. Nessuno è rimasto però ferito. Alla fine, la banda ha parcheggiato il veicolo nei pressi del campo rom di Giugliano (zona Ponte Riccio) e sono riusciti a scappare, facendo così perdere le loro tracce.

Nonostante ciò, i militari sono riusciti ad arrestare due componenti, uno di 38 e e un altro di 27 anni e a sequestrarne l’attrezzatura per il furto. Gli stessi sono stati denunciati per resistenza, tentato omicidio e furto aggravato.

Come si può notare, non si arrestano i furti nella provincia di Napoli. Reati che possono sfociare, come si è visto, anche in ben altro.

Foto di Amazon Italia

Amazon investe a Napoli, in particolare ad Arzano dove aprirà un deposito di smistamento in cui lavoreranno 30 addetti a tempo indeterminato. Il colosso dell’e-commerce punta al Sud con un magazzino di 13mila metri quadri; da qui i corrieri ritireranno i pacchi destinati alla consegna di clienti in Campania. Verranno inoltre assunti 150 autisti a tempo indeterminato che fungeranno da corrieri.

Una nota dell’azienda spiega: “La nuova struttura, sarà operativa nei prossimi mesi e lavorerà con diversi fornitori locali di servizi di consegna, continuando a investire nella sua rete di trasporti per espandere la propria capacità di consegna e velocizzare le spedizioni per i clienti.

Amazon informa che sta aiutando i fornitori locali di servizi di consegna a far crescere il proprio giro di affari e aggiunge capacità e flessibilità alla sua rete di consegna per soddisfare la crescente domanda dei clienti”.

Arzano sarà il primo centro di smistamento di Amazon del Sud. Anche il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha commentato la notizia: “Questo è il primo investimento nel Sud Italia da parte di Amazon e sono contento che sia stata scelta la Campania per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Amazon ha già una presenza importante in Italia e la sfida che ci poniamo come Governo è di rendere attrattive quelle aree del Paese che fino ad oggi sono state poco coinvolte nel processo di trasformazione digitale in atto. L’auspicio è che aziende come Amazon utilizzino le risorse del nostro Paese sia come piattaforma logistica, ma anche e soprattutto valorizzando le idee e il talento dei nostri giovani”.

C’è un video che sta circolando in queste ultime ore: ha fatto il giro del web e sta diventando virale.
Le immagini sono impressionanti: filmato da alcuni adolescenti che, a volto scoperto, penetrano nella scuola media di Acerra situata in pieno centro, la Ferrajolo-Giancarlo Siani, afferrano degli estintori e ne svuotano il contenuto sui pavimenti dell’aula Magna.

Come riportato da “Acerra news”, questi vandali, nello svuotare gli estintori, vanno su e giù nervosamente per l’aula magna e urlano frasi della fiction “Gomorra”. Nel video, girato dagli stessi ragazzi, si sente la voce di uno di questi urlare: “Sono il numero uno!” proprio mentre compie l’atto vandalico.

Intanto la preside della scuola, prof. Anna Maria Criscuolo, questa mattina è andata a sporgere regolare denuncia presso il locale commissariato di polizia. Sempre come riportato dal portale, la scuola Ferrajolo-Giancarlo Siani, già nel passato era stata oggetto di numerosi ed altamente distruttivi atti vandalici. Nel corso del tempo sono stati spesi moltissimi soldi per rimetterla in sesto poichè era praticamente devastata.

Sono oramai giorni che si parla della triste vicenda di Cardito e delle questioni morali ad essa collegate. Un ulteriore tema al vaglio dei giudici e dell’opinione pubblica è: i Servizi Sociali  hanno agito nel migliore dei modi? Le norme sulla tutela dei minori sono in grado di proteggere realmente quest’ultimi?

Dal punto di vista giuridico, il tutto ruota intorno a due istituti: la segnalazione per i procedimenti civili dinanzi al Tribunale dei minorenni e l’affidamento dei minori.

Il Tribunale può intervenire solo quando una parte, pubblica o privata che sia, faccia una segnalazione presso la sua cancelleria. Tale ricorso può essere depositato da chiunque. Tutti possono infatti segnalare situazioni di potenziale pregiudizio nei confronti di minorenni meritevoli di una tutela giudiziaria. Questo potere generale di segnalazione è però attribuito dalla legge, ai fini del collocamento dei minori fuori della loro famiglia, a quattro soggetti: i Servizi Sociali, gli Enti Locali, le Istituzioni Scolastiche e l’Autorità di Pubblica Sicurezza. Fra queste fonti di segnalazione, i Servizi Sociali posseggono un ruolo di prim’ordine. Essi hanno infatti lo scopo istituzionale del sostegno al disagio delle famiglie e dei minori. Ciò che viene definito come Assistenza sociale.

A seguito delle richieste di aiuto e delle indicazioni (anche anonime), i Servizi Sociali possono avviare le loro procedure di sostegno. I servizi hanno la facoltà di potersi attivare autonomamente, senza dover necessariamente chiedere il permesso all’autorità giudiziaria. In tali casi l’ente deve iniziare tutte quelle attività che ritiene utili. Si fa riferimento alla formulazione di una diagnosi e alla creazione di un progetto di intervento a favore del minore. Per far ciò, i servizi soziali devono ricercare il consenso dei genitori e del minore. Nel caso in cui tale consenso non vi sia, entra in gioco la competenza del Giudice Minorile. In queste situazioni l’unica possibilità di intervento passa attraverso un provvedimento del Tribunale per i minorenni, che autorizzi i servizi ad intervenire pur in assenza di consenso. Si verifica quindi una compressione della responsabilità responsabilità genitoriale per mano del giudice.

Il nostro ordinamento prevede casi nei quali la segnalazione degli operatori sociali all’Autorità Giudiziaria è obbligatoria:

– nell’ipotesi in cui un minorenne si trova in situazione di abbandono ai fini della eventuale dichiarazione del suo stato di adottabilità;

– quando un minorenne è moralmente o materialmente abbandonato o allevato in locali insalubri o pericolosi oppure da persone incapaci di provvedere alla sua educazione;

– qualora vi siano minori degli anni diciotto che esercitano la prostituzione;

– quando vi sono minori degli anni diciotto stranieri, privi di assistenza in Italia, che sia-no vittime dei reati di prostituzione e pornografia minorile o di tratta e commercio;

– nel momento in cui occorre prorogare un affidamento familiare o un collocamento in comunità o in istituto oltre il termine stabilito o anticiparne la cessazione.

In altri casi invece la segnalazione non è obbligatoria, ma opportuna. Ci si riferisce a tutte quelle ipotesi in cui vi è un pregiudizio a carico di un minore e per rimuoverlo non sono sufficienti gli ordinari interventi dei servizi sociali. Anche qui le conseguenze possono essere drastiche. Si parla di allontanamento provvisorio del figlio e sospensione della responsabilità genitoriale.

violenza su minoriA seguito della segnalazione può poi agire l’istituto dell’affidamento dei minore. Si parla di casi in cui le indagini abbiano svelato condizioni gravissime sulla vita del minore. Tale strumento affonda le sue radici nella legge 25 luglio 1956 n. 888, modificativo di un regio decreto del 1934. L’obiettivo all’epoca era quello di creare un mezzo rieducativo per i giovani caratteriali e disadattati. Alla fine è diventato uno dei migliori mezzi di tutela per i minori in stato di pericolo. Si fa riferimento a tutti quei provvedimenti del tribunale per i minorenni che hanno lo scopo di proteggere il figlio da trascuratezza, maltrattamenti o violenze poste in essere dai genitori nei suoi confronti. La misura dell’affidamento al servizio sociale viene oggi utilizzata spesso anche da parte del tribunale civile nelle separazioni giudiziali e nei divorzi.

Nel caso in cui si dovesse decidere per l’affidamento al servizio sociale il giudice convoca il minore e il rappresentante del servizio sociale.  Il membro togato poi stabilisce le prescrizioni che il minore dovrà seguire in ordine alla sua istruzione o formazione professionale e all’utilizzazione del tempo libero, nonché le linee direttive dell’assistenza alle quali egli deve essere sottoposto. Il minore stesso viene allontanato dalla casa familiare per essere ospitato da case – famiglia o da altre istituzioni presenti nel territorio. Il Servizio Sociale controlla la condotta del minore e riferisce periodicamente al tribunale proponendo a seconda dei casi la modifica delle prescrizioni in senso più restrittivo o chiedendone la cessazione. I genitori del minore sono tenuti ad accettare le prescrizioni impartite al figlio e dovranno perciò conformarsi alle stesse nell’educazione.

Questa disciplina presenta uno degli iter più completi al mondo. Essa è un’altra conferma della modernità del welfare italiano. Come però accade per ogni sitema, anch’essa mostra diverse criticità. Le stesse che poi si tramutano in casi affini a quello del piccolo giuseppe di Cardito.

Un primo aspetto equivoco è rappresentato dalla  provvisorietà dei provvedimenti giudiziali. Tale carattere comporta che in molti casi non siano chiari i poteri conferiti ai Servizi Sociali. Di conseguenza, spesso non si capisce in che modo tali istituzioni possano contrastare i pareri negativi dei genitori. Altra fonte di dubbi è raffigurata dalle solite lungaggini della buracrazia nostrana, la quale sembra che per svolgere ogni azione tutto chiede e poco dà.

Per il caso di Cardito, non sta a noi decidere se il tutto si è svolto in modo regolare. Gli atti sono già nelle mani della Procura e le indagini ancora in corso. Ciò non toglie che vi sia l’augurio che tale tema, oltre che vivere sui Social e nei Talk show, venga analizzato anche da qualche attento legislatore.

Fonte: La legge per tutti

Napoli è ancora una volta alle prese con la grana rifiuti. Se nelle ultime ore si è parlato, e tanto, del manifesto razzista esposto sui cassonetti dell’immondizia a Pordenone, la realtà ci dice che molti napoletani sono costretti a destreggiarsi tra cumuli di rifiuti. Lo sanno bene i cittadini di Scampia, dove via Arcangelo Ghisleri è totalmente invasa dall’immondizia. Immagini che lasciano poco spazio all’interpretazione quelle catturate da Raffaele Ambrosino e diffuse su Facebook.

L’ex consigliere regionale ha denunciato le condizioni in cui versa Scampia. L’immondizia fuoriesce dai cassonetti, che diventano delle piccole discariche a cielo aperto. Cumuli su cumuli, che impediscono anche il semplice passaggio pedonale. Anche la periferia orientale è alle prese con i rifiuti. Anche a Napoli Est (Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio) la situazione non è delle migliori. Di seguito, il video.

Foto di Ivan Savarese

Allagamenti, tombini saltati e strade come fiumi in piena è questa la situazione documentata dai cittadini dell’area Nord di Napoli, in particolare a Mugnano, Marano, Giugliano e Calvizzano, che sui social stanno pubblicando tanti video e foto di quando accaduto per la bomba d’acqua che si è abbattuta sulle città.

Molti lamentano anche la mancanza di corrente e persone completamente bloccate a causa dell’acqua che ha invaso le strade rendendole impraticabili.

Foto:

Foto di Raffaella Smarrazzo
Foto di Jasmine Schiattarella

Ancora un incendio interessa l’area nord di Napoli: un’area sequestrata sulla Circumvallazione esterna, a ridosso dello svincolo della tangenziale di Casoria, sta andando a fuoco. L’area era sottoposta a sequestro per la presenza di rifiuti che andrebbero smaltiti con particolari procedure, come calcinacci, plastica e pneumatici.

A denunciare la situazione è il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e l’imprenditore Roberto Fogliame per i quali “è necessario, una volta spento l’incendio, che si verifichi se c’è stata un’azione dolosa portata magari avanti dalle stesse persone che avevano depositato tutti quei rifiuti in quella zona, così come è necessario un controllo sulla qualità dell’aria da parte dell’Arpac e una delimitazione e messa in sicurezza dell’area per evitare altri incendi”.

Il modus operandi è sempre lo stesso. Prima ti bucano la ruota dell’auto, poi ti derubano mentre cerchi di cambiare lo pneumatico. Così accade in tutta Italia, ma questa tipologia di furto sta diventando una prassi consolidata in quel di Casalnuovo, dove si contano già tre vittime in una settimana.

Uno degli automobilisti vittima di questo schema criminale ha deciso di postare, su Facebook, un video nel quale si registra il momento in cui è avviene il furto. Le immagini sono riprese da una telecamera fissa della zona, e lasciano pochi dubbi. Mentre la vittima controlla la foratura della gomma, un uomo apre lo sportello e prende con sé un borsello contenente soldi, documenti e chiavi di casa.

Di seguito, il video:

camorra

camorraNon avranno paura, forse, del sorriso di un bambino (come si chiedeva tempo fa don Puglisi nel celebre film “Alla luce del sole”), ma probabilmente dei suoi filmati e del suo sangue freddo sì. Già, perché se a Quarto ben dieci affiliati al clan di camorra Polverino-Orlando ieri mattina sono finiti in manette il merito è tutto di una ragazzina di 14 anni e delle sue registrazioni video, fatte proprio mentre i malviventi erano in azione – per un raid punitivo – in casa dello zio, anch’egli per nulla estraneo alla criminalità organizzata.

Protagonista della vicenda Alessia, nipote di G.D.P suocero di T. G. Quest’ultimo, finito in manette alcuni mesi fa, decide di diventare un collaboratore di giustizia, facendo tremare numerosi componenti della camorra locale. In particolare, grande preoccupazione serpeggia tra due pezzi grossi del clan Polverino-Orlando, i quali intimano a D.P. di convincere in tutti i modi Giannuzzi a non fare i loro nomi, altrimenti  lo avrebbero impiccato davanti casa sua.

Siccome, però, il suocero del nuovo collaboratore di giustizia non cede, allora si passa dalle minacce ai fatti: così il 20 dicembre scorso ben dieci malviventi entrano in casa di G.D.P (che nel frattempo era dai carabinieri per essere messo sotto protezione assieme alla sua famiglia) e mettono a soqquadro l’abitazione, facendo esplodere ordigni per distruggere la porta blindata e devastando tutto, oltre rubare televisori e cellulari incustoditi.

Nessuno di loro, però, si accorge che in casa c’è una ragazzina di soli 14 anni apparentemente innocua, che invece – sei mesi dopo – sarà la causa del loro arresto: Alessia filma tutto col suo cellulare e commenta – come riportato dall’edizione online odierna de Il Corriere del Mezzogiorno – anche quanto sta avvenendo in casa dello zio, riuscendo infine anche a riconoscere uno ad uno tutti i camorristi filmati, ieri mattina finiti tutti in manette.

Scritta omofoba

Scritta omofoba

Una scritta omofoba è stata ritrovata in piazza Municipio a Giugliano questa mattina. A denunciare l’accaduto il leader dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, il quale ha invitato le forze dell’ordine a controllare “se le telecamere di sorveglianza presenti nella zona possono aiutare a individuare i responsabili della scritta vergognosa scritta omofoba.”

Alla denuncia di Borrelli si è aggiunto il consigliere comunale di Giugliano, Giuseppe D’Alterio, denunciando che  ha invitato le autorità competenti ad eliminare la “scritta omofoba accompagnata da una svastica.”

Borrelli e D’Alterio hanno sottolineato il perché sarebbe stato compiuto tale gesto:Il tutto sarebbe stato fatto perché oggi ci sarebbe la celebrazione di un’unione civile tra due persone dello stesso sesso e la cosa è francamente inaccettabile.

“L’amministrazione comunale ha sempre respinto ogni forma di discriminazione, come è giusto che sia nel 2018 e, anche se si tratta di un caso isolato, la cosa va condannata e punita con la massima fermezza possibile”.

Una nuova bella iniziativa umanitaria per salvare la vita di centinaia di cani accolti nel canile dei 400 di Giugliano. Le troppe spese e il poco sostegno delle autorità sta mandando i responsabili del canile in piena emergenza, incapaci da tempo si sopperire alle necessità economiche della struttura ma soprattutto alle necessità “biologiche” degli ospiti a quattro zampe che rischiano di morire di fame.

Per tale motivo, con il supporto del consigliere regionale dei Verdi di Francesco Emilio Borrelli, è stato indetto un nuovo “Crocchetta Day” in programma domani 8 Giugno alle ore 12.30, nella zona di via Sannullo, a ridosso della Rotonda di Maradona a Licola. Tutti gli amanti degli animali con un contributo minimo di “crocchette”, potranno evitare che il canile collassi nei suoi debiti, evitando che venga chiuso e sfollato, condannando in questo caso i poveri animali a morte sicura.

Già si sono avute le prime adesioni tra le quali gli studenti del Colosimo, l’istituto per non vedenti, che arriveranno accompagnati da Antonio Cafasso, presidente dell’associazione Teatro Colosimo.

Per chi è interessato ad aiutare i responsabili o adottare un cane, questo è il link alla loro pagina Facebook.

Rifiuti su ogni angolo delle strade, sui marciapiedi, è uno scenario che abbiamo in mente tutti quando c’era l’emergenza spazzatura a Napoli, forse l’incubo sta per tornare o comunque è dietro l’angolo. Sono giorni, infatti, che nell’area nord di Napoli, Scampia soprattutto, la spazzatura rimane lì senza che nessuno venga a raccoglierla.

Cumuli su cumuli, c’è chi sostiene che la situazione è sotto controllo e chi sostiene invece che siamo di fronte ad una nuova crisi. Il problema nasce dal termovalorizzatore di Acerra una cui linea è ferma da diversi giorni e dall’impossibilità e difficoltà dei due impianti Stir di Giugliano e Tufino nello smaltire i rifiuti.

La soluzione temporanea per evitare il peggio è stata presa durante un incontro tenutosi il 24 aprile convocato dal vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola e al quale hanno partecipato rappresentanti della Regione, della Città metropolitana di Napoli, del Comune di Napoli, delle società Asia, Sapna e A2A Ambiente.

Nell’incontro si è deciso che una quota dei flussi in evacuazione dal sito ecoballe di Ponte Riccio, che viene mandata fuori Regione, sarà sostituita con i rifiuti in uscita dallo Stir di Caivano. Questa soluzione verrà adottata per 10 giorni a partire dal 26 aprile in attesa della ripresa del funzionamento della linea del termovalorizzatore di Acerra in programma il 6 maggio. Il nodo da sciogliere è proprio questo. Quando gli impianti vanno in crisi nasce l’emergenza.

Bisognerebbe quindi andare a monte del problema e cercare di risolverlo. Intanto i cittadini dell’area nord di Napoli sono costretti a vedere montagne di spazzatura accumulati per strada con il terrore che possa ritornare quell’emergenza che con fatica si è riusciti a superare.

 

Ruba l’auto ad una donna ma non si accorge della figlia a bordo della vettura. È successo a Qualiano, dove un ladro non si era accorto di aver rubato un’auto al cui interno c’era, seduta sul sedile posteriore, una bambina di un anno e mezzo. L’uomo aveva spinto fuori dall’abitacolo la donna, percorrendo poche centinaia di metri in auto.

Poi, si è accorto della presenza della bimba, ha accostato ed è fuggito salendo su un’altra vettura guidata da complici. Il veicolo è stato ritrovato nei pressi della rotonda “Maradona” tra i comuni di Qualiano, Villaricca e Marano. Alcuni passanti hanno notato la bambina e avvisato i Carabinieri che hanno trovato la piccola impaurita. Poco dopo è stata riconsegnata alla mamma che era sotto shock.

Chiuderà quest’anno, nel mese di settembre, lo stabilimento La Doria di Acerra. Partita da Angri, in provincia di Salerno, La Doria ha aperto in italia 7 stabilimenti, 5 dei quali in Campania. L’azienda è riuscita a costruite un impero da 631 milioni di euro nel giro di 20 anni

Ma nei prossimi mesi tutti gli sforzi della famiglia Ferraioli, proprietari della SpA, saranno concentrati sull’unico stabilimento che hanno in Nord Italia, quello di Parma. Come racconta all’agenzia Dire uno dei dipendenti della fabbrica di Acerra, Vincenzo Di Sarno, a Parma c’è “una struttura nuova, con magazzini all’avanguardia e sistemi robotizzati”.

Difficile, quindi, che si possa scongiurare la chiusura dello stabilimento: “L’azienda è stata chiara. Per Acerra non c’è un futuro diverso dalla chiusura, rifiutando qualsiasi offerta“, racconta ancora Di Sarno. I 67 dipendenti dello stabilimento napoletano, adesso, rischiano di essere trasferiti nelle altre fabbriche di La Doria in Campania, distanti però anche 70 km da Acerra. Per questo motivo, i lavoratori da giorni hanno deciso di incrociare le braccia per difendere il proprio posto di lavoro e la loro fabbrica.

Un uomo di 80 anni ha ucciso il figlio di 56 anni con una spranga di ferro all’interno della sua abitazione, nel quartiere San Pietro a Patierno intorno alle 22,30 di ieri sera. L’anziano 80enne che ha colpito il figlio è stato arrestato dai poliziotti del commissariato di Scampia ed è accusato di omicidio doloso.

Il 56enne era stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Giovanni Bosco, già in condizioni gravissime ma non ce l’ha fatta. È morto a causa dei diversi traumi al cranio. Secondo quanto si apprende dalle forze dell’ordine dietro al terribile gesto dell’anziano ci sarebbero state delle tensioni familiari: sembra che il figlio avesse chiesto dei soldi al padre. Padre e figlio sono incensurati.

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