Anna uccisa dall’ex, il titolare: “Era calmo sul divano, poi l’ha seguita in camerino”

Pontecagnano – A pochi giorni dalla tragedia che ha spezzato la vita di Anna Borsa e portato all’arresto del suo ex, Alfredo Erra, emergono nuovi dettagli sulla dinamica della vicenda grazie alla testimonianza di Salvatore, il titolare del salone di bellezza dove la ragazza lavorava.

Anna Borsa, la testimonianza del titolare del salone

Stando a quanto raccontano amici e colleghe di Anna, Alfredo, arrestato con l’accusa di omicidio, non riusciva ad accettare la fine di quella relazione. Per questo motivo avrebbe perseguitato e minacciato ripetutamente l’ex compagna che, ormai, viveva nel terrore ma non riusciva a trovare il coraggio per denunciarlo.

Quella tragica mattina, all’interno del negozio dove Anna ha perso la vita, c’era Salvatore, suo titolare ed amico che, alla giornalista Monica Scozzafava de ‘Il Corriere del Mezzogiorno’, ha raccontato: “Ho visto Anna terrorizzata, ho visto lui che l’ha uccisa. E ancora lui che da terra ha sparato altri tre colpi, ferendo un altro amico che era con me per difenderla. Cosa posso aggiungere? Che sono distrutto? Che non mi riprenderò mai più? La sensazione che provo ora, oltre al dolore immenso, è di grande impotenza”.

“Anna era una sorella, un’amica, una confidente. Ci siamo sempre detti tutto e purtroppo so che quel mostro la stava ossessionando da qualche settimana. Un mostro, non ci sono altre parole per definire Alfredo. La freddezza, la calma con la quale parlava con me e con lei pochi istanti prima di tirare fuori la pistola e sparare resteranno nella mia mente per sempre” – ha continuato.

Come spiegato da una collega di Anna che si trovava nel salone quel giorno, Alfredo sembrava non mostrare alcuna forma di agitazione. Una sensazione confermata anche da Salvatore: “Era tranquillo, seduto sul divano rosso del mio negozio. Ha sorriso e ha detto ‘sto partendo, sono qui soltanto per salutarvi'”.

“Gli ho chiesto di uscire perché stavamo lavorando. Si è rivolto ad Anna e le ha chiesto per l’ennesima volta se vedeva un’altra persona. Stranamente ha mantenuto la calma, gli ha detto di no e che ne avrebbero riparlato dopo il lavoro. Poi è andata nel camerino, lui l’ha seguita. E’ stato un attimo. Le ha sparato un colpo alla testa e poi ha puntato la pistola verso di sé. Un altro colpo ed è finito per terra”.

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Così, accompagnato da un amico, dopo aver fatto uscire le clienti dal salone, si è recato in quella stanza dove Alfredo, da terra, avrebbe sparato altri tre colpi per poi darsi alla fuga. Soltanto ore dopo è stato raggiunto dalle forze dell’ordine che lo hanno arrestato. Nonostante il tentato suicidio, risulta essere soltanto ferito.

“Nell’ultima settimana l’aveva messa in croce. La chiamava anche di notte e se non rispondeva andava sotto casa. La pedinava, le mandava messaggi. Anna aveva paura ma non immaginava che potesse arrivare a tanto. La sera prima del delitto l’ha torturata su whatsapp – ha concluso.

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