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Carlo Ancelotti parla del suo Napoli, ma soprattutto di Napoli in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. Il primo passaggio, però, è per il calcio in generale che dovrebbe essere vissuto per quello che è: “un gioco“. “E’ nato così, così è vissuto dai bambini – spiega Ancelotti – Ma per questo Paese il calcio non è tanto un gioco, quanto un diversivo. A Napoli rappresenta anche una rivalsa, una sorta di riscatto dal senso di abbandono che questa città ha legittimamente introiettato nei secoli“.

Il tecnico azzurro auspica di poter restare tanto tempo all’ombra del Vesuvio, magari nelle veste anglosassone del “manager”, anche perché si sente letteralmente rapito dalla città e dalle sue bellezze: “Di Napoli mi piacciono tante cose. Ovviamente il paesaggio e la luce. Il golfo di Napoli, con Capri di fronte. Il Vesuvio: ti svegli la mattina e hai questa fotografia emozionante davanti. La gente è molto disponibile. Il napoletano non si prende troppo sul serio.

“È gente allegra, disponibile, aperta. Mi piace poi la passione che c’è dietro questa squadra. Passione e rispetto. Tutti pensano che Napoli sia sempre un grande, esuberante, putiferio. A me piace frequentare la città, vado per strada, nei ristoranti e nessuno mi ha mai disturbato, sono molto rispettosi. Forse perché mi vedono un po’ vecchio…“.

Parole d’amore da parte del tecnico di Reggiolo che ha difeso Napoli, in più di un’occasione; dai continui cori beceri e razzisti che la colpiscono in giro per l’Italia. Ancelotti ha sempre condannato ogni atto discriminatorio e alla vigilia del match di Bergamo, poi vinto per 2-1, insieme alla società aveva anche minacciato di abbandonare il campo in caso di cori. Durante il match tutto sembrava essere andato liscio, con lo stesso tecnico che aveva elogiato i tifosi dell’Atalanta, ma fuori dallo stadio la cronaca ha fatto registrare nuovi episodi spiacevoli.

È un malcostume che deve finire – tuona Ancelotti – Io non voglio fare un discorso solo sul Napoli, ovviamente. Voglio parlare degli stadi italiani e della lotta contro ogni intolleranza. Una cosa sono i cori e gli striscioni divertenti, altro le manifestazioni di odio e la demonizzazione di città, colori della pelle, appartenenze etniche o religiose. Se ci sono quei cori si devono attuare delle procedure: la segnalazione del capitano all’arbitro, l’annuncio con gli altoparlanti e, se nulla serve, la sospensione della partita“.

Infine, si ritorna al calcio giocato e in particolare al Campionato che per Ancelotti non è ancora chiuso: “La Juve è molto forte, molto continua, però inarrivabile no. Nella mia esperienza di calcio non ho ancora trovato squadre imbattibili. Certo, per stare al passo con la Juve, devi fare miracoli. Il Napoli ha tante potenzialità e lo ha dimostrato nel girone di Champions, che era difficilissimo. Siamo cresciuti molto in personalità, convinzione, perché queste partite aiutano a crescere“.

La questione della pista di atletica dello stadio San Paolo è quella che, probabilmente, sta più a cuore sia al presidente Aurelio De Laurentiis che ai tifosi. La sua eliminazione consentirebbe di avvicinare gli spalti al rettangolo di gioco, in modo tale che la partita possa essere vista meglio, più vicini ai giocatori.

Una soluzione che avvicinerebbe il San Paolo agli standard europei attuali, ma che attualmente non sembra possibile. Sono già partiti, infatti, i lavori per le Universiadi e il progetto prevede la pista: certo, si potrebbe cambiare in corso d’opera, ma i costi aumenterebbero di parecchio e i tempi si allungherebbero a dismisura.

L’assessore Ciro Borriello, allora, ha lanciato l’idea: qualora il Napoli lo desideri, sulla pista potranno essere montate delle tribune mobili che si possono montare e smontare in occasione di ogni gara. La pista di atletica, in ogni caso, ci sarà: Borriello ha affermato che sarà azzurra a strisce grigie.

Novità anche per i seggiolini nuovi: in curva saranno monoscocca, nei distinti ribaltabili e in tribuna di vario tipo.

Nonostante siano passate quasi 48h dalla gara, si continua a parlare di Atalanta-Napoli e della questione dei cori razzisti. A farlo, stavolta, è Giuseppe Pecoraro, procuratore FIGC, intervistato dai microfoni dell’agenzia Adnkronos:

“I bergamaschi mi sembra che si siano comportati molto bene, a fine partita risulta che qualche coro c’è stato, ma solo alla fine. Sono stati dei ‘furbacchioni’. Non apriremo nessuna indagine anche perché lo stesso Ancelotti ha detto che si è giocato in un clima sereno. Questo è l’importante”.

Nel match di Bergamo, infatti, i tifosi nerazzurri si sono ben guardati dall’assumere una condotta scorretta, riservandosene il “diritto”, però, a fine gara, a riflettori spenti. Nonostante questo, però, per loro non ci sarà alcun provvedimento, come ha spiegato Pecoraro.

Ha fatto il giro di tutti i principali organi di informazione la foto della banana lanciata verso Pierre-Emerick Aubameyang, attaccante dell’Arsenal. L’episodio è accaduto durante Arsenal-Tottenham. Un tifoso degli Spurs aveva lanciato una buccia di banana all’indirizzo del giocatore gabonese. Un gravissimo episodio di razzismo, che ha visto l’ultras prelevato dagli spalti durante il match ed arrestato dalla polizia.

Basterebbe già questo per considerare tale pena più che giustificata al vergognoso gesto discriminatorio commesso all’indirizzo di Aubameyang. Ma in Inghilterra, la lotta al razzismo viene presa molto sul serio, soprattutto nel calcio, sport che dovrebbe unire anziché dividere e fomentare l’odio.

Quindi, oltre all’arresto, il Tottenham ha voluto lanciare un chiaro ed inequivocabile messaggio. La società, infatti, ha deciso di bandire a vita da Wembley – e dal prossimo Tottenham Stadium – il tifoso razzista, che non potrà più assistere dal vivo ad una partita della propria squadra del cuore. Una pena esemplare, che vede protagonista, in positivo, proprio il Tottenham.

E’ un segnale forte, perché in questo caso specifico è la società stessa che ha deciso di cacciare a vita un tifoso dalla propria “casa”. Un gesto che, ci auspichiamo, possa essere emulato anche dalle squadre di Serie A. Perché, come si è già visto, la giustizia sportiva italiana fa ben poco contro chi inneggia ogni domenica alla morte di un popolo o si rende protagonista di beceri cori razzisti verso giocatori di colore.

La chiusura di un settore dello stadio non può e non deve bastare. Per combattere il razzismo c’è bisogno di gesti eclatanti, come aveva preannunciato il Napoli prima del match con l’Atalanta. Il primo passo, però, lo devono compiere quelle società che, più o meno consapevolmente, ospitano tifosi violenti e razzisti nei propri impiangi. Bandire a vita chi si macchia di simili gesti, può essere un efficace deterrente contro il razzismo, la violenza e l’ignoranza negli stadi.

Con una prestazione cinica, pragmatica e decisa il Napoli è riuscito a conquistare i 3 punti a Bergamo contro l’Atalanta. Una partita decisamente ostica e fisica segnata dai goal di Ruiz e Milik, un risultato che sarebbe potuto essere tondo ma che invece è stato macchiato dall’ex azzurro Zapata. A prescindere dal goal della compagine casalinga, il Napoli è riuscito a gestire la forte tensione che questa gara si è trascinata per giorni e a fare risultato con l’atteggiamento di una grande squadra, senza condizionamenti mentali ma investendo tutto in gambe e cervello.

Il clima durante la partita è stato alquanto tranquillo. O meglio, a differenza di quanto tutti prevedevano, insistenti cori anti-napoli e di matrice razzista non ce ne sono stati. Anche perché la posta in gioco era altissima, non soltanto le probabili multe alla società che ne sarebbero scaturite, ma anche la possibilità di sospendere la gara o l’abbandono del campo da gioco da parte degli azzurri. Solo al termine della partita, nei minuti subito dopo il triplice fischio finale, sono stati intonati, come conferma la Gazzetta dello Sport, cori discriminatori del tipo: “Vesuvio Lavali con il fuoco”, provenienti da uno spicchio della curva bergamasca.

Il clima si è inasprito all’esterno dello stadio, testimoniato sia dall’inviato che dalle telecamere della trasmissione sportiva Tiki Taka. Infatti i tifosi bergamaschi avrebbero pianificato un attentato ai tifosi napoletani che ordinatamente stavano defluendo dal settore ospiti, minacciandoli con il lancio di bengala e bombe carte. Per fortuna non ci sono state conseguenze gravi grazie all’intervento delle forse dell’ordine che hanno subito riportato l’ordine.

Ovviamente anche se parliamo di atti di violenza all’esterno dello stadio, sono gesti da condannare soprattutto perché si mette a repentaglio l’incolumità di esseri umani, solo per una gara di calcio. E questo è gravissimo.

Carlo Ancelotti Napoli intervista sky

Carlo Ancelotti Napoli intervista skyCarlo Ancelotti, tecnico del Napoli, ha commentato ai microfoni di Sky Sport la partita della sua squadra in casa dell’Atalanta. Queste le sue parole: “Tre punti importanti, il vantaggio subito ci ha aiutato. Il gol di Milik è stato importante, anche per lui che ha attraversato un periodo difficile. La classifica si guarda alla fine del girone di andata, ormai ci siamo.  Anche se la spinta dell’Atalanta è stata forte ed ha meritato il pareggio. Quando c’è da attaccare si attacca, quando c’è da difendere si difende. E siamo riusciti bene in tutte e due le fasi, anche se l’Atalanta ci ha costretti ad un atteggiamento più prudente. Credo che il nostro sia un segno di maturità, gli avversari di stasera erano forti. Abbiamo giocato in un ambiente bello, con pubblico corretto, e questo mi fa piacere. segno di intelligenza e di maturità. Il calcio dev’essere una festa di sport. Una bellissima serata per tutti, con un bel segnale da parte dei tifosi. Juventus-Inter? La prima maglia che mi hanno regalata era dell’inter di Mazzola. A parte gli scherzi sarà una bellissima partita tra due grandi squadre”.

Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta, ha commentato la partita della sua squadra contro il Napoli. Queste le sue parole a Sky Sport: “Abbiamo fatto un po’ di fatica nel finale, con il Napoli molto vivace. Abbiamo perso qualche pallone, è un peccato. La partita è stata buona, nonostante il gol preso dopo pochi minuti. Il Napoli è una squadra forte, lo dimostrano i risultati. Anche se questa sera non siamo stati da meno. Abbiamo speso tante energie e abbiamo fatto fatica poi a proporci. Peccato per il gol all’inizio, ripeto, ma abbiamo risposto bene. Non è facile contro questa strada, ma i ragazzi hanno fatto tutto quello che potevano. Nel secondo tempo abbiamo giocato con più coraggio, abbiamo meritato il pareggio”.

Daniele Belotti, deputato della Lega, è intervenuto a Radio CRC nel corso del programma “Un calcio alla radio”, trasmissione condotta da Umberto Chiariello. Immancabile, ovviamente, il riferimento alla discriminazione razziale e ai cori di cui la curva dell’Atalanta si rende protagonista da anni.

Belotti, però, ritiene sia sbagliato sospendere le partite in caso di episodi simili: “Sono assolutamente contrario al fatto di sospendere le partite per discriminazione territoriale. Non puoi distinguere tra sfottò e discriminazione territoriale. Se io non posso insultare nessuno allora andiamo a teatro. Lo sfottò ci sta. Un conto è la violenza e un conto sono le scritte allucinanti. Le scritte su Scirea chiamano in causa morti, è diverso”.

E ancora sul coro diventato famosissimo: “Vesuvio Lavali col fuoco è offesa? No, neanche questa. è roba vecchia. Ha ragione Quagliariello quando dice che non può esultare in Inghilterra. Lì il tifoso non può andare in altri settori. Tifo contro è gradevole ammissibile? Si è vero, ma ci sta anche un po’ di sfottò. Il calcio è fatto di rivalità. Voi non potete pensare che in Atalanta e Brescia io possa stare zitto su un gol del Brescia. Noi li definiamo Suini”.

Striscione Bologna anti Napoli

Striscione Bologna anti NapoliSe dovessero esserci cori razzisti contro Napoli e i napoletani, la squadra azzurra è pronta a lasciare il campo. Sta facendo il giro del web l’indiscrezione de La Repubblica che mette ulteriormente pepe alla sfida di stasera tra Atalanta e Napoli, valida come posticipo della 14a giornata di Serie A. Le due tifoserie non si sono mai amate, ma negli ultimi giorni gli animi sembrano essersi surriscaldati ulteriormente, coinvolgendo anche tesserati delle due società. Qualche settimana fa, in merito ai soliti cori razzisti contro i napoletani, Ancelotti disse: “Basta con questo clima che c’è in Italia, non bisogna insultare gli avversari, ma inneggiare ai propri calciatori. Il regolamento parla chiaro, se in trasferta ci saranno ancora episodi del genere valuteremo come comportarci: se a Bergamo ci saranno cori di discriminazione territoriale allora chiederemo la sospensione della partita“.

I tifosi bergamaschi, però, non hanno fatto attendere la loro risposta e con un comunicato hanno ribadito che il loro non è “razzismo” e che stasera non cambieranno il loro atteggiamento, continuando a cantare cori contro i napoletani. Anche Gasperini, tecnico della Dea, ha detto la sua, difendendo a spada tratta i suoi tifosi: “Il clima di Bergamo è fantastico, io penso alla partita. Tutto il resto è per sviare, si tratta di speculazioni per fare polemica”. Se sono solo “speculazioni”, però, lo si vedrà stasera, con il Napoli che potrebbe abbandonare il terreno di gioco in caso di cori. Ovviamente, c’è attesa anche per vedere quale decisione prenderà, nel caso, l’arbitro Giacomelli, designato per la sfida dell’Atleti Azzurri d’Italia.

Ma cosa rischia il Napoli se abbandona il campo? Ovviamente la prima misura punitiva sarà la partita persa a tavolino per 3-0, ma potrebbero arrivare anche altre misure. Ad esempio, il giudice sportivo, come già successo nelle serie minori, potrebbe decidere anche di squalificare alcuni tesserati. Insomma, la “patata bollente” passa nelle mani dell’arbitro che ha dalla sua la facoltà di sospendere la partita. La cosa è già accaduta a Genova e a Roma, rispettivamente con Sampdoria e Lazio, ma in altri casi anche i direttori di gara hanno fatto finta di non sentire. Come andrà stasera?

Se chi ben comincia è a metà dell’opera, i tifosi atalantini hanno cominciato nel migliore dei modi. Ad infiammare ancora di più il clima pre-partita è stato un fotomontaggio comparso sui social che ritrae l’esterno dello Stadio Atleti Azzurri d’Italia. Dei sacchetti di immondizia “incollati” fuori la struttura e uno striscione:“Per farvi sentire a casa vostra”.

Peccato che gli autori pecchino di ignoranza. In quanto per far sentire un napoletano a casa, bisognerebbe offrirgli ben altro. Una città meravigliosa come Napoli, con il suo clima la sua gente gioiosamente esplosiva, il fragore del mare, i profumi e i colori non può essere né duplicata né sostituta. La sua unicità va per antonomasia, quanto l’ignoranza di questi tifosi.

Foto Calcio Style

Stasera andrà in scena Atalanta-Napoli. Una partita che già dalle premesse sembra essere già un match pirotecnico e molto teso. Che le due compagni nutrano una profonda rivalità, è dato certo ma questo antagonismo sembra già essere stato sporcato dai cori beceri che i tifosi bergamaschi promettono di intonare. Promessa scritta su carta e spedita non solo ai tifosi azzurri, ma resa pubblica a tutti.

L’allenatore dell’Atalanta, Giampiero Gasperini, sembra fare non solo orecchie da mercante ma addirittura sminuisce il problema. Nella prima parte della conferenza stampa in cui ha esaltato il Napoli, affermando che: “Sta facendo bene, Ancelotti è stato molto bravo, non era facile ereditare i risultati e la squadra di Sarri. Ha cambiato molto eppure ricever gli stessi apprezzamenti.  Le motivazioni sono sempre molto più alte e forti quando incontri squadre di questo livello”. Quando si sono affrontati altri argomenti, il tecnico ha invece cambiato atteggiamento.

E proprio sull’alta probabilità di assistere a cori di matrice razzista ha detto: Il clima di Bergamo è fantastico, io penso alla partita. Tutto il resto è per sviare, si tratta di speculazioni per fare polemica”.

Che il calcio sia diventato un mondo malato, mosso da odio e agonismo perverso e dannoso è cosa ormai accertata e certificata da fatti concreti e reali. I cori beceri, gli striscioni che inneggiano a tragedie umane e disastri naturali, gli scontri, i feriti e le vittime solo perché c’è incongruenza di fede calcistica è solo una parte delle prove schiaccianti del marcio che inonda il mondo del pallone.

E un encomio al calcio malato e sporco è spuntato a Napoli, nel Rione Sanità, dove sono stati esposti degli striscioni che ribadiscono con frasi poco eleganti l’odio contro la Juventus e i juventini. Uno spazio imbrattato da una feroce antisportività, che ha inondato anche la città, è uscita fuori dal perimetro circoscritto degli stadi, rendendo tutti colpevoli di un gesto basso e puerile.

Sia ben chiaro. Che i napoletani siano da sempre vittime di cori beceri e pregiudizi vergognosi, è anche questa cosa saputa e risaputa. Offese da stadio che assumono un carattere discriminatorio così profondo che colpisce tutta la popolazione partenopea, tifosi e non, sfondando i limiti sportivi. E così l’orgoglio di una popolazione è sfregiato da offese come: “colerosi”, “lavatevi con il sapone”, “terremotati” e dulcis in fundo “Vesuvio, lavali con il fuoco”.

Nessuna attenuante per questi gruppi di pseudo-tifosi, che di calcio ed educazione non hanno mai capito niente. Gli stessi che stasera a Bergamo, nel posticipo contro il Napoli, hanno promesso che intoneranno cori vergognosi di matrice razziale solo per il gusto di farlo. Gusto perverso e insano, ribadiamo.

Quindi che i napoletani ne abbiano un po’ piene le scatole di tutta questa feccia, ci può anche stare. È ovvio, scontato e prevedibile. Ma abbassarsi ai livelli di questi malati da stadio e anzi fare di più, renderli così importanti al punto tale da farli diventare motivo principale nell’allestire una parete di odio e di offese, è una cosa gravissima. Che non rispecchia lo stile napoletano.

La Digos sta già indagando, e la pena che verrà inflitta sarà simile a quella destinata a coloro che negli stadi si rendono autori di cori beceri e offensivi. Ed è giusto così. Perché la giustizia sia uguale per tutti, senza guardare a quale colore sportivo debba essere destinata.

Non è questo il modo né per difendersi né per rispondere ai cori da stadio. “Meglio una moglie t***a, un figlio fr***o che essere juventino” o ancora “Non  l’ho uccisa perché mi tradiva ma perché ho scoperto che era juventina”, sono frasi vergognose che non colpiscono solo i tifosi bianconeri, ma invadono altri campi sociali, altri problemi e difficoltà odierne, come la violenza sulle donne e l’omofobia, sbeffeggiandoli e sminuendoli.

Se è uno scherzo è davvero di cattivo, anzi, cattivissimo gusto. Non c’è cosa peggiore e più erronea per una vittima, per un gruppo di persone offese da un modo di fare e di agire, controbattere con lo stesso modo offensivo e ignorante. Un rivalsa poco efficacia e decisamente inutile.

Foto di Lucio Girardi

Il vintage è tornato prepotentemente di moda: nell’abbigliamento, come nel cinema o nell’arredamento, assistiamo ad un ritorno agli anni ’80. Molto si basa sull’“effetto nostalgia” che attira vecchi appassionati facendo rivivere emozioni del passato. Anche la SSC Napoli ha deciso di puntare sul passato con una nuova collezione dedicata ai tifosi più grandicelli.

E’ stata infatti rilasciata la “Linea Retro” di abbigliamento. Si tratta di riproduzioni esatte di magliette e felpe usate dagli azzurri negli anni ’80. La collezione comprende quattro felpe, due maglie, rispettivamente azzurra e bianca, e due pantaloni abbinati ad esse. Otto articoli che non possono mancare nella collezione di un vero tifoso che ben ricorda questi indumenti in campo.

Essendo un’edizione limitata, anche i prezzi non sono particolarmente economici: 60 euro per le maglie, 70 per i pantaloni ed 80 per le felpe. Da oggi è possibile acquistare tutta la linea sia sul web store ufficiale della SSC Napoli, oppure su Amazon, o, ancora, nei negozi ufficiali.

Potrebbe essere un ottimo regalo di Natale per un vero tifoso… non a caso la linea è stata lanciata a dicembre.

Curva Nord Bergamo

Curva Nord BergamoLa sfida tra Napoli e Atalanta è sempre stata una delle gare più sentite del campionato. Uno scontro che spesso è andato oltre il calcio giocato. Gara contrassegnata spesso con un bollino rosso, per i possibili scontri tra tifosi.

Stavolta, a tre giorni dalla sfida, la curva nord Bergamo ha rilasciato un comunicato apparso sulla pagina Facebook sostienilacurva. Nel testo si afferma che lunedì i cori ci saranno, senza timore di una possibile chiusura della curva. Lo slogan cui si fa riferimento è “Noi non siamo napoletani”, nessuna menzione invece circa i cori sul Vesuvio ed il colera: sono in verità questi ultimi quelli davvero razzisti e fastidiosi Insomma, finché si resta nell’ambito dello sfottò (ci possono stare anche quelli un po’ sopra le righe) nulla dire, fa parte del gioco.

Questo il comunicato:

“NOI NON SIAMO NAPOLETANI!

Bergamo un’altra volta sarà il banco di prova per l’ennesimo strumento di repressione: ecco che si torna a parlare di razzismo, nello specifico di discriminazione territoriale. Qualcuno dice che dobbiamo essere più intelligenti, qualcun altro dice che non dobbiamo cadere nella trappola.

Noi rispondiamo che saremo quelli che siamo sempre stati!! Non prendiamo nemmeno in considerazione la possibilità di essere privati di una delle componenti più basilari ed elementari del calcio: gli sfottò tra tifoserie.

Non accettiamo lezioni da nessuno sull’argomento, tantomeno da gente incapace persino di organizzare campionati professionisti e da chi nel calcio Italiano ha piazzato dirigenti che hanno definito i calciatori di colore “mangia banane” e le donne calciatrici “handicappate”.

Proprio loro per l’ennesima volta vengono a infangare e parlare della parte più vera e passionale del calcio. Bergamo ha sempre schifato i cori beceri e gli ululati razzisti. Bergamo ha dimostrato di essere sempre stata una piazza matura e credibile.

A Bergamo è sempre stata una questione di campanilismo e non di razzismo: ben venga quando sentiamo Bergamasco contadino cantato a gran voce nella maggior parte degli stadi italiani! Ben vengano gli odio Bergamo!

Tutto questo vissuto sulla nostra pelle non ci ferisce, tutto questo non lo reputiamo razzismo ma anzi ci lega semplicemente di più alla nostra terra, ci rende ancor più fieri delle nostre origini. Noi non siamo Napoletani… la cosa è abbastanza evidente per tutti ma non per qualcuno!

CURVA NORD BERGAMO”

Carlo Ancelotti, tecnico del Napoli, ha commentato ai microfoni di Sky Sport la partita che si è giocata al San Paolo contro la Stella Rossa. Queste le sue parole: “Non abbiamo fatto calcoli, noi dobbiamo andare a Liverpool e cercare di fare sempre meglio, il resto sono chiacchiere. Siamo in testa al girone e si devono preoccupare anche gli altri. Non possiamo aspettare che la partita ci venga addosso, ma la dobbiamo prendere noi, evitando di essere lenti come nella parte finale di match. Il calcio è curioso: a parte il gol di Hamsik, abbiamo fatto gol anche su calcio d’angolo, quando tutti sottolineavano la mancanza di questo. Le statistiche sono fatte per essere rotte. Abbiamo dalla nostra la bella partita dell’andata. non ci sarà il pubblico, ma abbiamo molti risultati a disposizione. Il girone è difficile, equilibrato, che non poteva essere deciso una partita prima. Fino ad ora abbiamo preso vantaggio sulle altre e dobbiamo cercare di sfruttarlo. Questo girone ci ha messo alla prova e ci ha dimostrato che ce la possiamo giocare con chiunque in Europa. Il pareggio con il Chievo ci rammarica, ma sono incidenti di percorso. Dietro di noi ce ne sono ancora tante di squadre. Questa squadra mi dà molte emozioni ed era da due anni che non le provavo più: quando si hanno emozioni non si può che fare bene. Mi sento napoletano dentro”.

Marek Hamsik, capitano del Napoli, ha parlato ai microfoni di Sky Sport subito dopo la gara contro la Stella Rossa, vinta per 3-1: “Stiamo facendo un grandissimo girone, ora ci aspetta una squadra tosta: sarà un grandissimo appuntamento. Non chiedevamo a nessuno l’altro risultato, però la gente al 90′ ha iniziato ad esultare ed abbiamo pensato ad un risultato positivo, ma non è stato così. Noi abbiamo fatto il nostro e va bene così. Il gol è stato una cosa in più. Da inizio stagione ho cambiato posizione, cerco di fare il mio meglio, facendo quello che mi sta chiedendo il mister dando il massimo.Vedendola così ci dispiace per questi due risultati (pareggio a Belgrado e gol del PSG negli ultimi minuti al San Paolo), ma nessuno poteva pensare di essere primi nel girone dopo cinque partite. Tocca andare a Liverpool e giocarci tutto“.

Gli ottavi di Champions League sono un traguardo ancora tutto da raggiungere per il Napoli di Ancelotti nonostante la vittoria convincente di stasera al San Paolo. La compagine azzurra, infatti, ha battuto per 3-1, grazie alle reti di Hamsik e Mertens (2), la Stella Rossa che non è riuscita ad opporsi così come riuscì all’andata. Nell’altro match del girone finisce con un’altra vittoria casalinga, per 2-1, del Paris Saint Germain sul Liverpool (reti di Bernat, Neymar e Milner su rigore) . In virtù dei risultati maturati sui campi la classifica, ad una giornata dalla fine, recita: Napoli 9, Paris Saint Germain 8, Liverpool 6, Stella Rossa 4.

Ma quale risultato serve al Napoli per passare il girone? Ovviamente una vittoria a Liverpool proietterebbe i partenopei al prossimo turno, ma potrebbe bastare anche un pareggio (rischiando solo di perdere il primo posto se dovesse vincere il PSG). La corsa degli azzurri, in sostanza, è sui francesi che perdendo a Belgrado non creerebbero grattacapi al Napoli. Nel caso in cui, invece, i parigini dovessero pareggiare, ricordando che i serbi sono ancora in corsa per il terzo posto, e il Napoli perdere: si ritroverebbero tre squadre a 9 punti, e tutto sarebbe affidato all’analisi degli scontri diretti.

In particolare, la UEFA indica i seguenti criteri in casi di più squadre a pari punti: maggior numero di punti negli scontri diretti (classifica avulsa); miglior differenza reti negli scontri diretti; maggior numero di gol segnati negli scontri diretti; maggior numero di gol segnati fuori casa negli scontri diretti; in caso di più squadre a pari punti, se utilizzando i primi quattro criteri due squadre sono ancora pari, questi criteri vengono riutilizzati considerando i soli incontri fra queste due; miglior differenza reti generale del girone; maggior numero di gol segnati nel girone; miglior coefficiente UEFA.

Ultima ipotesi: il Napoli potrebbe perdere contro il Liverpool e qualificarsi comunque agli ottavi. La squadra di Ancelotti, infatti, passerebbe il turno anche perdendo con un gol di scarto, ma segnando almeno una rete (dal 2-1, 3-2, 4-3 e così via).

Netto vantaggio per 3-1 del Napoli sulla Stella Rossa. Dopo la rete di Hamsik, la doppietta di Mertens mette una seria ipoteca sul match, anche se i serbi hanno trovato la rete con Ben. Vince anche il Paris Saint Germain, per 2-1, contro il Liverpool: tutto succede nel primo tempo con le reti di Bernat, Neymar e Milner su rigore. Al momento la classifica del gruppo C recita: Napoli 9, Paris Saint Germain 8, Liverpool 6, Stella Rossa 4. Se i risultati non dovessero subire variazioni la squadra azzurra dovrà conquistare gli ottavi di finale in casa del Liverpool nell’ultima giornata, mentre i parigini saranno ospitati dai serbi.

La prima rete dei partenopei è arrivata all’11’ su sviluppi di calcio d’angolo: Mertens va alla battuta, Maksimovic spizza e sul secondo palo arriva Hamsik che, puntuale, non sbaglia il tap-in vincente, per il primo gol stagionale in Europa. Il raddoppio di Mertens, invece, arriva con gli azzurri che colgono di sorpresa la difesa serba con un bel cross di Ruiz che pesca il belga solo in area di rigore. Nella ripresa lo stesso Mertens firma la sua doppietta personale con un destro, su assist al bacio di Hamsik, che non lascia scampo a Borjan. La Stella Rossa, però, ha un sussulto d’orgoglio e dopo pochi minuti trova il gol del 3-1 con Ben.

Il vantaggio parigino è arrivato al 14′ con Bernat: passaggio filtrante di Verratti per Mbappé che crossa dalla sinistra trovando la respinta di Van Dijk che favorisce il gol. Il 2-0 dei padroni di casa porta, invece, la firma di Neymar: il brasiliano approfitta della respinta di Allison su tiro di Cavani. Negli ultimi istanti della prima frazione, però, gli inglesi trovano il gol che riaccende le speranze (anche del Napoli) su rigore concesso per fallo di Di Maria su Manè: sul dischetto va Milner che non sbaglia e spiazza Buffon.

Napoli e Stella Rossa saranno avversarie in campo questa sera, ma fuori dal rettangolo verde i rapporti sono sempre stati amichevoli. Un vero e proprio gemellaggio che, ovviamente, vede protagonisti i tifosi, ma anche i diplomatici delle due città. Partendo dai tifosi, in circa 2,5mila affolleranno il settore ospiti, ma in tanti si assieperanno anche in Curva B. Per quanto riguarda, invece, i diplomatici, Alessandra Clemente, in rappresentanza del Comune di Napoli, ha accolto in città la delegazione del team serbo e il corpo diplomatico in Italia. La stessa Clemente, nel 2017, aveva già accolto i diplomatici serbi, aprendo così la strada ad una serie di iniziative amichevoli che hanno “avvicinato” Napoli a Belgrado, per la gioia tra gli altri del console a Napoli Marcello Lala.

Però, il gemellaggio instaurato tra i tifosi non tiene, comunque, del tutto tranquille le forze di Polizia che temono “colpi di testa” da parte di alcuni ultranazionalisti serbi. Pertanto, saranno più fitti i controlli, in vari punti del quartiere Fuorigrotta. Un eccesso di prudenza? Speriamo di sì. Anche perché quella di stasera è destinata ad essere una festa sugli spalti, con i tifosi della Stella Rossa che sono pronti per la loro prima trasferta in Champions League, dopo 26 anni.

 

 

Foto di repertorio

I cori razzisti contro i napoletani prodotti dai tifosi di Juventus, Udinese e Roma, nello scorso turno di campionato, sono stati puniti soltanto con delle ammende. Lascia perplessi la decisione del giudice sportivo Gerardo Mastandrea che, invece di chiudere le curve incriminate, ha solo comminato una serie di multe. La decisione è giustificata dal fatto che al giudice sia pervenuta la segnalazione per “un solo coro insultante di matrice territoriale“, come riporta un comunicato della Lega di Serie A. La chiusura delle curve, invece, scatta nel momento in cui i cori sono ripetuti e numerosi.

Proprio il numero dei cori, quindi, sembra la discriminante che ha portato il giudice a graziare le tifoserie citate, tra l’altro anche recidive. Davanti a tutto ciò sorge una domanda: ma un solo coro razzista non è grave quanto una serie di cori? Eppure, i napoletani si aspettavano altro, soprattutto dopo le dure parole di condanna, che Gabriele Gravina, presidente Figc, ha pronunciato contro i cori discriminatori: “Ci sarà l’esatta applicazione di quanto prevedono le norme. Ho parlato con il presidente Aia Nicchi e il designatore di A Rizzoli invitandoli all’applicazione rigida del protocollo previsto. Le norme sono chiare: c’è il primo annuncio, nel secondo si riuniscono le squadre a centrocampo. Se si continua si va nello spogliatoio e poi si annuncia la sospensione“.