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Napoli dimentica Caruso, l’appello: “Non è stato fatto nulla. Dedichiamogli il Maggio dei Monumenti”

Un museo a Brooklyn, uno a Sorrento ed un altro a Signa, alle porte di Firenze, nella villa Bellosguardo. Una stella sulla celebre Walk of Fame, un asteroide, una canzone di Lucio Dalla, un busto e un ritratto nel Metropolitan di New York, tutto dedicato ad Enrico Caruso, leggenda della lirica, il più grande tenore di tutti i tempi.

Egli è celebrato e ricordato nel mondo, ma non a Napoli, la città che gli diede i natali. Nella casa dove 148 anni fa nacque, in via Santi Giovanni e Paolo al civico 7, nel quartiere San Carlo all’Arena a memoria del grande Caruso (1873-1921) c’è solo una gelida lapide:

“A / Enrico Caruso / che alle preziose virtù antiche / del bel canto italiano / unì la vemenza nuova / del suo temperamento mediterraneo / e il cui nome risuona nel mondo / simbolo favoloso di mitica figura. / La città di Napoli / che gli dette i natali”

Foto di Carlo Raso

Un po’ di tempo fa i pronipoti dello stesso Caruso denunciarono lo stato di degrado ed incuria in cui versa la cappella nel Cimitero di Santa Maria del Pianto che ne conserva le spoglie mortali. In quell’occasione il Metropolitan di New York chiese di averne la salma per esporla e i pronipoti minacciarono di farla traslare lì se non venisse fatto qualcosa.

Gaetano Bonelli, direttore del “Museo di Napoli-Collezione Bonelli”, ideatore del Pro Comitato Enrico Caruso 2021 – 2023 ha chiesto alle istituzioni di dedicare il ‘Maggio dei Monumenti’ al tenore, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte.

La proposta per Caruso

La proposta di dedicare il ‘Maggio dei Monumenti’ – ha detto – ad Enrico Caruso è basata sul buonsenso. Le scorse edizioni sono state dedicate a Gianbattista Vico, a Totò, a Giordano Bruno, a Gaetano Filangieri, a Benedetto Croce. Caruso è il napoletano più famoso del mondo, il più grande tenore di tutti i tempi, gli è stata dedicata una stella a Hollywood un asteroide, è stato il primo tenore ad incidere un disco. Dici Caruso, dici mito, leggenda“.

Quest’anno il 2 agosto ricorrono i cento anni dalla morte – continua Bonelli – e Napoli ha fatto pochissimo o nulla. Gli è stata dedicata una stradina di cinquanta metri. Il Comune di Napoli deve fare la sua parte, perché non dedicarlo a lui con una serie di iniziative per ricordarlo?“.

Inoltre, – prosegue – si dice sempre di dare attenzione alle periferie di Napoli: San Giovanniello, Piazza Ottocalli… sarebbe questa l’occasione per ripristinare il decoro di queste zone“.

Da noi vige la logica del ‘Nemo propheta in patria‘. – continua – Tanto di cappello ad altre iniziative, come intitolare lo stadio a Maradona. Ma se lui è stato il più grande calciatore di tutti i tempi e Napoli è orgogliosa di averlo avuto, perché per Caruso non fare nulla per ricordarlo? Ho fatto un appello alle istituzioni preposte attraverso la pagina social ‘Pro Comitato Enrico Caruso 2021 – 2023’, che sta riscuotendo un certo successo sui social, non solo tra i fan di Caruso ma anche tra semplici cultori ed appassionati”.

Perchè Caruso all’estero è così amato e a Napoli quasi non viene considerato?

Campanilismo’ di Viviani, interpretato da Nino Taranto, lì trovate le risposte (Quanno na cosa è bbona e è nata ccà, nu milione ‘e gente l’ha da dì, ndr)“, conclude amareggiato.

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