Da Morricone a Maradona: i venti personaggi famosi morti nel funesto 2020

personaggi famosi morti nel 2020

Anno bisesto, anno funesto. Mai come questa volta il proverbiale detto è stato quanto mai azzeccato. Merito, o meglio colpa, soprattutto del Covid-19. Questo 2020 che ci ha lasciato, infatti, ha portato milioni di morti in tutto il mondo. Ma non è stato solo per via del virus, ovviamente. Anche la natura, gli incidenti e la cattiveria umana hanno dato, come al solito, il loro contributo a quella che San Francesco chiamava “sorella nostra morte corporale”.

Una definizione tanto più vera se a lasciare questo mondo sono personaggi di indubbia fama, che con le loro gesta sportive, le loro note musicali, i loro libri o canzoni, le lotte e le decisioni politiche, le invenzioni e le scoperte hanno lasciato un segno sulla Terra, abbandonandola con il fisico, ma non certo con lo spirito.

Già, perché anche se certi personaggi non ci sono più,  le indimenticabili colonne sonore di Ennio Morricone, i canestri di Kobe Bryant e le finte di Maradona, i libri di Sepulveda e Zafon – solo per citarne alcuni – continueranno a farci compagnia in questa nostra vita terrena, che allieteranno ancora con ciò che di più bello ci hanno lasciato, la loro impronta, un segno, un sogno.

MUSICISTI E CANTANTI

Come quello in cui sembra immergersi ogni volta che si ascoltano le musiche del compositore romano Ennio Morricone (10 novembre 1928 – 6 luglio 2020), sublimazione di film pure di grandissima levatura, quali “C’era una volta in America” e “Nuovo cinema Paradiso”. Queste ed altre colonne sonore sono valse al compositore romano anche il Leone d’Oro alla Carriera nel 1995 e il Premio Oscar alla carriera nel 2007.

Starà suonando con lui in Paradiso anche il musicista e direttore d’orchestra Ezio Bosso, che si è spento lo scorso 15 maggio, all’età di 48 anni, a causa di una malattia autoimmune degenerativa molto simile alla SLA, che gli era stata diagnosticata nel 2011, subito dopo un’operazione per un tumore al cervello.

Non meno grandiosa la musica di Little Richard, leggenda statunitense del rock’n’roll, spentosi lo scorso 9 maggio , a 87 anni. Sue alcune  pietre miliari del genere, come “Tutti Frutti” e “Lucille”.

Altro genere, altro genio musicale: il nigeriano Tony Allen, batterista e creatore dell’afrobeat insieme al suo connazionale e compagno di band Fela Kuti, è morto il 30 aprile a Parigi all’età di 79 anni.

ATTORI E REGISTI

Anno nefasto anche per il grande schermo. Il 22 giugno a New York, infatti, è deceduto Joel Schumacher, regista di film come “Un giorno di ordinaria follia” e “Batman Forever” e il sequel “Batman & Robin”. Aveva 80 anni e da tempo lottava con un tumore.

Contro gli antichi Romani lottavano, invece, i mitici Galli Asterix e Obelix ideati dalla vivacissima mente di Albert Uderzo, che ci ha lasciato il 24 marzo, a 92 anni. Di origine italiana, l’autore disegnò le storie dei guerrieri Galli a partire dal 1959.

Ian Holm era invece un attore. E’ morto a Londra il 19 giugno, a 88 anni ucciso dal morbo di Parkinson. Popolare volto del cinema, del teatro e della tv inglesi, la grande fama gli è arrivata dopo aver partecipato nel 1979 ad Alien di Ridley Scott. In seguito confermata e amplificata dalla partecipazione alla trilogia del “Signore degli anelli” e “The hobbit”.

Altro volto noto del cinema è stato l’attore svedese Max von Sydow, reso celebre dal sodalizio con Ingmar Bergman. Il regista de “Il settimo sigillo”, lo renderà un’icona cinematografica, soprattutto grazie alla scena memorabile in cui gioca a scacchi con la Morte.

Ma forse il più celebre del mondo della pellicola ad averci lasciato durante questo 2020 è Kirk Douglas. Morto lo scorso 5 febbraio a Beverly Hills, alla veneranda età 103 anni, l’attore e produttore di fama mondiale ha lavorato soprattutto con i più grandi registi di sempre, Kubrick su tutti.

Non da meno il notissimo Sean Connery, l’attore scozzese celebre per il suo fascino e per le sue interpretazioni di James Bond, nella saga dell’agente 007. E’ morto negli USA il 31 ottobre: aveva 90 anni. Perché vincere la morte era missione impossibile anche per lui.

Come non citare poi il compianto Gigi Proietti, l’istrionico attore romano, nato il 2 novembre 1940 e defunto esattamente lo stesso giorno del 2020, a 80 anni. Indimenticabili i suoi sketch, le sue barzellette, le parodie e le interpretazioni cinematografiche e teatrali, in ruoli non solo comici.

Umorismo finissimo anche quello di Franca Maria Norsa, in arte Franca Valeri (nome ispirato al poeta francese Paul Valery). Nata a Milano nel 1920, è venuta a mancare lo scorso 9 agosto a Roma, a ben 100 anni d’età. Indimenticabili i personaggi della signorina Cesira da lei interpretato nel corso della trasmissione radiofonica “Il rosso e il nero”, e quello della signorina snob con cui approda in tv nella trasmissione “Teatro dei gobbi”.

SCRITTORI E GIORNALISTI

Ma il 2020 si è portato anche penne e menti di impareggiabile inventiva e cultura. Tra questi lo scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafon, morto lo scorso 19 giugno a causa di un cancro al colon, con cui combatteva dal 2018. Celebre il suo romanzo d’esordio “L’ombra del vento”, parte del ciclo intitolato Cimitero dei Libri Dimenticati.

Di lingua spagnola, ma di nazionalità cilena uno dei più grandi scrittori sudamericani di sempre, Luis Sepulveda ci ha lasciato il 16 aprile – causa covid – a 70 anni. Narratore dalla vita avventurosa (impregnata anche di passione politica) e dalla parola graffiante ma anche candida e genuina, di lui si ricordano opere quali “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, “Storia di una gabianella e del gatto che le insegnò a volare” e “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico”.

Una vita dedicata all’arte e alla sua diffusione quella che, invece, ha lasciato il francese Philippe Daverio. Il noto critico d’arte, giornalista e conduttore di programmi culturali – anche nelle trasmissioni televisive italiane – si è spento all’età di 70 anni il 2 settembre di quest’anno, sconfitto da un tumore.

Molto eclettica anche la figura di Sergio Zavoli, scrittore, giornalista e politico. Nato a Ravenna e  morto a 96 anni il 4 agosto scorso in quel di Roma, Zavoli si era opposto al regime fascista, divenendo in seguito autore di inchieste quali “Nascita di una dittatura”. Dopo essere stato anche direttore de “Il Mattino”, sarà per sei anni presidente della Rai (1980-86) e soprattutto sarà l’unico giornalista al mondo a vincere per due volte il “Prix Italia”, concorso internazionale organizzato dalla Rai.

POLITICI

La morte non ha risparmiato nemmeno il mondo della politica, che il 25 febbraio 2020 ha visto l’uscita di scena del presidente egiziano Hosni Mubarak, in carica da un ventennio. Fra i maggiori fautori, all’interno del mondo arabo, di una riconciliazione con l’Occidente e di una risoluzione di pace con Israele, era riconosciuto tra i più stretti alleati degli USA e fra i più solerti mediatori tra palestinesi e israeliani.

SPORTIVI

Di certo hanno unito il mondo con le loro gesta sportive due grandissime stelle della pallacanestro l’uno e del calcio l’altro. Il primo, Kobe Bryant, si è spento per un tragico incidente in elicottero – che ha visto coinvolta anche la figlia Gianna, di soli 13 anni – lo scorso 26 gennaio, all’età di 41 anni. Cresciuto in Italia, perché il padre giocava a basket nel nostro Paese, ha fatto le fortune dei Los Angeles Lakers nell’NBA americana, con cui ha vinto 3 titoli consecutivi, tra il 2000 e il 2002. Nella sua bacheca anche due ori olimpici, Pechino 2008 e Londra 2012. Si era ritirato nel 2015.

Da una leggenda del basket all’idolo di tutti gli sportivi di sempre, probabilmente il più idolatrato e il più iconico assieme a Mohammed Alì, Diego Armando Maradona, di cui lo stesso Bryant era grande fan. Morto a 60 anni il 25 novembre scorso per un arresto cardiaco sul quale in Argentina sono state aperte delle indagini, Maradona lascia un’eredità sulla quale sono in atto delle liti tra i familiari e i presunti tali, ma soprattutto le sue magie in giro per i campi di tutto il mondo e la sua esuberante personalità, che a Napoli saranno custoditi come il più prezioso dei tesori, tramite il nuovo stadio “Maradona”, il museo paventato dal presidente Aurelio de Laurentiis e la stazione a lui dedicata. A lasciarli il 9 dicembre è stato anche Palo Rossi. L’indimenticabile attaccante della Nazionale campione del mondo dell’82.

Magari lassù lo allenerà (si fa per dire) Gigi Simoni, allenatore dell’Inter di Ronaldo e dello stesso Napoli. Sempre molto apprezzato per la sua grande serietà e per la cortesia e l’educazione che lo hanno sempre contraddistinto, Simoni è passato a miglior vita lo scorso 22 maggio: aveva 81 anni ed era stato colpito da un ictus un anno prima.

Il 29 dicembre inoltre ci ha lasciato lo stilista italiano Pierre Cardin.

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