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La Cartiera

La CartieraUn bambino di 5 anni è rimasto mutilato nella serata del 10 settembre al centro commerciale ‘La Cartiera’ di Pompei.  Il piccolo, a ciò che viene raccontato dai genitori a seguito dell’incidente, voleva gettare qualcosa in un cestino dei rifiuti o forse per prendere un oggetto che aveva attirato la sua attenzione, visto all’interno del cestino stesso. Nel gesto di infilare la mano all’interno del cestino sarebbe rimasto bloccato.

Un istante dopo, le sue urla hanno attirato l’attenzione dei genitori e di tutti i clienti del centro commerciale. Anche gli operatori che prestavano lavoro lì vicino sono accorsi. Forse, a causare la mutilazione del piccolo, sono stati i bordi troppo taglienti e affilati del cestino, che richiudendosi repentinamente gli avrebbero intrappolato la mano e tranciato il mignolo, lasciandolo, così mutilato.

Dopo aver perso molto sangue, i soccorritori hanno recuperato il dito mignolo del piccolo all’interno del cestino, e lo hanno portato all’ospedale Santobono. Qui, i medici hanno sottoposto il bambino ad un’operazone d’urgenza. Ma la corsa all’ospedale e la grande esperienza dei medici si è rivelata inutile: il bambino resterà mutilato in maniera permanente, perché non è stato possibile riattaccare il dito alla mano. Il piccolo resterà con le sole 4 dita in modo permanente. Una vera e propria disgrazia della quale non si capisce ancora molto.

Infatti, secondo quanto si apprende, la procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per appurare con precisione cosa sia accaduto: l’accusa contro ignoti, ad ora, è di lesioni. L’indagine è curata dai carabinieri di Pompei che dovranno capire in che modo il dito del bimbo sia rimasto bloccato nel cestino fino al punto di staccarsi dalla mano. Il cestino da un primo esame compiuto dalle autorità competenti sembrerebbe a norma. E’ stato, tuttavia, sequestrato per verificare se sia stato reso pericoloso da eventuali manomissioni successive.

picasso
picasso
Il “Volto di donna” originale di Picasso datato 1941 dalla quale si pensava fosse stata copiata la tela dei Lo Rosso.

Capri: corre l’anno 1962 e l’allora giovane rigattiere Luigi Lo Rosso trova tra le cianfrusaglie di una discarica una tela arrotolata. La srotola, la pulisce velocemente e scopre che la tela raffigura un volto di donna. Un volto deformato, colorato, particolare. In alto a sinistra della tela c’è una firma: “Picasso”.

Il giovane rigattiere non conosceva Picasso all’epoca eppure prende la tela e la porta a casa da moglie e famiglia a Pompei. La moglie dimostra di non apprezzare più di tanto la raffigurazione e la appende in cucina, accanto alla credenza.

Questo è solo l’inizio della storia della famiglia Lo Rosso e del presunto Picasso intitolato “Volto di donna”: da allora, una volta scoperto il possibile valore dell’opera, Luigi Lo Rosso ha iniziato una battaglia per ottenerne il riconoscimento e l’autenticazione dell’autografo.

A questa vicenda, fin ora tenuta piuttosto segreta, hanno partecipato forze dell’ordine, esperti e critici d’arte, periti di vaglia e chi più ne ha più ne metta. L’opera è stata, per un breve periodo, addirittura sequestrata e poi dissequestrata.

Prima della scoperta della tela di Luigi Lo Rosso e famiglia, l’unico “Volto di donna” conosciuto di Picasso appartiene ad una collezione privata ed è datato 1941. Gli esperti dicono che, quest’ultimo, è il ritratto cubista di Dora Maar, artista e musa di Picasso, con la quale il pittore ebbe una relazione fra il 1935 e il 1943.

Il 56enne Andrea, figlio del rigattiere Lo Rosso, pensava inizialmente che il quadro della sua famiglia fosse una copia di quello sopracitato. Varie perizie gli hanno fatto poi cambiare idea.

La perizia dell’istituto di diagnostica dei beni culturali della Fondazione Cesare Gnudi nel 2005, ad esempio, ha ipotizzato che la tela dei Lo Rosso sia stata prodotta dopo la seconda metà degli anni ’30 e che la firma sia compatibile con quella sulle opere di Picasso riconosciute. Con questa perizia, la famiglia dovette spendere i primi duemila euro.

Altri cinquemila euro li ha portati via lo studio del laboratorio di analisi chimiche Palladio, richiesto da un potenziale acquirente per l’opera; la perizia confermò che i materiali coincidono con quelli utilizzati dall’artista e che la firma non presenta anomalie. Il possibile acquirente, però, voleva la conferma della fondazione Picasso di Parigi ma la famiglia i 300 mila euro per questo studio non li aveva.

Dopo di ciò, la tela ha fatto fare alla famiglia il giro del mondo oltre che aver portato via un enorme quantitativo di denaro. Adesso si dice che l’esecuzione sembrerebbe essere successiva agli anni ’20 ma che l’opera sia databile agli anni ’60.  L’ultima speranza per la famiglia, ora assistita dall’esperto d’arte Luca Marcante e dall’avvocato Cesare Dal Maso, è un restauro dell’opera al costo di 10 mila euro per poi poter contattare la fondazione Picasso di Parigi.

Tutti incrociano le dita per questa battaglia iniziata ormai più di 50 anni fa.

la cartiera

la cartieraLa violenza per il puro gusto della violenza. È quanto andato in scena venerdì sera al centro commerciale La Cartiera, dove un gruppo di ragazzini ha aggredito i clienti ricorrendo all’uso di bombolette spray urticanti. Quello che, forse, a loro poteva apparire come un semplice scherzo, ha causato al contrario problemi come arrossamenti della pelle e problemi respiratori ai danni di alcune persone.

“Ancora aggressioni ai passanti da parte delle baby gang. Questa volta è accaduto all’ingresso de ‘La Cartiera’, dove alcuni giovanissimi, armati di bombolette spray urticanti, hanno iniziato ad aggredirei clienti all’ingresso del centro commerciale di Pompei, per il puro gusto di farlo. Diverse persone hanno accusato problemi respiratori e arrossamenti sul corpo. E’ inaccettabile che questi piccoli delinquenti agiscano ancora indisturbati, mi chiedo dove siano le famiglie di questi giovani che, invece di seguire i ragazzi e indirizzarli, li lasciano allo sbando. Mi chiedo in quale altro Paese civile accadano questi episodi di violenza gratuita; giovani che si divertono nel far soffrire gli altri. Come abbiamo troppo spesso denunciato, quello delle baby gang è un fenomeno sempre sottovalutato, ancora non si mettono in campo delle forti azioni di contrasto che permettano di arginare questa deriva di violenza tra i giovani della città”.

Lo ha dichiarato Francesco Borrelli, Consigliere Regionale dei Verdi.

“Mi auguro che le indagini riescano a far risalire ai colpevoli di questo vile gesto. Questi giovani delinquenti meritano pene severe, devono comprendere la gravità delle loro azioni. Ma le colpe non devono ricadere solo sui ragazzi, sono le famiglie che devono essere responsabilizzate. Questi giovani non possono essere lasciati per strada e abbandonati a loro stessi. Se i genitori non sono in grado, se i figli escono di casa solo per far danni, allora sono anche loro a dover essere punti. Forse così faranno più attenzione al comportamento dei propri figli. Solo per fortuna, questa volta, l’aggressione non ha provocato feriti, ma è inaccettabile che le persone non possano nemmeno più fare la spesa in santa pace. Servono azioni concrete”.

Pompei – Due ordigni bellici risalenti alla seconda Guerra mondiale sono stati trovati in un’ area vicina al sito archeologico di Pompei, proprio alle spalle della “Casa dei Casti Amanti”.

Anche se la zona dove è stato trovato l’ ordigno non è aperta ai visitatori Soprintendenza del Parco Archeologico ha disposto il transennamento dell’area, per impedire ai visitatori più curiosi e spericolati di avvicinarsi.

E’ stato il personale di un cantiere di scavo a notare ieri mattino l’ordigno, grande poco più di un’arancia, ed a dare l’allarme. Stamattina è intervenuto il personale del Genio Civile che ha informato i Carabinieri della Stazione interna agli Scavi.

La Procura di Torre Annunziata ha disposto il sequestro dell’area per motivi di sicurezza. Gli ordigni potrebbero essere già esplosi e, quindi, privi della potenza distruttrice. Per domani mattina è previsto l’ intervento degli artificieri per prelevare gli ordigni e trasferirli in luogo sicuro per farli brillare.

Giustizia è stata fatta, proprio il caso di dirlo. E’ successo ieri, come riportato da Cronache della Campania, quando due napoletani, marito e moglie decidono di visitare gli scavi di Pompei, prima però, sui sedili della circumvesuviana trovano un portafogli dimenticato da due turisti americani.

Decidono senza perdersi d’animo di prendere lo stesso e portarlo con sé, pensando di aver avuto un bel colpo di fortuna.

Purtroppo per loro le immagini sono state registrate in seguito alla denuncia fatta dai due turisti, infatti, quando si sono recati alla stazione per fare rientro a casa, hanno trovato ad aspettarli i carabinieri.

La coppia, con l’amaro in bocca, è stata denunciata per furto.

Per fortuna certe volte alcune persone non riescono a farla franca, anche quelli che si credono i più furbi vengono smascherati.

Merito va ai carabinieri che, dopo che la vicenda si è conclusa, hanno ricevuto i ringraziamenti dei due americani.

 

 

turista carrozzina circumvesuviana pompei

turista carrozzina circumvesuviana pompeiGli Scavi di Pompei sono il sito archeologico più famoso al mondo. Persone da tutto il mondo vengono qui per vedere gli straordinari resti di una città di oltre 2000 anni: se ciò ci rende orgogliosi, non possiamo però esserlo della Circumvesuviana.

La stazione di Villa dei Misteri, infatti, manca di un modo funzionale che possa consentire ai visitatori disabili di raggiungere il binario 2. Il risultato: un’odissea per i turisti con difficoltà motorie, costretti loro malgrado a ricorrere all’aiuto esterno. Non sempre, però, si può fare affidamento sulla disponibilità ed il buon cuore, anche se da noi sono presenti in abbondanza.

Nella giornata di oggi un turista in carrozzina non poteva raggiungere il secondo binario. Per giungervi bisogna utilizzare il sottopassaggio: si scende e si sale tramite due strette scalinate. Nessun montascale o idonea alternativa. Grazie a Davide, un ragazzo dell’infopoint collocato presso la stazione di Villa dei Misteri, è riuscito nella complicata impresa, non senza rischiare di capovolgersi. Ricordiamo, infatti, che si tratta comunque di un’operazione non semplicissima.

Una figura pessima davanti al mondo intero. È assurdo che nel 2019, in una nazione che si ritiene civilizzata, non vi sia un modo per un disabile di prendere un treno in maniera agevole.

Foto pagina Facebook Notizie di Pompei

Si è risvegliato dal coma Giuseppe De Gennaro, il ragazzo di soli 19 anni di Pompei colpito da un’aneurisma cerebrale con emorragia lo scorso aprile che per fortuna non si è rivelato fatale.

Dopo che ha lottato per oltre 90 giorni tra la vita e la morte e dopo mesi di preghiere e tanta speranza da parte dei genitori e dell’intera comunità vesuviana, Giuseppe ha aperto gli occhi nelle scorse ore e ha fatto gridare al “miracolo”.

Sono stati tre mesi di preghiere rivolte soprattutto alla Vergine del Santuario mariano poi negli ultimi tempi ci sono stati dei miglioramenti che hanno poi portato Giuseppe a risvegliarsi. Ad annunciare la lieta notizia è la pagina Facebook di Notizie di Pompei con un post che afferma:

“I familiari di Giuseppe De Gennaro, ci fanno sapere che finalmente dopo 3 mesi e mezzo di coma, si è risvegliato…volevano ringraziare tutti i Pompeiani che in questi mesi hanno manifestato, con una preghiera, un messaggio e affetto, la propria vicinanza”.

Antefissa del IV sec. a.C.

Pompei non smette mai di regalare tesori. Gli scavi in corso nel Foro Triangolare stanno restituendo molti manufatti, tra cui un’antefissa che raffigura la dea Athena che decorava il tempio dorico dedicato alla dea della sapienza.

L’antefissa è datata, come posta il direttore Massimo Osanna su Instagram, alla fine del IV secolo a.C. Gli scavi nel santuario di Atena, in collaborazione con l’Università Federico II, stanno restituendo anche terracotte offerte come ex-voto alla dea, datate al III secolo a.C.

Questi reperti confermerebbero la dedica del tempio alla coppia Eracle-Athena, situato sulla terrazza di Pompei che affacciava sul golfo.

L’antefissa di Pompei data la somiglianza, secondo gli esperti e come riporta Repubblica.it, potrebbe esser stata realizzata con la stessa matrice di quelle del tempio di Stabiae, rinvenuto in località Privati.

Il tempio di Atena ed Eracle era dorico e costruito nel VI secolo a.C. interamente in calcare, con tetto in terracotta policroma.

Un’iscrizione osca ne ha permesso l’attribuzione ad Atena e la dea compare associata ad Eracle anche nella decorazione fittile, in sculture a tutto tondo, rilievi e antefisse.

Ex-voto del III sec. a .C.

La regione Campania mira ad implementare gli afflussi di turisti. Sono in arrivo infatti i treni-bus per Pompei ed Amalfi, che cercheranno in qualche modo di migliorare il tratto turistico durante la stagione estiva.

L’iniziativa è stata lanciata da Trenitalia e questi treni-bus per Pompei ed Amalfi entreranno in funzione il 7 Luglio. Si chiameranno Amalfi Link e Pompei Link e preleveranno i turisti dalle stazioni rispettivamente di Pompei e Vietri sul Mare. Il tutto per poi portare gli stessi, senza alcuna fermata aggiuntiva, all’ingresso degli Scavi o all’ingresso del centro storico della ex Repubblica marinara. I biglietti potranno essere acquistati cumulativamente a quelli in partenza da Napoli e, nel caso di Pompei link, comporteranno anche uno sconto sul prezzo della visita al sito archeologico.

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha parlato dei tanti successi della sua amministrazione in merito al settore del trasporto pubblico. “Con 24 nuovi treni abbiamo fatto uno sforzo enorme, migliorando la vita di migliaia persone. Siamo al fianco dei pendolari e infatti sono in consegna 9 nuovi treni della linea Metrocampania nordest e 12 per l’area Flegrea per 80 milioni. Va avanti in maniera decisa il programma gigantesco di rinnovamento dei mezzi pubblici della Regione.” Queste sono state le sue parole, secondo il Mattino.

Sulla nuova tratta estiva, due parole sono state spese anche dal direttore divisione passeggeri regionale di Trenitalia, Maria Giaconia. Ella ha infatti affermato che:  “noi consideriamo questo shift nodale un ulteriore passo avanti nel nostro lavoro per convincere le persone a scegliere i trasporti pubblici sempre, lasciando l’auto e usando trasporti pubblici comodi, sicuri e sostenibili. Amalfi e Pompei Link legano treno e bus sul territorio”. 

Nonostante i ritardi, le soppressioni e le eliminazioni della Circumvesuviana e le altre tante problematiche legate ai pubblici trasporti, sembra che qualcosa si stia muovendo dal punto di vista del traffico turistico.

adele sammartino

adele sammartinoAdele Sammartino è Miss Mondo Italia 2019 e rappresenterà l’Italia alla finale di Miss World il 7 dicembre 2019 in Thailandia, provando a conquistare una corona mai fin ora indossata da una miss italiana.

Adele è una psicologa 23enne nata a Castellammare di Stabia (Na) e residente a Pompei (Na). La sua elezione come Miss Mondo Italia 2019 è avvenuta a Gallipoli il 15 giugno dopo aver conteso il titolo con cinquanta altre concorrenti.

Il secondo e terzo posto, invece, sono stati conquistati rispettivamente da Katia Riparelli (Veneto) e Lorenza Di Cesare (Lazio).

Ecco una presentazione veloce della giovane Adele: alta 1.75, occhi castani chiari, capelli lunghi castani scuri, è da pochissimo laureata in scienze e tecniche psicologiche all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Tra le specializzazioni, pensa che potrebbe frequentare criminologia o psicologia clinica.

Parla molto bene l’inglese, adora Ligabue e le piace la musica leggera italiana in generale; inoltre, pratica fitness. Prima di tre figli e sarà presto zia. Il suo fidanzato si chiama Giovanni.

Ha dedicato la vittoria della competizione Miss Mondo Italia 2019 al padre e ha ringraziato calorosamente la sua famiglia e la “grande famiglia” di Miss Mondo Italia.

La serata di Miss Mondo Italia, condotta da Giorgia Palmas, sarà trasmessa poi il 18 giugno alle ore 21:00 dall’emittente nazionale Donna TV (canale 62 del digitale terrestre), con il commento di Roberto Alessi, il direttore di Novella 2000.

Allo show hanno partecipato anche il nuotatore Filippo Magnini, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, l’inviato di Striscia La Notizia Luca Abete, la cantautrice Bianca Atzei e il cabarettista Pino Campagna.

Sbarca per la prima volta in Campania la Festa della Sibilla, una delle più importanti manifestazioni di enigmistica e giochi di parole che si svolgono in Italia, nonché la numero uno per numero di partecipanti. Fino ad ora, la manifestazione ha da sempre avuto luogo in Liguria o in Toscana.

Giunta alla 26esima edizione, la festa avrà luogo a Pompei dal 30 maggio al 2 giugno 2019 e ci si aspetta un totale di circa duecento partecipanti da tutta Italia. La sede principale del raduno sarà l’Hotel Amitrano.

Sono in programma gare estemporanee di soluzione e di composizione, oltre a quelle bandite per il convegno: fra queste c’è il Premio Tullia, premio che sarà assegnato al miglior anagramma della frase “Pompei, città sepolta da lapilli e cenere”.

A differenza dell’enigmistica di largo consumo che tutti siamo abituati a vedere su riviste di vario genere, l’enigmistica classica si sviluppa sull’ambiguità e sui doppi significati della nostra lingua.

Si svolgeranno quindi giochi molto impegnativi ma carichi di fascino: si tratta di enigmi, crittografie, poetici. Esistono anche i rebus, ma con meccanismi di soluzione più avanzati di quelli tradizionali.

La Festa della Sibilla è, ogni anno, organizzata dalla più longeva rivista di enigmistica italiana “La Sibilla”, fondata a Napoli. Tanti illustri appassionati hanno pubblicato su “La Sibilla”: ne sono un esempio i cantautori Paolo Conte e Roberto Vecchioni.

Il convegno comincerà giovedì pomeriggio con l’annuncio delle gare di creazione. Sabato mattina, invece, nella sala consiliare messa a disposizione dal Comune di Pompei ci saranno le premiazioni fra cui quella del Premio Nucci, il quale viene assegnato all’enigmista più giovane. Saranno presenti, inoltre, anche alcuni redattori della “Settimana Enigmistica”.

All’Archeo Teatro Pompeiano, la città di Pompei antica e tutti i suoi abitanti riprendono vita. Qui è possibile rivivere le emozioni, le storie, le leggende con i suoi protagonisti storici impegnati nella quotidianità di allora, nelle guerre, battaglie, intrighi e amori. L’Archeo Teatro è un luogo fisico che si trova nei pressi di Porta Marina Maggiore a Pompei ed è qui che i silenziosi graffiti e mosaici riscoprono voce, occhi, carne e gesta nella bravura degli attori che recitano le storie che avvolgono la città di Pompei.

In questo luogo meraviglioso la cultura e la storia si uniscono alla modernità, così da dare la giusta diffusione e conoscenza, rendendo il mondo antico alla portata di tutti. Il progetto per la “valorizzazione dei beni culturali” comprende non solo spettacoli di intrattenimento ma anche laboratori e visite guidati.

Infatti all’interno di questa struttura vegono proposti anche tour tematici nei luoghi più significativi del Parco Archeologico di Pompei. Ma non mancano tanti laboratori per gli studenti, dove possono toccare con mano la storia di Pompei e conoscere divertendosi i suoi immensi e infiniti segreti.

Castellammare di Stabia – Racket sul mercato dei fiori, arrestate sette persone. L’area fra Castellammare di Stabia e Pompei rappresenta la zona florovivaistica più importante del Sud Italia: i fiori di tutto il Vesuviano vengono raccolti, smistati e venduti prevalentemente fra i due comuni, arrivando in ogni angolo del mondo.

Come sempre avviene, però, un tale centro attira affari e, con essi, le ambizioni della criminalità organizzata. Erano anni, infatti, che gli imprenditori del mercato dei fiori erano sotto scacco della camorra. In particolare, il clan Cesarano, attivo prevalentemente a Castellammare, ha utilizzato estorsioni, spesso coadiuvate da lesioni personali anche gravi, per lucrare sul florido business.

Un racket smascherato da un’operazione congiunta dei Carabinieri di Torre Annunziata e della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini hanno portato all’emissione di ordinanze di custodia cautelare. Questa mattina sono finiti in manette sette esponenti di spicco del clan Cesarano, ritenuti responsabili di estorsioni e lesioni nei confronti degli imprenditori del mercato dei fiori.

Pompei – La vanità, piacere effimero, illusione irrinunciabile di felicità, da sempre ostentata attraverso l’esibizione delle ricchezze, anche nel mondo greco e romano, è il tema della raffinata mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, in programma dal 10 maggio al 5 agosto 2019, presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei (portico ovest).

Monili dell’area cicladica e pompeiana sono messi a confronto in un elegante percorso di stili e di civiltà, che trova nella vanità e nell’ostentazione della ricchezza un punto in comune. Gemme, collane, fibule, orecchini, anelli e armille in oro, argento, bronzo, con inserti in materiali preziosi e semipreziosi (avorio, pietre, paste vitree, corallo, perle, ecc.), provenienti da Delos e dalle altre Cicladi, saranno esposti accanto a gioielli rinvenuti a Pompei, ma anche in altri siti campani, tra cui Longola, Sarno, Paestum, Oplontis, Terzigno ed Ercolano.

Oltre ai pezzi esposti in questa sede, la conoscenza dei gioielli ercolanesi potrà essere approfondita presso il Parco Archeologico di Ercolano, grazie alla mostra “SplendOri”, visitabile fino al 30 settembre 2019.

La mostra “Vanity”, inaugurata dal Direttore ad interim Alfonsina Russo, è stata promossa e curata da Massimo Osanna durante il suo mandato come Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, e da Demetrios Athanasoulis, Eforo delle Cicladi, ed è coordinata da Annamaria Mauro, architetto del Parco Archeologico di Pompei.

Il percorso della mostra, progettato da Kois Associated Architects, segue un criterio espositivo geografico (le Cicladi e la Campania, con epicentro Pompei) e cronologico (dall’VIII secolo fino all’eruzione del 79 d.C.). L’allestimento vive del contrasto tra il materiale oscuro degli involucri espositivi che accolgono le teche (e che rimandano alla tragicità dell’eruzione) e la lucentezza dei preziosi reperti custoditi. Animano il percorso volti e figure da affreschi pompeiani, reinterpretati e presentati in una versione grafica contemporanea, che dà nuova veste al porticato ovest della Palestra Grande.

Questa mattina, come ogni 8 Maggio, è stata celebrata la Supplica in onore della Beata Vergine del Rosario di Pompei. La Supplica viene officiata due volte l’anno: quella di maggio è una data fissa che coincide con l’anniversario della posa della prima pietra del Santuario, avvenuta nel 1876. La seconda data è quella di Ottobre ed è variabile: si celebra la prima domenica di questo mese, nonostante sia il giorno 7 quello dedicato alla Madonna del Rosario.

Oggi VesuvioLive.it oltre a trasmettere in diretta la funzione sulla propria pagina Facebook, ha anche fatto qualche domanda ai fedeli che erano in piazza per assistervi, baciati da un piacevole sole primaverile. Molti fedeli sono giunti di prima mattina, altri hanno passato la notte davanti al Santuario. C’è chi è venuto a piedi, chi in auto, chi nei bus o con i trasporti pubblici. Tutti, però, avevano da chiedere qualcosa alla Madonna: una grazia per i propri figli, per la salute propria e dei cari,  per la piccola Noemi (che secondo l’ultimo bollettino resta grave, anche se le buone funzioni di un polmone consente di sperare).

Madonna di Pompei

Pompei - in attesa dell'arrivo di Papa FrancescoIn programma per il giorno mercoledì 8 maggio 2019 la Supplica alla Madonna del Rosario a Pompei. La recita della preghiera, composta dal beato Bartolo Longo nel 1883, attende, come ogni anno, migliaia di fedeli che giungeranno da ogni parte d’Italia e del mondo, in particolar modo dalla Polonia e dall’Argentina.

Tanti i fedeli che giungeranno al Pontificio Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei a piedi. Fino al 7 maggio, inoltre, si susseguiranno le tante celebrazioni in attesa della supplica dell’8 maggio, tra cui la Novena recitata ogni sera dopo il Santo Rosario delle ore 18:00 all’Altare della Madonna.

Oggi 6 maggio, invece, alle ore 18:00, si festeggerà l’ottantesimo anniversario della Dedicazione della Basilica con la Discesa del Quadro e la recita del Rosario seguite dalla Santa Messa delle ore 19:00.

supplicaDomani 7 maggio alle ore 20:00 avrà inizio la Veglia Mariana che culminerà con la celebrazione delle ore 00:00 presieduta dall’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo.

Il grande giorno, invece, mercoledì 8 maggio, la Santa Messa delle ore 10:30 e la Supplica delle ore 12:00 saranno presiedute dall’Arcivescovo Edgar Peña Parra, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

La Santa Messa e la Supplica saranno trasmesse in diretta televisiva su Canale 21, la TV campana che da sempre segue le più importanti celebrazioni del Santuario e da Tv2000, l’emittente della Conferenza Episcopale Italiana che dedicherà collegamenti, interviste e servizi al Santuario di Pompei e alla Supplica.

Santuario di Pompei

Santuario di Pompei

Rischiare la vita per un autoscatto. E’ la nuova, pericolosissima moda del momento: si chiama “Daredevil Selfie“. E’ accaduto in provincia di Napoli, sul Campanile del Santuario della Madonna di Pompei. Una ragazza di 19 anni, ucraina, è salita fin sulla balaustra del campanile, a 80 metri d’altezza circa dal suolo. La giovane era accompagnata da due connazionali, di 20 e 22 anni. Ballava sul parapetto mentre i due la fissavano. Nessun’intenzione di suicidarsi, ma “solo” di farsi un selfie. Un semplice gioco che, però, poteva rivelarsi tragico.

La Polizia Locale di Pompei si è quindi subito precipitata sul posto, per portare via la ragazza dal campanile, temendo potesse tentare il suicidio. In realtà, la giovane ha spiegato che stava cercando l’inquadratura migliore per scattarsi una fotografia. E’ il “Daredevil selfie”, ovvero l’ultima moda che si sta diffondendo tra i più giovani. Il “gioco” consiste nel cattuare un selfie mentre si è in bilico su monumenti, precipizi o in posti sopraelevati e pericolosi.

biblioteca

bibliotecaA Pompei riaprirà a giugno la storica biblioteca in via Aldo Moro, nel Casale Piscicelli, un luogo dedicato a tutti, giovani e meno giovani, che presenterà numerose innovazioni tra cui eventi artistici, mostre di opere d’arte, concerti e conferenze.

La biblioteca inoltre dovrebbe dotarsi anche di alcuni computer, anche se al momento la priorità resta la riapertura dell’edificio.

I 20 ragazzi attualmente impegnati nel servizio civile presso il Comune di Pompei, contribuiranno ai lavori in modo da terminarli più rapidamente, catalogando anche tutti i libri situati nell’edificio, che allo stato attuale risultano in ottime condizioni.

Oltre alla biblioteca in sé vi sarà anche una ludoteca nel piano inferiore del Casale Piscicelli, un ulteriore servizio per la valorizzazione della cultura nella periferia di Pompei.

Il taglio del nastro da parte del sindaco Pietro Amitrano, che dunque renderà definitiva la riapertura della biblioteca, potrebbe avvenire in concomitanza con il Jazz.it Festival previsto a Pompei nelle giornate del 28, 29 e 30 giugno.

Foto di Massimo Osanna

Grazie all’intervento dei Carabinieri si è evitato che un sito dall’immenso valore culturale e storico, come quello degli Scavi di Pompei venisse depauperato anche se in minima parte, di piccoli ma preziosissimi reperti. Infatti una turista inglese in visita al sito archeologico era riuscita a staccare alcuni pezzi del mosaico che compongono il pavimento pregiatissimo della domus dell’Ancora. La donna non solo aveva scavalcato il cordone di sicurezza che divide il mosaico dal pubblico per salvaguardarne la delicata conservazione, ma con un oggetto appuntito era riuscita a sollevare ben tre pezzi di mosaico e con estrema facilità era riuscita a nascondere la sua refurtiva nello zaino, come riporta Il Mattino.

Per fortuna le forze dell’Ordine apposte all’esterno e all’interno del sito ai fini di sorveglianza e sicurezza sono riusciti ad intervenire subito e a fermare la donna, grazie anche alla sollecitazione degli stessi custodi che avevano notato movimenti strani. La turista è stata subito portata negli uffici dei Carabinieri a Porta Marina Inferiore per essere identificata e denunciata. E ora dovrà rispondere di furto e danneggiamento aggravato

Napoli – Le città d’arte continuano a fare da volano al turismo italiano: le località d’interesse storico ed artistico del nostro Paese hanno chiuso in crescita anche il 2018, con un aumento sostenuto sia degli arrivi (44,4 milioni, 600mila in più del
2017) sia delle presenze, che passano da 110 milioni a 113,4 milioni, oltre un quarto (il 26,3%) delle presenze complessive in Italia (430 milioni nel 2018).

A farsi “catturare” dal fascino del nostro vasto patrimonio culturale sono soprattutto i mercati esteri: i visitatori stranieri rappresentano circa il 60% delle presenze turistiche nelle città d’arte, dove hanno speso nel 2018 circa 15,5 miliardi di euro, l’11% in più della scorsa stagione. I visitatori di altri Paesi che vengono in Italia per motivi culturali, infatti, spendono più: 129 euro, il 21% in più rispetto ai 106 euro della media di tutti i turisti stranieri.

È quanto emerge dalle elaborazioni condotte da CST per Confesercenti in occasione della presentazione della XXIII Borsa delle 100 città d’arte, organizzata da Confesercenti e Assoturismo con il sostegno di Enit e Apt Emilia Romagna ed il patrocinio del Mibac, che quest’anno si terrà a Bologna a partire dal 30 maggio.

Nella top 5 delle città d’arte a maggior crescita turistica abbiamo Matera, al primo posto dopo essere stata nominata capitale del turismo, ed a seguire Napoli (+108,7% sul 2010), Verona (+76,7%), Bologna (+61,3%) e Padova (+60,3%). Una crescita incredibile per la nostra città, che in otto anni ha più che raddoppiato l’afflusso turistico: merito di un impegno maggiore nell’aumentare l’offerta per i viaggiatori e di una campagna volta a far conoscere nel mondo le nostre bellezze.

La crescita di arrivi e presenze nelle città d’arte va di pari passo con la crescita dei visitatori nei musei, monumenti e aree archeologiche statali. Nel 2018, Napoli è stata la terza città italiana per introiti dei musei. Al primo posto Roma, con 22,9 milioni incassati, al secondo Firenze, con 7 milione. I musei di Napoli, nel 2018, hanno incassato ben 5,1 milioni di euro, con una crescita, rispetto al 2010, del 181%. Inoltre, il quarto posto in questa classifica spetta a Pompei, con 3,7 milioni incassati ed una crescita del 57% rispetto ad 8 anni fa.

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