Calcio Napoli

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Fabian Ruiz è arrivato al Napoli in estate dal Betis, dimostrandosi all’altezza della sua fama quando Ancelotti lo ha chiamato in causa. Autore già di tre reti, il centrocampista azzurro si è subito legato alla città partenopea, cosa che ha ribadito anche in un’intervista al Correo Andalucia: “Sono molto felice. La gente ti tratta come se fossi della loro famiglia, fin dal primo giorno. Mi hanno accolto molto bene e le cose stanno andando bene“.

Parole al miele, quelle del classe ’96, arrivate dopo la premiazione come ‘Giovane del 2018’ nella sua città, Los Palacios. Un‘integrazione in squadra non traumatica per Ruiz che ha subito trovato il supporto degli “spagnoli, come Albiol, Callejon“, ma anche un’immediata intesa con “Mertens, con il quale ho un buon feeling e ho passato un sacco tempo“. Napoli secondo in classifica, a – 9 dalla Juventus. Davanti ai numeri il centrocampista è realista ed ammette “che la Juve ha un grande potenziale“, ma è vietato arrendersi: “ci proveremo, daremo tutto, anche se è difficile“.

Poi ha dichiarato: “Il premio non è solo mio, ma di tutte le persone che mi hanno aiutato ad arrivare dove sono adesso. La mia famiglia, i miei amici, i miei colleghi e i miei ex compagni: da tutti ho imparato qualcosa. Questo premio è anche di mia madre, che ha lavorato tanto anche per me. Continuerò a lavorare sempre di più per migliorarmi e raggiungere i miei obiettivi“.

Sale a 23 il numero dei napoletani finiti nel registro degli indagati per la morte dell’ultrà Daniele Belardinelli. Proseguono gli interrogatori e le indagini sui fatti del 26 dicembre scorso, quando durante il pre partita di Inter-Napoli ci sono stati violenti scontri tra le due tifoserie.

Al momento, sono 23 i napoletani indagati per omicidio volontario e rissa aggravata. Si tratta di un atto dovuto, al fine di permettere agli inquirenti di svolgere tutti gli accertamenti del caso. Nel frattempo, è stata identificata una seconda auto a Napoli. Potrebbe essere stata coinvolta negli scontri di Santo Stefano. Ma è da verificare se le ammaccature rinvenute sul veicolo sono compatibili con l’investimento.

Giuseppe Pecoraro

Giuseppe PecoraroGiuseppe Pecoraro, ex prefetto e attuale procuratore della Federcalcio ha espresso quella che sarà la nuova e durissima linea che gli addetti del calcio dovranno seguire in caso di cori razzisti o di odio territoriale. Troppi sono stati in questa prima metà di anno calcistico, gli episodi vergognosi e beceri che hanno sporcato il mondo del calcio e che umiliano l’Italia agli occhi dell’Europa.

Per tale motivo, come ha detto a Il Mattino, non ci sarà più comprensione né tolleranza verso coloro protagonisti e autori di questi episodi:Se agli ispettori della procura viene affidato l’incarico di fermare le partite in caso di cori, lo faranno. Noi siamo pronti già dalla prossima giornata di campionato. Che sia il delegato della procura della Figc o il responsabile dell’ordine pubblico, poco importa. Quel che conta è che se si dovessero ripetere le scene di Inter- Napoli, ci sia chi prende delle decisioni. Perchè il calcio non può essere ostaggio di poche centinaia di tifosi”.

Infatti durante la gara di campionato di Inter- Napoli è mancato proprio una personalità capace o addetta a prendere una severa e incisiva decisione, problema che Pecoraro promette di risolvere: Gravina dice che gli arbitri non possono occuparsi anche di interrompere la partita. Va bene così. Ora la proposta arriverà al consiglio della Figc, e se ratificata saremo pronti: chi sta fuori al terreno di gioco ha una percezione che chi sta dentro non ha. Quel che conta ora è avere delle regole e rispettarle. Prima l’ispettore federale segnalava all’arbitro i cori e basta. Ora potrebbe avere un ruolo ben diverso e cioè quello di dire stop“.

Matteo Salvini

Matteo SalviniMatteo Salvini è intervenuto al termine del vertice sulla violenza negli stadi tenutosi presso la Scuola Superiore di Polizia. Il ministro dell’Interno ha rilasciato molte dichiarazioni, ecco le più importanti.

Sul fenomeno in generale: “E’ chiaro che nel 2018 non si può morire di calcio, anche se l’uso dei coltelli c’entrano poco con il calcio. Fortunatamente, i numeri dei morti, dei feriti e degli arrestati sono in calo e dicono che il calcio è uno sport sempre più sano. Anche i Daspo sono in diminuzione, adesso sono 6500. Ogni settimana si muovono 12 milioni di persone e 6mila sono i teppisti. Non bisogna quindi confondere i tifosi con questi delinquenti. L’obiettivo del tavolo di oggi è di eliminare la violenza, dentro e fuori gli stadi, e useremo ogni mezzo per riuscirci. Il calcio è emozione, gioia, passione ed educazione. È un’opportunità per migliaia  di ragazzini di provincia”.

Sulla possibilità di lasciare il campo dopo i cori razzisti proposta da Ancelotti: “Spero non si ripetano episodi simili. Non confondiamo il razzismo che va condannato con il bello del calcio che è anche rivalità di quartiere. Chiudere gli stadi o sospendere le partite è una sconfitta del calcio”.

Sull’assenza dei rappresentanti delle curve: “Per me è un vantaggio conoscere il tema della curva, da quando avevo 15 anni che ci vado. Ho incontrato anche alcuni delinquenti ma chi va allo stadio per spacciare o fare scommesse clandestine non è mio interlocutore. Sono convinto che la risoluzione del problema passi attraverso la responsabilizzazione dei tifosi, di quelli che hanno intenzione di collaborare”.

Sulle forza dell’ordine? “Il numero degli agenti impiegati è notevole e ci piacerebbe che il costo fosse condiviso dal mondo del calcio. Vogliamo tornare a riorganizzare la trasferte collettive. Sono più facilmente controllabili mille tifosi su un treno che cento macchine che entrano in città. Bisogna responsabilizzare i tifosi e fare capire loro che chi sbaglia paga. Chi sbaglia da tesserato deve pagare il doppio, gli allenatori e i giocatori hanno più responsabilità. L’errore è mettere tutti sullo stesso piano. È molto scivoloso il tema della sospensione delle partite in caso di cori, rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti. D’accordo a non sospendere Inter-Napoli, ci sarebbero stati tanti problemi fuori. Lavoriamo per gli stadi di proprietà con camere di sicurezza, che permettono di individuare subito i colpevoli. Come in altri paesi gli steward devono avere più potere”. 

Foto di Montebello Calcio USD, Facebook

Inter-Napoli non ha insegnato niente. L’odio che pervade il calcio continua a imperversare sul tappeto verde, dai campetti di periferia a quelli di Serie A. E a quanto pare, nessuno ne è indenne. In primis gli adulti, che danno il pessimo esempio, ma anche i ragazzini non sono da meno.

Dopo gli Under 15 della Juve, un altro triste episodio è avvenuto tra giovanissimi, stavolta in provincia di Vicenza. Teatro dei fatti, Marola di Torri di Quartesolo, frazione del comune di Marola, dove si è disputata la gara di Prima Categoria Veneta tra Prix Marola e Montebello. La partita si è disputata ieri, 6 gennaio, ed è terminata 4-1 per il Montebello.

Durante il match si sono ascoltati ripetutamente cori razzisti e insulti verso i meridionali, fino al fischio finale. Anche alcuni bambini presenti sugli spalti del campo sportivo si sarebbero aggiunti ai cori di scherno contro i napoletani.

L’arbitro, scrive Il Corriere del Veneto, ha annotato tutto nel referto e c’è da capire il giudice sportivo quale provvedimento adotterà per un caso del genere. Va appurato, inoltre chi abbia iniziato ad intonare i cori.

“Al di là di tutto non ha alcun senso quello che è accaduto – ha spiegato nel dopo gara l’allenatore del Prix Marola Luigi Zuccon al quotidiano Il Giornale di Vicenza – in un campo di calcio dove ci sono al massimo 150 persone l’educazione o ce l’hai o no. Ci è parso che i cori venissero dall’altra tifoseria, anche se un cretino resta tale a dispetto del comune di provenienza”.

La società del Montebello, intanto, annuncia azioni legali.

Gli scontri prima di Inter-Napoli e la morte dell’ultras interista hanno riacceso un duro dibattito sull’opportunità, o meno, da parte dell’arbitro, di sospendere le gare in caso di cori razzisti. La discussione è accesa ed è oggetto, quest’oggi, di un tavolo tecnico convocato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

A quest’ultimo prenderà parte, ovviamente, anche il presidente della Figc, Gabriele Gravina, che al termine dell’incontro preliminare con le componenti federali si è espresso così:

Possibilità per gli arbitri di sospendere le gare in caso di cori razzisti? L’arbitro non ha nessuna discrezione, esiste un provvedimento chiaro: l’arbitro non è in grado di poter valutare i rischi collegati a una sospensione di una gara come impatto sul mantenimento dell’ordine pubblico. È qualcosa che va avanti da più di quindici anni ed è una discussione che puntualmente si ripresenta. E il ministero ha sempre detto che è di sua competenza”.

Vi aggiorneremo sulla questione al termine del tavolo tecnico.

Biglietti Napoli-Milan

Biglietti Napoli-MilanLa SSC Napoli concede ai suoi tifosi di acquistare due biglietti per le prossime due gare casalinghe degli azzurri ad un prezzo speciale. La promozione è valida solo se si acquisteranno i biglietti contestualmente, nello stesso settore e per lo stesso utilizzatore, sia per l’evento Napoli – Lazio di campionato, che per l’evento Napoli – Sassuolo di Coppa Italia, presso i punti vendita abituali del circuito Ticketone. E grazie a questa iniziative “Promo Ticket” sarà possibile acquistare il biglietto per la gara di Coppa Italia Napoli – Sassuolo ad una tariffa speciale. I biglietti sono in vendita da oggi 7 gennaio.

I prezzi di Napoli vs Sassuolo per chi usufruisce della “Promo Ticket”(solo per coloro che acquisteranno contestualmente un biglietto per la gara di campionato Napoli vs Lazio):
Tribuna Posillipo € 8,00
Tribuna Nisida € 6,00
Distinti € 5,00
Curve   € 3,00.
Chi invece è interessato al solo evento di Napoli- Sassuolo e quindi senza usufruire della promozione questi sono i prezzi:
Tribuna Posillipo € 35,00
Tribuna Nisida € 25,00
Tribuna Family € 10,00 (adulto)/ € 5,00 (under 12)
Distinti € 18,00
Curve  € 12,00.
Invece i prezzi per la gara Napoli- Lazio sono i seguenti:
Tribuna Posillipo € 85,00
Tribuna Nisida € 65,00
Tribuna Family € 10,00 (adulto)/ € 5,00 (under 12)
Distinti € 38,00
Curve € 25,00.

Mazzoleni

MazzoleniIl calcio è il gioco più bello del mondo ma anche il più pericoloso e spesso ingiusto. Ovviamente quando parliamo di “pericolosità” ci riferiamo allo scempio che siamo abituati ad assistere da anni: scontri, feriti, agguati e morti. Pseudi tifosi che costantemente spargono sangue innocente all’esterno dello stadio e ultimo ma non isolato esempio è quello che avvenuto a Milano nel pre- gara di Inter- Napoli.

Invece nel concetto di “ingiusto” possiamo incorporare due casi particolari: i cori razzisti e territoriali e le discutibili decisioni arbitrali. Il primo caso, di una gravità umana imbarazzante, è una piaga estesa e profonda, perverso baluardo di attacco e difesa di gruppi di tifosi che confondono gli sfottò da stadio con offese pesanti e umilianti. Un problema che sembra, all’alba del 2019, ancora irrisolvibile. Il secondo caso invece, quando si palesa offende il mondo del calcio, chi lo ama e lo segue con passione, abbassandolo da una farsa da quattro soldi.

Un atteggiamento arbitrale discutibile che si è cercato di limitare e contenere attrezzando gli stadi con le più sensibili e precise tecnologie, così da intervenire sulle decisioni a caldo e frettolose, rivedendo l’azione “in moviola”. Ma sembra che la tanto amata e critica VAR è servita a ben poco e ancora peggio il protocollo che dovrebbe elencare i casi in cui necessariamente bisogna ricorrere a questa tecnologia, sembra essere ancora più a discrezionalità dell’arbitro che regola fissa.

E a confermare la nostra tesi è proprio un esperto, che sui campi di calcio c’è stato: l’ex arbitro Luca Marelli, che nel suo blog personale, valutando nel dettaglio alcune partite critiche delle prime sei in classifica è giunto ad una reale conclusione: gli errori arbitrali ci sono stati. Ed inevitabilmente la classifica è stata artificiosamente condizionata.

Dal suo blog si legge che le sviste arbitrali sono state in totale 21. E di queste 9 solo a vantaggio della Juventus e cioè il 43% del totale. Queste stesse sviste hanno favorito la Juventus in ben 7 casi.

E per il Napoli? Il Napoli invece ha scontato tutti i suoi errori e anche quelli…degli altri. Infatti secondo Marelli, gli azzurri non hanno mai “ricevuto regali” dalle sviste arbitrali. Anzi, in onor del vero, l’ex arbitro specifica che il Napoli è stato protagonista di un solo favore, e cioè il negato rigore all’Inter nella partite del 26 dicembre.

In particolare quattro partite sono state compromesse dalle decisioni sbagliate degli arbitri, soprattutto sulle decisioni prese in merito ai calci di rigore da assegnare o meno:

Fiorentina-Roma (1-1): con un rigore dubbio assegnato alla Fiorentina.

Napoli-Chievo (0-0): in cui sono stati negati agli azzurri due calci di rigore per due falli commessi ai danni di Zielinski e Callejon.

Torino-Juventus (0-1): in questa partita è stato negato un rigore ai granata.

Juventus-Sampdoria (2-1): partita vinta dai bianconeri grazie ad un rigore concesso alla Juventus, molto dubbio e per  un goal annullato alla Sampdoria per eccesso di zelo.

Insomma se le tesi di Marelli fossero esatte, l’attuale classifica di Serie A sarebbe decisamente artefatta e non veritiera.

Potrebbero finire nel registro degli indagati altri 4 napoletani in merito agli scontri del 26 dicembre scorso che hanno portato alla morte di Daniele Berardinelli. Ieri, vi avevamo riportato la notizia delle indagini su un napoletano di 25 anni. Si tratta, per il momento, di omicidio volontario. Ma a finire nei guai, ci sarebbero anche le persone a bordo dell’auto che avrebbe investito ed ucciso l’ultrà.

Si parla di 3 amici, poco più che ventenni, e di un ragazzo di 16 anni, anche lui coinvolto nell’inchiesta. Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, sarebbero già stati sentiti della Digos: avrebbero prima negato, e poi confermato, la loro presenza a Milano il 26 dicembre scorso. Questa mattina alle 9 sono stati convocati a Napoli dove ci sono i pubblici ministeri milanesi. Anche loro, potrebbero ricevere un avviso di garanzia per omicidio.

Tanta paura per Diego Maradona. L’argentino è stato ricoverato, ieri, in una clinica nella periferia nord di Buenos Aires. L’ex Napoli, durante un controllo medico, ha avuto un sanguinamento gastrico. Quindi, per precauzione, è stato ricoverato in clinica. Fortunatamente, Maradona sta bene, ed è lui stesso ad annunciarlo sui social.

Voglio ringraziarvi per i messaggi di incoraggiamento. Mi dispiace che vi siate preoccupati senza motivo. Voglio dirvi che non è successo niente – spiega Diego – che sto bene. E che oggi mi prendo cura per i miei nipoti Benja, Dieguito Mattia, e mio figlio Diego Fernando. Vi mando un bacio a tutti!“.

Attualmente Maradona è l’allenatore del Dorados, squadra della Serie B messicana. Proprio nelle scorse ore, era circolata la notizia della sua “scomparsa”. Notizia, poi, smentita dal suo avvocato, il quale ha assicurato che l’argentino continuerà ad allenare in Messico.

scontri inter-napoliÈ un susseguirsi di nuove informazioni che trapelano dalle indagini sui fatti che hanno interessato la partita Inter-Napoli del 26 dicembre scorso, quando è morto di Daniele Belardinelli, investito da un’automobile durante gli scontri tra tifoserie. Dopo il sequestro dell’auto che avrebbe investito il tifoso, e l’accentramento delle indagini nei confronti di un giovane napoletano con l’ipotesi che fosse al volante della vettura che avrebbe investito il tifoso, arrivano nuovi aggiornamenti sulla vicenda.

Come riportato dal Corriere della Sera, pare che il tifoso alla guida dell’auto, una station wagon scura, (non ancora chiare le notizie riguardanti il modello: Volvo o Audi) avrebbe tentato di cancellare le prove.

Si legge infatti: “Ha tentato di cancellare le tracce di sangue rimaste sull’auto e ha negato di aver travolto Daniele Belardinelli. Non è servito: gli investigatori avevano già chiuso il cerchio intorno a lui grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza e alle testimonianze di chi aveva visto tutto. Ha un volto e un nome l’ultrà napoletano che era alla guida dell’auto che durante gli scontri prima della partita Inter-Napoli di Santo Stefano è passata sul corpo del tifoso 39enne, poi morto in ospedale. Per lui si profila l’accusa pesantissima di omicidio volontario”.

Inter-napoliDalle prime ricostruzioni della polizia, sugli scontri avvenuti all’esterno dello stadio Meazza di Milano il 26 dicembre scorso, in occasione della partita Inter-Napoli che ha visto la morte di Daniele Belardinelli, sembrerebbe che alla guida dell’Audi station wagon di colore nera che ha investito Belardinelli ci fosse un ventenne incensurato della zona di Salvator Rosa, tifoso della Curva A, accanito sostenitore del Napoli al San Paolo e in trasferta. 

Era lui, secondo la polizia, alla guida dell’auto intestata in leasing al padre, sequestrata, dalla Digos di Napoli. Belardinelli potrebbe essere stato investito da più auto. Una delle macchine che si trovava sul luogo dell’incidente sarebbe l’Audi nera il cui sequestro è stato firmato dai pm di Milano, Rosaria Stagnaro e Michela Boldieri.

Come riporta Repubblica.it, il giovane durante l’interrogatorio avrebbe negato di essere stato a Milano il 26 dicembre, ma la sua versione è stata smentita da alcune testimonianze. Un lavoro accurato quello svolto dalla Digos di Milano, che per risalire al veicolo sospetto ha intrecciato immagini e video recuperati sui social e su internet, oltre alle dichiarazioni dei tifosi presenti agli scontri. Si cercano almeno altre quattro auto, che si trovavano in via Novara quella sera. Anche queste sarebbero partite da Napoli. 

Le immagini a disposizione degli investigatori, però, non sono chiarissime e non permetterebbero di individuare con precisione l’auto o le auto che hanno travolto e schiacciato Belardinelli che, secondo la testimonianza del capo dei Boys dell’Inter Marco Piovella (arrestato perché sospettato di aver organizzato l’agguato ai napoletani), era già a terra quando “Un’auto lentamente gli passava sopra”. L’auto sequestrata non presenta ammaccature, quindi dovrà essere sottoposta a una perizia, per tentare di trovare eventuali tracce ematiche. Altre informazioni per avere un quadro completo della vicenda potrebbero arrivare dalle testimonianze degli ultras del Napoli e dell’Inter ascoltati in questi giorni. 

Nelle prossime ore, accompagnato dall’avvocato Emilio Coppola, presso la questura di Napoli si recherà il tifoso autore dell’audio choc sugli incidenti di Milano diffuso da Radio Marte e Canale 21: “Mamma mia cosa è successo! Sono usciti duecento di loro, li abbiamo secutati malamente, li abbiamo schiattati. Un macello. È arrivata anche la paranza dei Baroni che stava dietro di noi. Con onore ci siamo fatti valere. Abbiamo usato bidoni e bottiglie di vetro. Sette, otto di loro con le facce tagliate. Cinque o sei li abbiamo lasciati a terra. Hanno chiesto loro tregua. Dopo che hanno preso il compagno loro morto per terra li abbiamo attaccati un’altra volta. Li abbiamo uccisi questi cani da pecora” – dice il tifoso ad un amico.

L’avvocato Coppola tiene a precisare: “Il mio assistito non è indagato, ha deciso di presentarsi in questura per rendere spontanee dichiarazioni sull’audio. In passato è stato colpito da Daspo ma è sempre stato assolto nei procedimenti ed è incensurato”. Al momento ci sarebbero 20 indagati tra i supporter dell’Inter, ma accertamenti sarebbero in corso su almeno 80 nerazzurri e 70 napoletani.

Continuano le indagini investigative per fare chiarezza sulla dinamica degli scontri tra ultras verificatisi nel prepartita di Inter-Napoli, che hanno portato alla morte di un tifoso interista. Gli inquirenti hanno già raccolto diverse testimonianza spontanee e non, che hanno portato all’arresto di colui che sarebbe stato l’ideatore, la mente dell’agguato contro i napoletani: Marco Piovella. Ma l’indagato nell’interrogatorio avvenuto ieri si è limitato a dare la sua personale versione dei fatti sull’incidente che ha portato alla morte l’ultrà interista, in quanto testimone oculare del fatto.

Ovviamente gli inquirenti stanno seguendo altre piste e grazie alla ricognizione di alcune immagini di sorveglianza hanno individuato un’Audi station wagon che il 26 dicembre era presente a Via Novara a Milano. L’auto è stata sequestrata e si trova a Napoli e apparterebbe al padre di un tifoso napoletano, al quale è intestata in leasing. 

Oltre alla macchina sequestrata a Napoli, grazie anche alla collaborazione della Digos di Napoli con la Procura milanese, sono state poste sotto sequestro altre due autovetture. Bisogna ora accertare se queste auto siano implicate nell’uccisione per investimento del tifoso Daniele Belardinelli.

Ha parlato Marco Piovella, capo ultrà della curva dell’Inter. Lo ha fatto quest’oggi, in Questura, davanti al Gip Guido Salvini, spiegando la dinamica della morte di Daniele Belardinelli. L’indagato, arrestato due giorni fa per gli scontri prima di Inter-Napoli, ha ribadito la sua versione: Belardinelli è morto perché investito da una vettura, avvalorando anche l’ipotesi che l’ultrà varesino possa essere stato investito anche da una prima auto.

L’interrogatorio, al palazzo di giustizia di Milano, è durato quasi 3 ore. Piovella, secondo quanto fatto sapere dal suo legale, l’avvocato Mirko Perlino, si sarebbe limitato a chiarire le dinamiche dell’incidente che ha causato il decesso di Belardinelli. E’ indagato per lesioni e rissa aggravata dal fatto che dagli scontri è scaturita la morte di Belardinelli. Sul fronte delle indagini prosegue anche la caccia all’auto scura, forse un’Audi, che ha investito senza fermarsi il corpo dell’ultrà già a terra, come ha riferito lo stesso Piovella, testimone oculare di una parte dell’accaduto.

Inter-Napoli è e resterà una di quelle partite che non dimenticheremo per un po’ di tempo. E di certo non per il risultato finale a sfavore degli azzurri, ma per gli scontri tragici avvenuti nel pre-gara che hanno portato alla morte di un tifoso interista.

Facendo una ricostruzione veloce, gli scontri sono avvenuti lontano dallo stadio, a circa due chilometri di distanza dal Meazza. Dalle testimonianze raccolte in questi giorni e dalle indagini ancora in corso, ma che stanno cominciando a fare chiarezza sulla dinamica, il tutto era stato pianificato dagli ultras di casa neroazzurri. Un agguato ai danni dei napoletani premeditato, che ha coinvolto più di 100 interisti agguerriti e armati di mazze e bastoni. Ed è proprio nel pieno della guerriglia, a poche ore dall’inizio del match, che il tifoso interista Daniele Belardinelli trova la morte, schiacciato e investito da una macchina scura.

A quanto confermato da uno degli adepti affiliati a gruppi di tifo interista organizzato, la mente che ha partorito l’agguato premeditato è proprio quella del capo ultras Marco Piovella, personalità di spicco e carismatica tra i tifosi interisti, soprannominato “il rosso” e leader della Curva Nord, oltre che responsabile delle coreografie da diversi anni. Imprenditore nel settore dell’architettura della luce, Marco Piovella si è laureato al Politecnico di Milano. Così conduceva due vite: una da imprenditore, l’altra da leader degli ultras.

Quindi, secondo la testimonianza spontanea di un ultras interista, è stato Piovella a muovere e organizzare circa 120 tifosi, armandoli di bastoni e oggetti contundenti, che hanno aspettato i pullman dei napoletani con l’unico obiettivo di aggredirli e ferirli.

Per tale motivo l’uomo è stato fermato e accusato di lesioni e rissa aggravata per il fatto che dagli scontri è scaturita la morte di Daniele Belardinelli e sono stati feriti a colpi d’arma da taglio quattro supporter del Napoli. Ma per il momento, nell’ordinanza di custodia cautelare non è contestato l’omicidio.

Al termine della gara al San Paolo, l’allenatore del Bologna, Filippo Inzaghi ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky:

“Grande rammarico abbiamo fatto una bella gara. Il Bologna ha giocato a viso aperto, ha dimostrato di essere una squadra vera, purtroppo il risultato non ci ha dato ragione. Ma questa è la squadra che mi piace, questi sono i giocatori che voglio vedere. Venivamo da un’annata difficile, ma la squadra sta crescendo. Dobbiamo ripartire da stasera perchè siamo capaci di essere pericolosi. Oggi abbiamo tenuto testa al Napoli. Orgoglioso di questa squadra”

Carlo Ancelotti Napoli intervista sky

Carlo Ancelotti Napoli intervista skyAl termine della gara contro il Bologna, il mister azzurro Carlo Ancelotti ha rilasciato alcune dichiarazione ai microfoni di Sky:

“Turnover? Io ho trovato un bell? ambiente, il gruppo è sano, i giocatori sono modesti e umili e il mio lavoro è molto agevolato. Abbiamo cambiato qualcosa rispetto all’anno scorso ma la squadra si è adattata e va a migliorare. Ho un buon gruppo anche abbastanza formato come Callejon, Insigne mentre un altro che è buono ma deve migliorare sul potenziale come Verdi o Milik, dato che è stato due anni fuori. Mercato di Gennaio? La gestione di più di venti giocatori è già difficile, già ho ventuno giocatori, allora non viene nessuno e non parte nessuno. Oggi il Bologna ci ha creato qualche problema, hanno giocato con maggiore lucidità. Sulla sospensione della gara a San Siro? Noi non abbiamo chisto la sospensione della partita ma solo un’ interruzione temporanea della gara”.

Come già annunciato, il San Paolo è diventato Koulibaly. Tutto lo stadio dipinto di nero, tutti i tifosi sugli spalti hanno palesato il loro infinito appoggio al giocatore vittima di razzismo, indossando una maschera del suo volto e del suo stesso colore. Un colore che troppo spesso diventa motivo di offesa per una manciata di idioti e che causa dolore a chi si sente travolto da questa insana ondata di razzismo che offende lo sport e il calcio.

Dopo gli episodi registrati a Milano, durante Inter- Napoli, tutti si sono mossi in sostegno del giocatore franco-senegalese. Giocatori, attori, cantanti, esponenti del calcio e non, hanno da subito sostenuto Kalidou Koulibaly, con messaggi e dichiarazioni d’ affetto e di supporto. Un’ ondata di solidarietà che ha dimostrato quanto il razzismo appartiene a pochi imbecilli, ma che fanno ancora troppo rumore.

Per questo motivo il San Paolo, ai buu del Meazza ha risposto con un gesto d’amore, indossando le “maschere di Koulibaly”, e tappezzando lo stadio di messaggi d’amore e di sostegno verso il giocatore. Perchè contro il razzismo bisogna essere uniti per combatterlo e quindi oggi e ogni volta che ci saranno questi sporchi episodi, tutti “siamo e saremo Koulibaly”.

Stasera in campo non ci sarà Kalidou Koulibaly, squalificato per due turni a causa della doppia ammonizione rimediata al Meazza contro l’Inter. Un’ espulsione in cui ha inciso la rabbia e il dolore dovuti ai tantissimi buu razzisti del pubblico di San Siro. Cori razzisti che hanno offeso non solo il giocatore ma tutti coloro sensibili a questa tematica. Il razzismo va combattuto da tutti e in maniera tanto forte quanto le parole offensive di questi imbecilli che sporcano questo sport meraviglioso.

A differenza di quanto tutti pensavamo, i giocatori del Napoli non hanno indossato la “maschera di Koulibaly” che invece tutti indossano allo stadio. Ordine di Ancelotti, per evitare di mettere tensione alla partita e mantenere gli animi calmi. Ma Ghoulam ha deciso di scendere in campo con la maglia dell’amico Kuolibaly.

Un piccolo gesto che vale quando il “motto anti-razzismo” di questi ultimi giorni:

“Noi siamo Koulibaly”

Carlo Ancelotti
Carlo Ancelotti
Foto: pagina Facebook SSC Napoli

Con la Juventus che dopo la vittoria in casa contro la Sampdoria vola a +12, Ancelotti ha il dovere di schierare i migliori in campo ed evitare un altro scivolone, dopo quello contro l’ Inter al Meazza. Una partita che ha snellito la panchina azzurra, privandola di Insigne e Koulibaly, squalificati per due turni e costretti a saltare la sfida di oggi e quella contro la Lazio del 20 gennaio. Per tale motivo contro il Bologna in casa, il Napoli ha il dovere di vincere, sia per accorciare il gap dalla capolista e sia per metabolizzare con un successo, l’amarezza di una sfida a Milano, compromessa anche dai cori razzisti e anti-napoletani che ha reso l’impresa azzurra più difficile. Ma bisogna accantonare tutto, e rialzare la testa contro l’abbordabile Bologna.

Le formazioni ufficiali

NAPOLI (4-4-2): Meret; Malcuit, Albiol, Maksimovic, Ghoulam; Callejon, Allan, Zielinski, Verdi; Milik, Mertens.

BOLOGNA (3-5-2): Skorupski; Calabresi, Danilo, Helander; Mattiello, Poli, Nagy, Svanberg, Dijks; Santander, Palacio.